domenica 13 maggio 2012

La lettera scarlatta 



Hanno sparato. Hanno gambizzato. La gambizzazione non è solo ferita del corpo. La gambizzazione è un simbolo, uno stigma, un marchio a fuoco. Una lettera scarlatta che segna a vita chi la subisce. Una specie di rituale che non soltanto punisce ma ti indica per sempre come passibile di altre punizioni. La gambizzazione ti rende un capro espiatorio. Nel corso degli anni di piombo, il decennio 1974-1987, le Br hanno utilizzato questa tecnica tante, troppe volte. In questo, così come in altre cose, emulate da altri gruppi dell'estremismo armato di sinistra. Questo è avvenuto ed avveniva, spesso, anche grazie al supporto sociale, numericamente esiguo ma non inesistente, che quel gruppo aveva costruito intorno a sé. Sparare non è facile. Nemmeno per i professionisti. Si guardi alle percentuali di tiro che un soldato scelto totalizza al poligono e quelle che lo stesso è in grado di realizzare in guerra. Sparare, nemmeno quando sei addestrato a farlo, nemmeno quando un'istituzione totale come l'esercito ti aiuta a spersonalizzare il nemico, non è facile. Allora la domanda che oggi dobbiamo porci noi, non gli inquirenti che sono ovviamente pressati da altre preoccupazioni, è sempre la solita: perché? Chiunque abbia sparato qualunque possa essere la sua matrice politica. Sento parlare confusamente di anarchici ma sarà per il brutto sapore che ci hanno lasciato in bocca i crimini degli anni di piombo ogni volta che s'incolpa un anarchico a me sorgono atroci dubbi. Potrebbero essere cellule impazzite dell'estremismo di sinistra? Sì perché no. Qualche giorno fa un singolo imprenditore della bergamsca ha tenuto in ostaggio un impiegato dell'ufficio delle entrate per ore. Siamo di fronte ad un'ondata di suicidi causati dalla disperazione sociale di un intero paese che sta perdendo drammaticamente la fiducia nella mediazione della politica. Anzi che vede la politica come uno dei mali e non come uno dei rimedi. Le tante sentenze sulle stragi, il berlusconismo con la sua tracotanza personalista e con i suoi attacchi contro la magistratura sicuramente non hanno aiutato. Lo Stato, non necessariamente quello democratico, ha bisogno di fede. Se non ci credi, se non pensi intimamente che quelle realtà istituzionali siano, anche solo in ultima istanza, una opportunità, allora lo spazio che ti separa dal pensarle come un nemico è davvero molto breve. Quando questo spazio è un angusto dramma personale ci si suicida o si tentano azioni spettacolari e spettacolarizzanti. Quando si trova un qualche genere di collante ecco che la forma cambia. La sostanza a volte non molto. Perché la somma di contraddizioni diventi strategia politica ci vuole l'ideologia e non lo spettacolo. Ecco negli ultimi decenni abbiamo pervicacemente distrutto l'ideologia a vantaggio dello spettacolo. Il risultato oltre ad essere desolante potrebbe divenire estremamente violento. Già perché l'ideologia, anche quando assume forme fanatiche, ha un quadro di riferimento entro il quale si può operare. La somma di disperazioni spettacolarizzanti no. Il terrorismo è da sempre una forma di comunicazione che si affida alla capacità di sviluppare emozioni. Smuovere le coscienze anche con gesti estremi. Ma dove sta l'estremo? Dov'è il margine del campo? Questo lo stabiliscono le condizioni strutturali. Ed allora qual è il margine strutturale che è stato varcato gambizzando un dirigente Ansaldo? Anni fa, di fronte alle gambizzazioni, le Br raccoglievano molte critiche ma pure qualche sostegno. Espresso a mezza bocca...ci si dava di gomito in catena di montaggio. Si pensava che quella fosse la legittima restituzione della violenza subita. Fortunatamente era questa l'opinione di pochi. Ora se oggi qualcuno gambizza un altro essere umano o è completamente schiavo del meccanismo della spettacolarizzazione o ha un qualche esiguo rimasuglio di base sociale. Non so davvero cosa sia più preoccupante. Entrambe queste situazioni si dipanerebbero, infatti, fuori da qualunque reale contesto ideologico. Non tattico sia chiaro. Ma la tattica militare necessita di un'organizzazione. Il dott. Adinolfi è stato seguito per giorni. È stata fatta quella che in altri tempi si chiamava l'inchiesta. Questo può far pensare con terrore, questa volta sì, ad una struttura. E le strutture sono esseri viventi. Hanno bisogno di terreno fertile dove mettere radici, di acqua in cui nuotare, di cibo e di aria. Se tra le pieghe di questa drammatica crisi economica e sociale si stesse annidando qualcosa che pensavamo di aver sconfitto la colpa sarebbe, in parte, anche nostra. Non per non aver vigilato ma per aver rese possibili siffatte condizioni. Non è una giustificazione verso chi a compiuto un atto vigliacco ma un augurio a che non le si chiami nuovamente “sedicenti”, a che non si indichi in un anarchico qualunque il colpevole. Di fronte alle organizzazioni si reagisce organizzati. Oggi, la società e lo stato italiano mi paiono ben poco organizzati. E questo mi terrorizza.

