Estate calda e stancante.
Ho lavorato meno di quanto avrei dovuto. Sono stato in giro, un po' a
Madrid, un po' nella casa tra gli ulivi. Sempre quella. Quella che
appartiene alla mia famiglia da quattro generazioni. Quella che mia
madre vorrebbe vendere e da cui io, invece, non riuscirei mai a
staccarmi. In realtà mia madre non ha tutti i torti. La casa è
vecchia ed avrebbe bisogno di un sacco di lavori per essere resa
nuovamente, pienamente abitabile. Un sacco di lavori che per
intenderci costano un sacco di soldi. Soldi che chiaramente non ho.
Ecco mi piacerebbe capire
perché. Cioè intendiamoci in parte lo so. Essere poveri è una
specie di tradizione di famiglia. Non sono io. Siamo tutti poveri.
Quasi tutti ma la parte ricca della famiglia ci evita al punto che
non ci si riesce più neppure a riconoscere. Per carità non mi
mancano. Ma torniamo al problema centrale di questo post: i soldi.
Devo rimettere a posto la casetta tra gli olivi oppure mamma mi fa
causa pur di venderla. Sì perché la casa è intestata a mamma ma la
terra mia nonna l'ha lasciata a me. Un casino insomma. Durante i
pochi giorni che sono riuscito a passare con loro ho promesso di fare
di quel rudere un occasione di profitto. Gli si da una sistemata e
vedrai la si affitta. Mio padre non era convinto. Mi ha guardato e mi
ha detto: e io poi dove vado? Ma no papà solo per agosto quando qui
fa molto caldo te la casa la affitti e te ne vai in montagna. Mio
padre odia la montagna ma questo, per ora, rimane un dettaglio
trascurabile. Nemmeno io amo la montagna...la trovo di una noia
mortale. Ho evitato di dirgli che il mio piano prevede di stipare in
casa loro una mandria di frikkettoni finto-poveri e nordisti che
senza nemmeno sapere perché hanno deciso che gli piace il Salento.
L'ho evitato ma l'ho fatto per i deficienti suddetti. Ah no perché
io li detesto ma mio padre è capace di dar fuoco alla casa con loro
dentro. Ecco, insomma questi tanto sono di una stupidità abissale ma
son finto-poveri. Arrivano con i sacchi a pelo, si buttano sulla
spiaggia e si spulciano i capelli manco fossero babbuini in calore,
si vestono di stracci che ho scoperto costare un monte di soldi e poi
caricano gli strumenti musicali etnici (di che etnia non lo sanno
neppure loro) sulla Volvo. Insomma i soldi li hanno, loro. Io no.
Punto quindi a truffarli a chiedergli cifre enormi spacciando
l'albero centenario piantato dal mio bisnonno per una pianta magica
dalle vibrazioni curative. Una cazzata così. Tanto ci credono. Basta
infiocchettargliela un poco. Potrei anche fare leva sulla loro finta
coscienza ecologista dicendo loro che il prezzo è sì alto ma
include la filodiffusione di musica celtica che fa bene agli alberi.
Perché un olivo salentino dovrebbe gradire una musica nordica è un
mistero sul quale, i suddetti deficienti, potrebbero arrovellarsi per
anni. Il punto di partenza però rimane: debbo trovare i soldi per i
lavori. Assodato che una banca ad uno storico precario non
concederebbe mai nemmeno un centesimo ho avuto una pensata: datemeli
voi! Cioè vorrei lanciare una sottoscrizione popolare per risolvere
i cazzi miei. Voi potreste, giustamente, chiedermi perché dovreste
farlo. Semplice verrete ricompensati: ai sostenitori standard (da 1 a
5 euro di donazione) la foto del frikkettone che fa la meditazione
trascendentale sotto l'olivo: la mettete sull'uscio di casa e tiene
lontani testimoni di Geova e scarafaggi; ai sostenitori gold (da 5 a
20 euro) la foto di mio padre incazzato mentre passa le vacanze in
montagna con allegato cd audio con lui che bestemmia perché odia la
montagna: questa immaginetta propizia il vostro giramento di palle.
Avete avuto una giornata tranquilla e di conseguenza vi sentite
inadeguati? Ecco la risposta. Il cd poi potrebbe darvi nuove idee per
offendere i vostri vicini e nel caso la mettiate a tutto volume è
utile anche come invocazione per fulmini e pioggia. Per i sostenitori
senior e platinum (oltre i 50 euro) vengo io direttamente a casa
vostra, picchio i vostri vicini rompi palle, minaccio i testimoni di
Geova, insulto chi vi pare e vi cucino lo spezzatino di carne di
cavallo, il tutto con in omaggio un imperdibile gadget: il
frikkettone. Ve lo porto giuro. Potete farne ciò che vorrete.
Usatelo come portachiavi come anti stress, motteggiatelo a morte per
essersi fatto prendere per il culo! In fondo se lo meritano. Insomma
fareste una cosa utile alla società, divertente per voi e mi
rendereste meno astioso, mia madre sarebbe occupata a sistemare imperdibili tendine nella cucina. A mio padre girerebbero le palle.
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