Sofia è una bella città. Austera. Mi sarei aspettato una architettura un poco più orientaleggiante ma, a parte per le cupole delle chiese, non è rimasto molto. Il centro è un bel miscuglio di cupole, appunto, ma anche di razionalismo mittle europeo e di qualche, troppi, interventi sovietici. Più si va verso la periferia più i casermoni in stile socialismo reale hanno la meglio. Molto verde. Parchi giardini ovunque. Era anche meglio prima, poi, dopo la caduta del muro,la città è esplosa in termini numerici. Abbandonate le campagne la gente si è riversata nella capitale in cerca di un lavoro migliore che, molto spesso, non ha trovato. Nuovi abitanti nuove costruzioni. Senza un piano preciso a volte e, quindi, soprattutto nelle periferie i risultati sono piuttosto desolanti...soprattutto perché la mania di costruire case nuove non è andata di pari passo con la ristrutturazione delle vecchie che, di conseguenza, cadono a pezzi. Molte cose in Bulgaria cadono a pezzi. Letteralmente. Fascino decadente? No non hanno i soldi. Il bilancio bulgaro è in ordine, essendosi privatizzati anche l'anima non hanno spesa pubblica, quindi bilancio ok. L'Europa ringrazia. La stessa Europa che li ha guidati, sotto la supervisione di FMI e Banca Mondiale, verso il capitalismo. Bene. Il risultato è quello che alcuni qui chiamano il silenzioso sterminio del popolo bulgaro. La Bulgaria ha perso più di un milione di abitanti in 20 anni. Non fanno figli perché sono poveri ed i vecchi muoiono. A fronte dell'aumento di abitanti di Sofia ci sono decine di villaggi fantasma, e centinaia pronti a diventarlo nel giro di pochi anni. Ettari ed ettari di terra abbandonata. Fabbriche chiuse ad ogni angolo. Non sono state smantellate ma semplicemente abbandonate lì. In alcune ci sono ancora i macchinari arrugginiti. La gente neppure li ruba più. Un tempo la Bulgaria era un forte esportatore di prodotti agricoli. Ora li importa da paesi più ricchi. È il capitalismo, gli hanno detto. È una rapina, cominciano a pensare in molti. Dunque c'è stato già qualcuno che ha detto che le due cose sono molto simili...ma la storia è cinica. A volte si ripete ma mai con lo stesso copione. In compenso a Sofia troverete molti locali notturni di ogni genere ma soprattutto tantissimi Casinò. Non puoi girare un angolo che non trovi un bugigattolo che non sia stato trasformato in casinò. Sale da gioco di ogni tipo dove la gente va a tentare la fortuna. Del resto se altro non hai...del resto è legale. Qui, come in altri paesi dell'ex blocco socialista, quasi tutto è legale. Usciti da anni di follia hanno privatizzato e legalizzato quasi tutto, armi, prostituzione, gioco d'azzardo..ah le armi sì. Qui molti le portano. È normale. Durante la transizione, come in altri luoghi sapevano da dove volevano andarsene ma non dove sarebbero finiti, il tasso di criminalità è schizzato alle stelle ed allora la legge ti permette di comprare e portarti in giro quasi qualsiasi tipo di arma da fuoco. Ed a loro piace. Oddio non a tutti ma a molti. Ed allora non è inusuale che una riunione di lavoro finisca al poligono di tiro dove tra una bira ed una sigaretta, perché qui paese di grande cultura fumi dove ti pare, spari. Ed ovviamente mi ci hanno trascinato...per fortuna qualche piccolo ricordo su come si fa mi era rimasto. In alternativa ci sono i locali di lap dance anche quelli molto popolari che fino ad ora sono riuscito ad evitare...il mio machismo si esplica in forme differenti, la prostituzione quella davvero non la sopporto...ovviamente anche quella è legale. Così come è legale, oggi, arrivare fino al confine serbo. Un tempo non lo era. Per muoverti avevi bisogno di permessi speciali soprattutto per avvicinarti ai confini. Controlli, controlli ed ancora controlli. Oggi no oggi vai liberamente dove vuoi. Già peccato che non sia rimasto molto. Arriviamo quindi molto vicino al confine con la Serbia, altra area di grande fascino storico...difficile contare le battaglie combattute su queste montagne per il controllo di queste valli. Luoghi ricchissimi. Buona terra, tanta acqua. Un vero paradiso. Peccato che oggi non ci voglia stare più nessuno. La terra non vale nulla. Ci fermiamo a bere qualcosa in una specie di market-baretto nel villaggio natale del nonno di un amico. Subito si attacca a parlare con gli avventori. In realtà un avventore. Parla un poco di inglese. Gli