mercoledì 21 marzo 2012

sono un ragazzo fortunato

eh sì...ho culo! Diciamocelo una volta per tutte! Anni fa presentai il mio progetto di ricerca per il mio dottorato: le Br. Avevo deciso che dovevo studiare meglio quel fenomeno e farlo da un punto di vista nuovo e diverso...chissà se ci sono riuscito...Nei giorni in cui attendevo il responso della commissione che esaminava il progetto suddetto vennero arrestati a Milano, la città tra l'altro nella quale vivevo, un certo numero di persone per ricostituzione delle Br! Una panzana pensai...in parte lo penso ancora ma insomma, i messaggi e le telefonate di amici che mi presero abbondantemente per il culo per il mio tempismo non mancarono...accettarono quel progetto...ho scritto e difeso il mio dottorato da quasi 7 mesi..e da altrettanti sono disoccupato! Oddio ho vari lavori tutti precari e mal pagati per carità..però vivo...c'è la crisi. E pensare che la crisi è stato il concetto centrale del mio lavoro sulle Br ed anche del progetto che sto cercando, vanamente per ora, di farmi finanziare adesso: l'estrema destra neofascista il suo risorgere in termini sovranazionali come fenomeno legato alle crisi economiche e sociali. A me non pare nulla di nuovo ma pare che ad alcuni parrucconi dell'accademia questa cosa sconvolga....
Ecco ora, proprio ora, mentre attendo valutazioni incrociate di esimi studiosi c'è un pazzo a Tolosa che entra in una scuola ebraica e comincia a sparare..uccide dei bambini e riprende il tutto con la sua videocamera on go. On go è il modello che si usa nell'esercito. Li ha uccisi per una sola ragione apparente: erano ebrei. Nulla di nuovo...per carità io faccio finta di fare lo storico. È giusto qualche secolo che gli ebrei vengono ammazzati, più o meno scientificamente, in quanto ebrei.
Io, però, sono un ragazzo fortunato..non sono neppure ebreo...non sono rom, non sono omosessuale, non sono di colore...ok sono comunista..almeno una stella me la prenderei anche io. Ma è quella con meno valore. Lo scegli di aderire o meno ad una certa ideologia...la nascita l'orientamento sessuale...bah mica te li scegli...oddio sull'orientamento sessuale il dibattito è enorme e non ci entrerò né ora né mai...a me piace ricordare la definizione di omosessualità che mi suggerì anni fa un caro amico: a te piace il cioccolato al latte? Mi chiese. Ed io: no francamente non lo sopporto: e lui: bene! Io lo adoro. Mica lo scegli se una cosa ti piace oppure no.
Figuriamoci se scegli di nascere ebreo. Oddio anche qui grande dibattito: ma se nasci da mamma ebrea e tu non ti riconosci in quella cultura in quella fede ecc..sei ebreo? Bah secondo me no ma pare che per i nazisti, vecchi e nuovi, la scelta personale non facesse e non faccia molta differenza. Oddio non la fa neppure per gli estremisti religiosi ebrei. In quanto eletto ci sei nato e son cazzi tuoi ti piaccia o no fai parte del popolo più amato da dio...pensa gli fossero stati un poco antipatici...
