in realtà si chiamano pierogi...sono una specialità culinaria polacca...somigliano un po' ai ravioli...insomma una pasta...più o meno...non è definibile in modo preciso...intanto perché ce ne sono molti tipi differenti...cucinati alla russa...con le verdure o con la carne...di fatto un incontro tra sapori e tradizioni differenti...ogni pirollo una sua storia...ogni ripieno una scoperta che va accompagnata dalla consapevolezza che siamo a Varsavia che rappresenta in sé l'incontro tra culture differenti...purtroppo qui spesso l'incontro si è fatto scontro...anche feroce...
Storia ricca e tragica quella di questa città...dove ad uno dei più grandi ghetti ebraici del mondo fino allo scatenarsi della barbarie nazista si accompagnano le periferie fatte di casermoni sovietici....dove alla cultura ebraica che tanto ha influenzato l'umorismo un po' nero dei polacchi, si mischia l'amore per i caffè in stile propriamente mittle europeo ed il legame con Parigi dove tanti intellettuali polacchi hanno trovato rifugio....
Lo spirito intimo di questa gente, in questa lunga e forse interminabile transizione verso non si sa cosa, sta tutta nella capacità di teatralizzazione degli eventi....e così un incidente aereo che ha stroncato una parte importante dei gruppi dirigenti del paese diviene uno scontro mortale tra ultra cattolici anti-russi, complottisti che ergono croci e le difendono a colpi di maratone di rosario...ed un ragazzo che nel corso di una manifestazione imbastisce un funereo doppio senso tra il nome del defunto presidente ed una marca di birra...chiedendo a gran voce che gli venga servita una Lech (nome di battesimo del suddetto e famosa marca di birra) ben fredda...! Ancora oggi a sei mesi da quell'incidente gli ultra ortodossi si ritrovano dinnanzi al palazzo presidenziale per pregare e lanciare slogan contro il presidente neoliberista, ultraeuropeista e soprattutto schiavo di Mosca! Sì perché non vi è nulla da fare...qui l'antagonista principe rimane la Russia...così vicina in termini sia geografici che culturali eppure percepita come un pericolo costante...come un vicino di casa troppo potente e con rinnovate mire espansionistiche...i treni della sola linea metropolitana di Varsavia che corre lungo la riva sinistra della Vistola sono quelli di San Pietroburgo ancora con i colori della bandiera russa post 1991...
In Polonia non diciamo mai che va tutto bene...al massimo diciamo che non va troppo male...sai dire che tutto andava bene era sospetto ai tempi del regime sovietico...allora meglio tenere un profilo basso...magari il padre della compagna di classe di tua figlia potrebbe denunciarti alla polizia politica...così mi raccontano il periodo del socialismo reale...consci di essere stati dominati da un potere straniero che nei racconti delle persone che lo hanno vissuto mi fa pensare sempre di più al più classico dei colonialismi di cui noi occidentali siamo stati maestri per qualche secolo.
Forse proprio i cinquanta anni di chiusura politica ed economica del mondo socialista hanno permesso alla Russia di passare così rapidamente da un enorme paese di contadini analfabeti alla seconda potenza militare del mondo...chissà...ma non è questa la sede per riflessioni storiografiche troppo profonde...stavamo parlano di pirolli...e di come qui si viva questa strana atmosfera un po' decadente di un paese sempre diviso tra nostalgia ed innovazione...di come l'idraulico polacco che attraversava la frontiera nella seconda metà degli anni '90 sia diventato il simbolo di quel processo d'integrazione in un'Europa di cui i polacchi si sentono parte da sempre...ma allo stesso tempo non si sentono legittimati a sedere allo stesso tavolo dei potenti tedeschi che insieme alla Russia rappresentano l'altro polo...l'altra grande nazione che per secoli ha minacciato il paese di estinzione...forse per questo in pochi sanno che l'idraulico polacco aveva un dottorato in linguistica comparata...e anche quelli che lo sanno non vi attribuiscono grande importanza...questa è la nuova Varsavia...questa è la città che voleva superare il grigiore del socialismo reale di slancio...tuffandosi nel capitalismo più sfrenato...qui il mito della città che non dorme mai è ancora reale...qui la gente lavora di domenica...di sera...di notte...qui i salari sono bassi...e la gente ha un tasso di scolarizzazione alto...ed ecco arrivare le multinazionali, le banche, le grosse catene occidentali che pian piano non solo si insediano...ma comprano...e comprando cambiano...qui lo stipendio medio si aggira intorno ai 900 euro ma le case costano circa 3000 euro al mq! Ed allora eccolo riaffiorare lo spirito polacco di melanconica nostalgia..ed alcuni cominciano a dire che tutto questo mercato in fondo non è così bello come gli era stato detto...che entrare nell'euro adesso sarebbe una sciagura per l'economia nazionale che certo tira a livelli di tigre asiatica ma che ha costi umani enormi...e soprattutto sta facendo perdere molto di quel senso di appartenenza che si era sviluppato durante la lotta contro il regime...insomma nessuno gli aveva detto che capitalismo vuol dire individualismo e che gli aspetti comunitari della loro cultura, tanto importanti per un popolo che ha sofferto svariate invasioni negli ultimi 100 anni, mal si conciliano con lo spirito d'impresa...
Nel frattempo la domenica pomeriggio gli intellettuali di Varsavia si ritrovano nei caffè della città vecchia, interamente ricostruita dopo la guerra, mentre i giovani girellano per Praga, quartiere sul lato destro della Vistola, dove ancora sono visibili i buchi dei proiettili tedeschi della rivolta del '44, scendendo dal castello e tenendo il Palazzo della Scienza, immenso regalo di Stalin alla città, come riferimento ci si imbatte in un piccolo cimitero dove trovano posto, insieme, i resti degli antifascisti uccisi durante e dopo la rivolta stessa, e quelli, tra gli altri, di una giovane donna uccisa dalla NKVD nel 1968...ecco quest'immagine dice molto...non spiega...ma ci racconta di un popolo schiacciato tra due mondi...di un esperimento...di un ponte...tra fascinazioni cultura europee e russe...nel frattempo cammino lungo la Vistola...mi infilo in una taverna...tira vento fa freddo...una tazza di Jurek...zuppa di lievito con salsiccetta...uovo...patate...e sa dio cos'altro...buonissima...
Prendo un taxi...qui le arterie principali sono enormi...ma anche molto congestionate...pare che il traffico sia diventato un vero e proprio incubo per i cittadini di Varsavia...ah tra l'altro nessuno sa quanti caspita sono i residenti perché nell'ansia di liberarsi dalle ferree regole che vigevano durante il socialismo reale...qui non è necessario registrarsi...compri una scheda telefonica nei chioschi e nessuno ti chiede un documento... 3 milioni...5 milioni chiedo...quanti siete? Nessuno mi sa rispondere con precisione...nel frattempo il taxi corre veloce lungo quelle che a me sembrano autostrade e mi sfrecciano di fianco enormi...lunghi agglomerati di case squadrate...arrivo nella residenziale periferia di Varsavia...un enorme grattacielo de Le Generali mi stranisce..poi vedo un negozio che vende Kabanosi (splendide salsicette affumicate veramente imperdibili...) e sono di nuovo a Varsavia...una città che forse non sa ancora dov'è...
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