dico che il paesino è molto bello anche se cadente e lui mi offre di comprare la casa di fianco alla sua: 2 case in realtà più qualche migliaio di metri di terra per 3500 euro! Sai qui non c'è nessuno io ho 42 anni e sono il più giovane degli 80 abitanti....un tempo prima della democrazia erano 800! Ma ora la gente si sposta verso la città..verso Sofia sperando in qualcosa di meglio. Oddio io mi guardo intorno ed ai miei occhi trovare qualcosa di meglio pare quasi impossibile. Ma la morte per asfissia europea dell'agricoltura bulgara ha avuto questo meraviglioso risultato. La fuga verso il nulla. Verso un nulla piuttosto disperato visto che le statistiche mettono la Bulgaria tra i primi tre posti in Europa per numero di suicidi! Alcune delle persone che ho incontrato qui, soprattutto quelli con un livello di educazione elevato, e qui come in tutti i paesi ex-comunisti sono molte, mi parlano di questa asfissia di questa sensazione di essere in trappola in una bolla statica. Sensazione parzialmente a me conosciuta, ma davvero la comparazione è improponibile. Non penso di essere nato e cresciuto in una società libera ed aperta. Anzi. L'idea del nemico ci fa accettare molte limitazioni alla nostra libertà teoricamente pensata ma poi, appunto, difficilmente agita. Ma qui è diverso. Qui si è passati dal controllo del socialismo reale che ingabbiava il corpo e che tentava le coscienze, alla gabbia della libertà fittizia che promette e non mantiene mai. Che ti fa sospirare, ad ogni passo un futuro differente, te lo fa anelare anche quando sai che non sarai mai in grado di raggiungerlo. Non posso giudicare cosa sia peggio. Io il socialismo reale non l'ho vissuto. Ma la rabbia dei miei nuovi amici bulgari mi fa pensare che questi due sistemi di dominio non siano, in fondo in fondo, poi così diversi...forse i due nemici si sono studiati per così tanto tempo che hanno finito per essere molto più simili di quanto non immaginassero.
...il titolo di una vecchia canzone...piccole dimenticate storie da raccontare...un modo per condividere viaggi e spazi di riflessione con cadenza casuale e da latitudini differenti...climi...colori..persone che in qualche modo incontro e che mi raccontano...io riporto...fotografo ricordo e quindi quello che leggerete è sempre e solo..ignobilmente colpa mia....
lunedì 25 luglio 2011
Sofia. Splendide asfissie
Sofia è una bella città. Austera. Mi sarei aspettato una architettura un poco più orientaleggiante ma, a parte per le cupole delle chiese, non è rimasto molto. Il centro è un bel miscuglio di cupole, appunto, ma anche di razionalismo mittle europeo e di qualche, troppi, interventi sovietici. Più si va verso la periferia più i casermoni in stile socialismo reale hanno la meglio. Molto verde. Parchi giardini ovunque. Era anche meglio prima, poi, dopo la caduta del muro,la città è esplosa in termini numerici. Abbandonate le campagne la gente si è riversata nella capitale in cerca di un lavoro migliore che, molto spesso, non ha trovato. Nuovi abitanti nuove costruzioni. Senza un piano preciso a volte e, quindi, soprattutto nelle periferie i risultati sono piuttosto desolanti...soprattutto perché la mania di costruire case nuove non è andata di pari passo con la ristrutturazione delle vecchie che, di conseguenza, cadono a pezzi. Molte cose in Bulgaria cadono a pezzi. Letteralmente. Fascino decadente? No non hanno i soldi. Il bilancio bulgaro è in ordine, essendosi privatizzati anche l'anima non hanno spesa pubblica, quindi bilancio ok. L'Europa ringrazia. La stessa Europa che li ha guidati, sotto la supervisione di FMI e Banca Mondiale, verso il capitalismo. Bene. Il risultato è quello che alcuni qui chiamano il silenzioso sterminio del popolo bulgaro. La Bulgaria ha perso più di un milione di abitanti in 20 anni. Non fanno figli perché sono poveri ed i vecchi muoiono. A fronte dell'aumento di abitanti di Sofia ci sono decine di villaggi fantasma, e centinaia pronti a diventarlo nel giro di pochi anni. Ettari ed ettari di terra abbandonata. Fabbriche chiuse ad ogni angolo. Non sono state smantellate ma semplicemente abbandonate lì. In alcune ci sono ancora i macchinari arrugginiti. La gente neppure li ruba più. Un tempo la Bulgaria era un forte esportatore di prodotti agricoli. Ora li importa da paesi più ricchi. È il capitalismo, gli hanno detto. È una rapina, cominciano a