In ogni caso...che culo...i neonazisti che tornano a sparare in Italia ed in Francia proprio mentre io presento una cosa del genere... Antisemitismo..di natura cattolica fascista nazista, musulmana..ma quanti antisemitismi ci sono? Tanti. Troppi. Oddio ne basterebbe anche uno solo. Ed essere antisionista allora? Io amo troppo quei luoghi e persino i popoli che li abitano per definirmi in qualunque modo. Se mi piace cosa i governi Israeliani hanno fatto e fanno ai palestinesi? No anzi. Ma non mi piace neppure Hamas...sono ateo davvero e non ho mai capito perché da ateo dovrei essere contro il Vaticano ma a favore di un qualsiasi Imam...la religione, qualsiasi religione è l'oppio dei popoli. Marx mica si è fermato a dire quella cristiana fa schifo ma ha fatto differenze sulle altre. Fanno male alla salute le religioni...tutte. Ho molti amici israeliani alcuni di loro sul proprio governo hanno posizioni anche più radicali delle mie. Altri invece no. Ci discuto, a volte mi ci incazzo. Ma poi mi torna in mente una frase di una mia cara amico non israeliana ma ebrea lei sì e convintamente...che una volta alla mia opposizione alla dottrina dei 2 popoli 2 stati mi disse: vedi i palestinesi fanno 3 volte il numero dei figli che mediamente fa una coppia israeliana..in uno stato singolo saremo minoranza in meno di 2 generazioni ed ogni volta che siamo stati minoranza da qualche parte non è finita benissimo.
A quel punto mi sono posto seriamente il problema...ed ho trovato un qualche tipo di soluzione...un po' estrema forse ma del resto...Ok partiamo dall'inizio: la donatio Costantini. Lorenzo Valla dimostra che è falsa nel 15 secolo. Ma non è che lo Stato della Chiesa dice...ah ok scusate la base giuridica del nostro potere temporale è falsa quindi noi vi si ridà indietro al terra..sì col cazzo!
Allora questa idea che la terra Promessa (ma poi ogni promessa è debito? Per forza? No perché io prometto un sacco di cose che so che non manterrò mai...) debba essere proprio lì è una costruzione sociale sedimentata da tradizione storica e provata da sacre scritture. Allora le scritture saranno pure sacre ma qualcuno le ha trovate, tramandate, tradotte, interpretate....e se dall'alto arrivasse l'errata corrige? Mi spiego se costruissimo un documento falso...fatto con una certa decenza che dimostri inequivocabilmente che la terra promessa è tra Scilla e Cariddi? Lo firmiamo...o lo lasciamo anonimo è uguale...volete mettere. Lasciamo la striscia di deserto arido e incolto ai palestinesi e trasferiamo qualche milione di israeliani on tanto di premi nobel, conoscenza ed infrastrutture in Sicilia e Calabria. Nel giro di 3 anni la Sicilia avrebbe un PIL 5 volte quello della Lombardia...la mafia verrebbe sconfitta dal Mossad in 3 settimane...partirebbero i viaggi della speranza da Milano a Palermo per farsi curare, l'università di Cosenza sarebbe4 nel ranking mondiale...e potrei andare avanti...nel frattempo ci sono ancora gli antisemiti, quelli che odiano i rom quelli che non sopportano i musulmani quelli che ucciderebbero i cristiani...in quest'epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell'orrore diceva il maestro...ah dimenticavo..io vorrei abolire i non fumatori e rieducare i vegetariani a colpi di braciole di cavallo...possiamo organizzarci?

