...il cancro è come il jazz...s'improvvisa.
Questo mi ha detto, in modo meno prosaico, l'oncologo che ha in cura mio padre qualche sera fa...
Semplicemente non lo sanno perché ti viene. Fattori di rischio, ambientali, genetici, multifattoriali, non lo sanno. Lo intuiscono, forse, cercano di comprenderlo al buio ma non lo sanno. Questa è la verità. Ti sottopongono ad un fuoco incrociato di domande e di analisi, più o meno divertenti, alla ricerca dell'ispirazione. Di una specie di eureka che è però ben lungi dall'essere deduzione aritmetica o logica...Poveri loro ci provano ma non avendo che statistiche a supportare le loro ipotesi in realtà sono più simili ad artisti che non a scienziati...qualche mese fa il mio povero babbo, al quale il cancro lo avevano già asportato quasi due anni fa, ha ricominciato a stare male. Lo sapevamo che era tornato il cancro....io ero dall'altra parte del paese e ho dato riprova della mia scelleratezza alla guida..Milano-Lecce in 6 ore e 30...aspetto la multa!
Sono arrivato nella casa tra gli ulivi che appartiene alla mia famiglia da 4 generazioni ed ho trovato mio padre seduto sotto il portico...mi ha guardato e mi ha detto: il medico dice che potrebbe essere un'infiammazione...non c'è niente di cui preoccuparsi...ci siamo guardati ed abbiamo cominciato a..ridere! Lo sapevamo. Non abbiamo mai pronunciato la parola cancro o tumore...una specie di sacro terrore ed allo stesso tempo siamo riusciti a ridere dell'assurdità della faccenda...esiste una strana forma di fatalismo che sfiora il ridicolo che credo possa capire solo chi si è trovato nella situazione di avere un familiare che sa che potrebbe morire.
A quel punto all'unisono...ci siamo accesi una sigaretta! Eh sì perché a quel punto ci stava. Stavamo solo ridendo alla faccia del cancro in fondo!
Dopo pochi giorni è cominciata l'interminabile trafila di medici...tutti a dirci la stessa cosa: state tranquilli oggi dal cancro si guarisce. Questa è la prima cosa che ti dicono e te la ripetono talmente tante volte che ti sorge il dubbio che più che te stiamo cercando di convincere loro stessi. Cercano un supporto nel paziente. Provano a rafforzare in lui, ed attraverso lui in loro, la fede nella scienza. Protocolli e programmi di cura assolutamente precisi. Tempi modi dosaggi di potenti veleni da iniettarti nel corpo e di radiazioni con cui colpire le cellule andate fuori controllo.
Dopo circa sei mesi di questa retorica scientista mi sono stufato ed avendo incontrato un medico meno scemo di altri ad un certo punto gli ho chiesto: ma voi siete davvero sicuri che questa roba funzioni? E lui mi ha guardato e mi ha detto...mah statisticamente aiuta! Statisticamente? Marx diceva che vi sono le bugie le grandi bugie e le statistiche! Per questo ho per la scienza politica lo stesso rispetto che posso avere per l'astrologia! A quel punto gli ho domandato alcune piccole delucidazioni...insomma volevo essere stupito dalla potenza dei numeri...in casi disperati si potrebbe persino credere a dio onnipotente perché non alla statistica?
Ecco diciamo che nel 25% dei casi la chemioterapia è acqua fresca....nel 50% potrebbe aiutare...e vi son anche alcune possibilità che il tumore la gradisca! No non sto scherzando in alcuni casi il cancro se ne nutre....Mettiamola così c'è stato uno studio australiano che ha monitorato per dieci anni malati di cancro curati a base di sola chemioterapia...percentuale di sopravvivenza...2%!
Ecco dunque...la statistica...che odi ma alla quale poi ci si affida...quello che è vero è che non ne sanno quasi una beata mazza...dopo essere stato colpito dall'evidenza dei numeri mi sono soffermato un poco a pensare e poi ho chiesto nuovamente...ma quindi voi date dei farmaci potentissimi a dei poveri cristi senza alcuna sicurezza...? Beh sa a volte in medicina bisogna improvvisare...per questo l'intuizione del medico è importante! Improvvisare? Intuizione? Ma vede ha continuato il luminare di turno lei non si deve preoccupare...no no ero calmissimo...stavo per strozzarlo seduta stante ma con una calma oceanica!
Dopo di che m i sono soffermato a pensare alle risate sotto il portico ed all'improvvisazione...
Oggi papà sta un poco meglio...certo gli effetti collaterali sono stati quasi peggio della malattia, lo stato di prostrazione fisica e psicologica nel quale lo hanno lasciato non sparirà presto. Forse non sparirà mai. Forse quella sensazione di vulnerabilità e di assoluta incapacità di comprendere cosa succede, forse quelle lunghe settimane di attesa tra una TAC ed una scintigrafia lo hanno cambiato per sempre....forse in qualche modo il cancro me lo ha già portato via. Però almeno, per adesso, è vivo...a volte sorride e si accende una sigaretta di nascosto...a volte mi telefona quando non ha nessuno intorno...l'altra sera mi ha detto sai almeno con te rido...anche del cancro...ed io gli ho semplicemente risposto che bisogna...improvvisare..come nel jazz...fino a che hai fiato....
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