pensare in molti. Dunque c'è stato già qualcuno che ha detto che le due cose sono molto simili...ma la storia è cinica. A volte si ripete ma mai con lo stesso copione. In compenso a Sofia troverete molti locali notturni di ogni genere ma soprattutto tantissimi Casinò. Non puoi girare un angolo che non trovi un bugigattolo che non sia stato trasformato in casinò. Sale da gioco di ogni tipo dove la gente va a tentare la fortuna. Del resto se altro non hai...del resto è legale. Qui, come in altri paesi dell'ex blocco socialista, quasi tutto è legale. Usciti da anni di follia hanno privatizzato e legalizzato quasi tutto, armi, prostituzione, gioco d'azzardo..ah le armi sì. Qui molti le portano. È normale. Durante la transizione, come in altri luoghi sapevano da dove volevano andarsene ma non dove sarebbero finiti, il tasso di criminalità è schizzato alle stelle ed allora la legge ti permette di comprare e portarti in giro quasi qualsiasi tipo di arma da fuoco. Ed a loro piace. Oddio non a tutti ma a molti. Ed allora non è inusuale che una riunione di lavoro finisca al poligono di tiro dove tra una bira ed una sigaretta, perché qui paese di grande cultura fumi dove ti pare, spari. Ed ovviamente mi ci hanno trascinato...per fortuna qualche piccolo ricordo su come si fa mi era rimasto. In alternativa ci sono i locali di lap dance anche quelli molto popolari che fino ad ora sono riuscito ad evitare...il mio machismo si esplica in forme differenti, la prostituzione quella davvero non la sopporto...ovviamente anche quella è legale. Così come è legale, oggi, arrivare fino al confine serbo. Un tempo non lo era. Per muoverti avevi bisogno di permessi speciali soprattutto per avvicinarti ai confini. Controlli, controlli ed ancora controlli. Oggi no oggi vai liberamente dove vuoi. Già peccato che non sia rimasto molto. Arriviamo quindi molto vicino al confine con la Serbia, altra area di grande fascino storico...difficile contare le battaglie combattute su queste montagne per il controllo di queste valli. Luoghi ricchissimi. Buona terra, tanta acqua. Un vero paradiso. Peccato che oggi non ci voglia stare più nessuno. La terra non vale nulla. Ci fermiamo a bere qualcosa in una specie di market-baretto nel villaggio natale del nonno di un amico. Subito si attacca a parlare con gli avventori. In realtà un avventore. Parla un poco di inglese. Gli dico che il paesino è molto bello anche se cadente e lui mi offre di comprare la casa di fianco alla sua: 2 case in realtà più qualche migliaio di metri di terra per 3500 euro! Sai qui non c'è nessuno io ho 42 anni e sono il più giovane degli 80 abitanti....un tempo prima della democrazia erano 800! Ma ora la gente si sposta verso la città..verso Sofia sperando in qualcosa di meglio. Oddio io mi guardo intorno ed ai miei occhi trovare qualcosa di meglio pare quasi impossibile. Ma la morte per asfissia europea dell'agricoltura bulgara ha avuto questo meraviglioso risultato. La fuga verso il nulla. Verso un nulla piuttosto disperato visto che le statistiche mettono la Bulgaria tra i primi tre posti in Europa per numero di suicidi! Alcune delle persone che ho incontrato qui, soprattutto quelli con un livello di educazione elevato, e qui come in tutti i paesi ex-comunisti sono molte, mi parlano di questa asfissia di questa sensazione di essere in trappola in una bolla statica. Sensazione parzialmente a me conosciuta, ma davvero la comparazione è improponibile. Non penso di essere nato e cresciuto in una società libera ed aperta. Anzi. L'idea del nemico ci fa accettare molte limitazioni alla nostra libertà teoricamente pensata ma poi, appunto, difficilmente agita. Ma qui è diverso. Qui si è passati dal controllo del socialismo reale che ingabbiava il corpo e che tentava le coscienze, alla gabbia della libertà fittizia che promette e non mantiene mai. Che ti fa sospirare, ad ogni passo un futuro differente, te lo fa anelare anche quando sai che non sarai mai in grado di raggiungerlo. Non posso giudicare cosa sia peggio. Io il socialismo reale non l'ho vissuto. Ma la rabbia dei miei nuovi amici bulgari mi fa pensare che questi due sistemi di dominio non siano, in fondo in fondo, poi così diversi...forse i due nemici si sono studiati per così tanto tempo che hanno finito per essere molto più simili di quanto non immaginassero.
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