venerdì 25 novembre 2011

Parte 2...le cameriere degli aeroporti, anche chiamate hostess di terra

...ma se la terra è una specie di palla che gira nello spazio perché le chiamiamo hostess di terra? Perché non volano? Ma se l'intera umanità in qualche modo sta volando dove sta il senso di una hostess di terra? E perché hanno le gonne più lunghe e sono mediamente un poco più bassine delle hostess di cielo? Bah razzismi aerei che non comprendo. Non comprendo neppure gli altri di razzismi...oddio qualche razzismo lo capisco. Non amo i cani. E nonostante tutto loro adorano me! Chiariamoci non ho niente contro uno specifico cane...mi risulta insopportabile la razza canina nel suo essersi lasciata ammaestrare. Mi piace di più l'opportunismo felino...più vicino ad Hobbes che a Locke. Sicuramente Locke aveva un cane e si beava, nella sua antropologia positiva, della convinzione che la povera bestia gli stesse vicino per puro affetto incondizionato. Non vedeva, Locke, la dominazione che era stata socialmente iscritta nel cane. Il gatto, Hobbes sicuramente aveva un gatto...chissà forse una gatta di nome Leviathan (per chi non lo ricordasse il Leviathan è un principio femminile...), è differente. Il gatto sta con te perché gli conviene e non lo nasconde. Il gatto non è succube. Sceglie che è molto più comodo stare con te che andare a caccia. Ma almeno non lo nasconde. Forse le hostess di terra, per consolarsi di dover indossare gonne più lunghe e di rimanere senza ali...adottano i cani...le hostess dell'aria si librano leggere con gonne corte ed ammiccanti ed a casa, nei molteplici luoghi a cui non appartengono, hanno un gatto.
In fondo appartenere ad un luogo è difficile. Necessità fedeltà anche nella sofferenza. La quotidiana lotta con il confine può risultare stremante. Il cane con la sua docile fedeltà con il suo stoico attaccamento al padrone ci aiuta a rimanere intrappolati dentro un confine e ad un padrone. Ad uno solo. Anche quando questo lo tratta male lo picchia lo affama...niente lui rimane lì. Forse a volte morde. Ma non uccide e soprattutto non se ne va. Non scompare nella notte, non rompe la gabbia non cerca di reinventarsi un territorio senza confini.
Anche il gatto ha bisogno di confini ma io non sono uno zoologo od un etologo questo non è un paper scientifico e quindi mi piace descrivere un gatto immaginario ed immaginifico capace di rompere i confini territoriali...di globalizzarsi. Il gatto è globale il cane è locale. Niente da fare. Il cane nel suo localismo subisce il ricatto quotidiano. Ma rimane lì, forse, culla sogni di riformismo. Forse pensa che rimanendo e mostrando dedizione ed affetto il padrone prima o poi gli dimostrerà un segno tangibile del suo infinito amore...gli darà una qualche ricompensa. Il cane, da questo punto di vista,è coraggioso fino al limite dello stoicismo. Il gatto è un'individualista codardo. Non ingaggia lotte titaniche. Semplicemente se ne va. Si infila nel bagaglio a mano della cameriera dell'aria e sguscia via al primo scalo. Dubai? Singapore? Non gli interessa realmente. Non sentirà, l'individualista codardo, le lacrime della cameriera dell'aria che pensava di essere la sua padrona. Il gatto non ha padroni. Non ha vincoli e non ha un branco. Questa la grande differenza. Il gatto sta bene da solo. Il cane da solo muore. Ecco perché sopporta. È nella sua natura non può vivere fuori dal branco e per questo è pronto ad accettare qualsiasi ricatto qualsiasi sofferenza pur di sopravvivere pur di avere un branco anche se non è lui il capo. Non è solo. La hostess di terra non abbandonerebbe mai il suo cane ma soprattutto lui non vivrebbe senza di lei...branco territorio famiglia Stato e società...indissolubili legami con un territorio con una comunità che ti opprime fino ad ucciderti ma senza la quale il cane non può vivere. Destino crudele.
La cameriera dell'aria non ha una vera casa. Sua patria è il mondo intero. La cameriera dell'aria non ha radici vere non ha una famiglia. Ha molti amanti e nessun vero legame. L'hostess dell'aria fugge il paradigma della spazialità terrestre. Immersa nell'elemento aereo che distrugge il confine come concetto vive individualità assolute fatte di pezzi di comunità differenti alle quali partecipa ma delle quali non è partecipe. Ecco il perché della diversa lunghezza delle gonne... Elemento attrattivo primordiale le gambe delle cameriere sono più o meno coperte a seconda del ruolo sociale e spaziale da esse ricoperto. Eh la hostess di terra le copre le gambe. Le vuoi davvero vedere? Sei sicuro? Vai assedio di terra. Guerra di trincea. Stai li e conquistatelo il diritto a vederle le gambe. Ma sappi che dopo se anche uscirai vincitore dallo scontro la terra non ti perdona. Non è il mare aperto e tanto meno il cielo. La terra ha dei confini. La terra da frutti se la coltivi e la curi con costanza. La terra ti imprigiona in un paradigma stanziale che vuole attenzione e cura. La terra va difesa. La terra vuole eserciti stanziali che guardino che nessuno si infili di soppiatto sotto l'orlo della gonna che sarà anche lunga ma che prima o poi ha una fine. Perché la terra è finta. È finitudine concreta e concettuale. È poca e va conquistata. Come il diritto a guardare le gambe della hostess...
La cameriera dell'aria ha gonne corte. Vola leggera e libera. Non vede il confine lo attraversa senza accorgersene. Spazza via quelle linee fatte di sudore e sangue con la leggerezza del tuono.
Volteggia sui mari inconsapevole di antiche linee che segnavano amicizie e rancori, non si preoccupa delle tempeste che scandivano la vita in mare né delle carestie che squassavano le terre e che spingevano gli uomini come greggi impazzite a muoversi senza un senso verso terre più fertili...laddove loro, gli uomini, trovavano solo confini guardati da eserciti, orli di gonne lunghe guardati da mariti gelosi, là la cameriera dell'aria porta una ventata di frivolezza..una gonna corta che non ha bisogno di essere difesa. Una gonna corta che si offre per brevi intervalli di tempo a chiunque le piaccia. Non per scarsa virtù. Come il gatto la cameriera dell'aria fa ciò che è nella sua natura di creatura senza confine. Rifugge le regole sociali della terra perché non le appartengono. Non è anticonformismo. Si può andare contro la norma quando si vive la comunità e nella comunità che la norma l'ha, in qualunque modo, decisa. La cameriera dell'aria appartiene ad una comunità differente con norme differenti. Anzi con una quasi assenza di norme...laddove nei cieli le norme le crea un equilibrio diverso tra spazi. Ed ancora lo spazio tempo mio caro Albert, si curva si piega si avvolge su se stesso e noi ci rimaniamo schiacciati dentro e tentiamo di dare, ad ogni costo, a questo piccolo accidente quantistico un senso. Forse la gatta-cameriera dell'aria, senza regole e senza spazi comuni è il nuovo Leviathan...io per ora le guardo le gambe...in attesa di spazi collettivi di branchi e di comunità mi appoggio allo schienale dell'aereo che mi riporta a casa...una casa immaginaria ovviamente e godo del solo spettacolo che la nostra padrona dell'aere ci offre...

giovedì 24 novembre 2011

La rivoluzione e le gambe delle cameriere (1 parte)

L'idea portante è quella che ha a che fare con la storia. Ho sempre amato le storie e, di conseguenza, ho deciso di fare lo storico...non potendo fare la storia almeno la racconto. Qualcuno ha detto che chi racconta la storia la fa. Non mi ricordo chi e dato che questo non è un articolo scientifico non andrò a cercare la citazione...Ma dicevo la storia. Tutto ciò che riguarda l'umanità è storia ossia studio del passato. Eh sì perché dato che il presente è inafferrabile (Einstein) ed i futuri sono multipli e possibili (Heisenberg) non ci rimane che il passato. Un passato che si scrive e si declina al presente. Un presente che era futuro di un passato e che, di conseguenza è presente a noi ma non a se stesso perché potrebbe essere multiplo senza renderci schizofrenici...forse...in tutto questo mentre aspetto in questo eterno presente che sembra non avere fine mi interrogavo sulla mancanza di prospettive future. Perché dovrebbe averne? Come è possibile in un mondo di futuri possibili pensare ad una prospettiva unica? Non lo è. Questo è vero in realtà anche per il passato. Se applichiamo la quantistica ed il concetto di spazio tempo (sempre il buon Albert) al passato fare gli storici non ha senso. Ho meglio non ce l'ha se vuoi fare lo storico lineare. Lo spazio tempo si può curvare ma in quanto curvatura lo spazio tempo non conosce prima e dopo. Quindi fai la storia di che? Per questo motivo la storia, per assurdo, è scienza del futuribile...quindi la storia scrivendo di passati possibili pre-invera scenari possibili di futuro ma se proviamo a giocare un poco con l'equazione d'onda e con il paradosso del gatto si Schroedinger se Paul Kennedy avesse scritto un finale differente del suo Ascesa e Declino delle grandi potenze nell'oramai lontano 1987 forse gli USA sarebbero crollati e l'URSS avrebbe vinto la guerra fredda...
Tutto questo non mi porterà molto lontano forse solo più vicino al prossimo reparto di psichiatria ma facciamo finta di tornare alla sola piega spazio temporale di cui abbiamo conoscenza e, blandamente, coscienza. L'unica cosa che l'applicazione della fisica quantistica applicata alla storia umana ci dice è che la storia non ha un verso. Sembra una cosa banale l'hanno già detto altri, poi fatico sempre a ricordare chi, ma comunque la storia umana, intesa come susseguirsi di eventi sociali, non ha un verso. Basta con i marxismi di stampo cattolico aristotelico platonici...non andiamo verso alcun futuro radioso...non andiamo cioè ci muoviamo questo è sicuro non nego le dinamiche ma che queste abbiano una direzione che sia possibile vettorializzarle questa è pura fantascienza. Quindi assodato che non vi è una direzione bisogna un attimo de-costruire qualche millennio di cultura occidentale che si è cullata nella pia illusione di andare da qualche parte...se la buttiamo in politica poi progressismo e conservatorismo sono concetti che sfiorano le favole per bambini...non che giustizia sociale e difesa del privilegio non abbiano senso ce lo hanno eccome, anzi, in un presente storico privo di direzioni ne hanno più di prima. Col cavolo che aspetto la salvezza di dio o il momento del collasso del capitalismo per spingere l'umanità verso il suo fine di costruzione della città di dio in terra o peggio ancora della sua scalata ad un cielo dal soffitto basso.
Eh no. Vogliamo il pane ed anche le rose. Qui e subito per quanto questo subito possa avere un senso. Diciamo che il messianesimo è un poco datato..anche quello marxista. Povero Marx secondo me lui mica voleva fare tutto sto casino...non so perché ma ultimamente me lo immagino seduto in un pub londinese a scrutare le gambe delle cameriere, sempre troppo coperte ai suoi tempi, ed a pensare a futuri possibili dove le cameriere portano minigonne e, quindi, le gambe le puoi vedere liberamente, dove la birra è a buon mercato dove un pasto caldo non si rifiuta a nessuno e si può amabilmente corteggiare la suddetta cameriera senza rischiare che questa si aspetti anelli di fidanzamento. Che poi magari l'anello di fidanzamento lo doneresti anche volentieri alla suddetta cameriera...ma anche a molte altre...parrucchiere, filosofe, astronaute..chi se ne frega... Comunque il buon Karl ultimamente me lo immagino sempre più umano e sempre meno preso con la rivoluzione. Sempre più impegnato a sbarcare il lunario che non a teorizzare..o ancora meglio a teorizzare pur di sbarcare il lunario. Mah sarà che lo faccio anche io che sono sicuramente più scemo di Marx quindi perché lui no? E mi piacciono le gambe delle cameriere. Chi lo sa se la cameriera che mi sta servendo un caffè orribile, come tutti i caffè in Spagna, saprà che la storia umana non ha una direzione? E si sarà accorta che le guardavo le gambe? Non credo. Sono sicuro di essere stato discreto. Che vuol dire, secondo il principio di esclusione di Pauli lei sicuramente lo aveva capito da tempo che la storia umana non ha una direzione. Ripeto non che sia statica semplicemente dobbiamo toglierci dalla testa che vada da qualche parte. Liberarci del finalismo potrebbe essere un fine...o una sorta di meta fine. Se ci riuscissimo potremmo addirittura pensare che questo futuribile passato che chiamiamo presente abbia un senso. Potremmo addirittura provare a dargli un ordine. Non perché ce ne sia davvero bisogno, il chaos in fondo lo chiamiamo teoria..più di così, ma perché in fondo ci aiuta. Ci fa avere meno paura. Sì perché poi aveva ragione Hobbes non c'è niente da fare. Il mio vicino lo detesto ed è vicino perché insieme ci difendiamo meglio da colui che è lontano. E perché ci sta lontano? Avrà forse qualcosa da nascondere? Sarà dunque pericoloso...oddio vicino stammi più vicino colui che era lontano si sta avvicinando ed io mi sento minacciato...ok vicino colui che era lontano si è allontanato dopo essersi avvicinato ed ora scopro, o mio vicino, che scrutandoti così da vicino...non mi piaci per niente...quasi quasi ti uccido. Così potrò seppellirti qui vicino.

romanticismi

ebbene sì a modo mio ma sono romantico. Io lo sostengo da sempre ma non so perché questa mia affermazione ha sempre riscosso scarso successo. Anche tra le persone che mi conoscono bene sono davvero poche, forse nessuna, quelle che userebbe questo aggettivo un po' desueto per descrivermi. Eppure io mi ci sento e testardamente, la testardaggine è invece un difetto unanimemente riconosciutomi da chiunque, continuo a pensarmi come un uomo romantico. Non mi vedrete mai sciogliermi in lacrime per un film o per una canzone, non porto i fiori alle donne, nemmeno a quelle che amo, non mi è mai passato per la testa,almeno da quando ho raggiunto l'età della ragione, di mettermi a scrivere poesie o ballate in nome di disperati ed impossibile amori perduti o ritrovati... cerco di essere un amico presente e cerco di dare alla mia presenza una certa fattività...no la pacca sulla spalla no...e nemmeno le coccole...hai un problema e vieni da me? Ok allora accetti che io ti aiuti a risolverlo o ancora meglio per entrambi te lo risolvo io e tu statti zitto che mi distrai dalla missione che mi hai affidato! Non c'è niente da fare sono rimasto un soldatino...nell'anima. Un piccolo gesuita della rivoluzione socialista come avrebbe detto Schmitt parto alla riscossa ho quasi 40 anni ed ancora parto alla riscossa per qualsiasi causa mi sembri giusta...a costo di accorgermi dopo innumerevoli sbattimenti che tanto giusta non era...Però mi piace mi fa sentire, a mio modo, romantico. Cos'è infatti il romanticismo in fondo? Oddio lo sconquasso e la tempesta...si traduceva così mi pare lo sturm und drang... cioè il sentirsi investiti profondamente da un sentimento che ti travolge e ti domina...oddio ecco io magari non tocco quelle vette di alienazione idealistica hegeliana che mi paiono disumanizzanti ma vivo dei sentimenti. Ecco rivendico la presenza di una mia parte sentimentale. Che poi questa si articoli attraverso percorsi tutti suoi, questo è un problema diverso..anzi essendo la mia parte sentimentale oserei dire che sono affari miei. Sì perché la tempesta, lo sturm, ognuno se la sceglie o, forse, non se la sceglie nessuno e te la ritrovi..ti ci ritrovi catapultato dentro. Fa parte di te ancor prima che tu ti renda conto che c'è. Fa parte della tua storia di quello che intimamente sei.
Ero seduto ad una conferenza. Tre giorni di conferenza sul fascismo ed il neofascismo...in particolare sulla Falange spagnola...a Zaragoza. Non una brutta città ma per intenderci nemmeno un posto in cui sarei venuto senza un impegno di qualche tipo...3 giorni di parole, relazioni sociali pseudo obbligate ed alcuni sprazzi di allegria vera perché con gli spagnoli in un modo od in un altro si finisce sempre ad ingurgitare immense quantità di alcolici...anche con gli sconosciuti ma questo è un altro post...Alle 8 di sera alla fine del 2 giorno sei stremato. L'oceano di parole in una lingua che comunque non è la tua in un aula dall'acustica oscena e distrutto dai fumi della sera precedente, non ti ricordi più nemmeno come ti chiami.
Eri li seduta e tremavi. Leggevi la presentazione che avevo davanti e le tue mani tremavano. Ho alzato lo sguardo da quello che stavo leggendo perché il tuo accento basco suonava particolarmente fastidioso e pensavo che quello di cui stavi parlando fosse di una banalità tale da poter urtare qusi tutto il mio essere...poi ti ho guardata. Giovanissima. Magra, direi quasi ossuta, nervosa. Eri emozionata...il mio amico Pablo, da tutti riconosciuto come uomo romantico e sensibile, mi dice che è evidente..sei alla tua prima conferenza...sei nervosa capita a tutti di avere paura alla prima presentazione..ed a me vengono in mente le prime volte che ho parlato in pubblico...una paura indicibile ma anche un poco di arroganza data dal mio incurabile egocentrismo istrionico...ti ascolto ti guardo, incrocio lo sguardo del moderatore che dovrebbe dirti che stai sforando con il tempo e lo gelo...su non metterti a fare il cretino tieni a freno la smania di potere o esercitala in un altro momento...poi mi volto alla mia destra ci sono due persone...mezza età...vestiti semplici, tesissimi, lui quasi suda, lei ti guarda fiera...mamma e papà. Sono venuti a sentirti ad accompagnarti. Forse nei tempi che ci siamo abituati a vivere saremmo portati a pensare, così in prima battuta, che la loro presenza fosse inadeguata che sei una persona adulta e non hai bisogno del supporto dei tuoi genitori...però non eri sola. Avevi paura, come tutti noi, e non eri sola. Loro erano contenti e fieri. Conosco quei visi. Classe operaia. La figlia che per la prima volta presenta il suo progetto di dottorato ad una conferenza importante. Ecco ti pensavo stanotte mentre tornavo in albergo. E mi piace pensare ai complimenti che ti avrà fatto tua madre, ai silenzi di tuo padre mentre guida verso casa quei silenzi tipici dei padri che non te lo dicono mai che sei stato bravo perché loro che hanno lavorato tutta la vita non ti possono trattare troppo bene..ma lo fanno per te...però tu non lo hai visto, e forse non lo vedrai mia, stringersi le mani forte per l'emozione mentre parlavi..tu tremavi dalla paura e lui che avrebbe fatto di tutto per aiutarti, per sollevare quel peso dalle tue spalle...e forse stremata dalla fatica della presentazione non hai visto come applaudivano quelle stesse mani alla fine...
Ti pensavo stanotte mentre tornavo in albergo. Domani presenterò il mio articolo. So già che è piaciuto, ma per circa 5 secondi prima di cominciare a parlare mentre accenderò il microfono avrò un poco di paura...

domenica 30 ottobre 2011

Strane voglie

Attanagliati da strane voglie....

..come quando ti svegli nella notte ed hai una sete bestia...eppure non hai mangiato nulla di strano la temperatura è normale ma tu ti senti come in mezzo al deserto. Così mi sembrano le chiacchiere in libertà di molti dei nostri politici sulla possibile, a questo punto direi quasi auspicata, rinascita del terrorismo di sinistra. Avevo giurato a me stesso che mai avrei scritto su questo blog di lavoro...eppure. La stupidità, la banalità ed al tempo stesso la pericolosità con la quale vengono trattati questi argomenti mi fa talmente arrabbiare che stavolta faccio un'eccezione a me stesso.
Andiamo con ordine. Biagi e D'Antona. Uccisi barbaramente entrambi. Nuove Brigate Rosse. Pare pazzesco ma purtroppo c'è stato qualcuno che nel 21 secolo ha realmente pensato ci fosse spazio in Italia per la lotta armata. Erano pochi. Per fortuna sì. In realtà il loro essere stati così pochi e così isolati, in una configurazione che ricordava più quella di una setta che non quella di un'organizzazione politica ha reso la loro cattura più difficile e non più semplice. E questo con buona pace delle montagne di inesattezze scritte sull'operato degli investigatori. Erano pochi e fortunatamente non si sono riprodotti per molte ragioni. Soprattutto per una. Le Br e chiunque abbia letto un libro qualsiasi anche quelli più scarsi lo sa, erano un fenomeno di fabbrica. Di grande fabbrica legate al tramonto del fordismo. Ma qui il tramonto è finito da un pezzo. Siamo in piena notte. Economicamente, politicamente e culturalmente.
Le Br? Ma state scherzando? Ogni volta che qualcuno prova a chiedermelo, sapendo delle mie ricerche sul soggetto, rispondo così.
Non per timidezza. Ma perché quel fenomeno non è possibile neppure pensarlo. A questo punto, in modo assolutamente logico i nomi, le facce, il terribile massacro perpetrato ai danni di due innocenti torna. Torna con tutta la sua forza. E Biagi e D'Antona? Ok cerco di dirlo in modo chiaro e rispettoso della memoria di queste due persone: vittime di un residuato che era talmente residuale che nessuno credeva più potesse esistere. Cerchiamo di essere chiari gli omicidi dei due poveri giuslavoristi stanno alle Br degli anni '70 e dei primi '80 come un omicidio commesso da un fanatico, o come in questo caso da un gruppo di fanatici, in nome della centralità della terra nell'Universo. Oggi ci sono molti più rischi di fanatismo e di terrorismo religioso di quanti non ve ne siano di terrorismo politico di estrema sinistra. Quindi cerchiamo di mettercelo in testa...le Br o qualunque altra formazione organizzata in maniera verticista e piramidale che persegua la rivoluzione socialista con le armi, allo stato attuale, in Italia non esiste e non può esistere. Il fatto che questo paese non sia riuscito per questioni politiche culturali e generazionali a chiudere i conti con gli anni di piombo è un altro problema...non abbiamo chiuso quelli con il fascismo..figuriamoci.
E per quale motivo ad ogni crisi sociale o all'aggravarsi scalare di questo lunga notte, che ancora qualcuno spaccia per un crepuscolo un poco più scuro del solito, un ministro, un politico, uno qualunque appartenente a qualsiasi schieramento parlamentare tira in ballo le Br?
Fin qui, infatti la banalità, la risposta semplice, il fantasma che spaventa i bambini...se non mangi tutto il minestrone chiamo le Br! Notissimo l'estremismo salutista degli pseudo rivoluzionari nostrani...Insomma le Br vanno sempre bene per tutte le stagioni. E lo spettro della stella a cinque punte funziona talmente bene che ogni volta che c'è da far passare una manovra che devasta la vita, la carne e il sangue, dei poveri bisogna soffiare, come con un mantice, un po' di aria nuova sotto quel vecchio lenzuolo....Attenzione non scioperate, si comincia così poi arrivano i terroristi. Stessa equazione demenziale del si parte dalla canna si arriva all'eroina. Dietro la banalità e la stupidità di chi non riesce nemmeno a ricordarsi tutta l'imbecillità di Veltroni che cancellando pervicacemente la sinistra dal parlamento ha privato le piazze di una sponda istituzionale, adesso si vuole semplicemente privare le piazze del diritto ad esserci, c'è quindi anche dell'altro. Si chiama pericolosità da pensiero unico. Assenza di critica che inesorabilmente porta verso non la rivoluzione ma la decadenza..la putrescenza. Le rivoluzioni le fanno le società giovani e dinamiche in grado di esprimere un livello teorico oltre che pratico che metta in discussione, con un progetto alternativo, lo stato di cose presente. Ma davvero pensiamo ancora che illuminismo e rivoluzione francese non c'entrassero un cazzo l'una con l'altra? Qui non vi è alcun lume...non vi è in verità neppure alcun oscurantismo. Non vi è nulla da oscurare. Le Br? Volevano, usando la violenza come strumento principe, cambiare l'Italia come primo tassello per far saltare l'ordine capitalistico mondiale! Si frantumavano le parti basse in letture ostinate di libri di cui i nostri giovani non conoscono neppure l'esistenza. Attenzione nessuno ne faccia degli eroi per carità! Attendere un uomo nell'androne di casa sua e sparargli è uno degli atti più vigliacchi e meno rivoluzionari che possano venirmi in mente. Ma cerchiamo di fare le debite proporzioni. Se proviamo a comparare le due società, quella degli anni '70 e quella odierna, le differenze sono talmente gigantesche che sembrano passati 100 anni mica 40! Questo lo sa anche la vostra mamma. Non bisogna essere Ministri o intellettuali a in qualche ateneo per capire che tra la rabbia sociale esplosiva che ha colpito in Inghilterra e che, in sedicesimi, si è riversata per le strade di Roma, ed un'organizzazione strutturata con un progetto politico rivoluzionario c'è una differenza imponderabile. Talmente grande che il solo riproporre questa equazione mi fa riflettere sulla stupidità dei nostri eroi che sfidano a pieno petto la terribile minaccia delle Br immaginarie. Poi però penso che vi è spesso un lato un poco più subdolo nella natura umana che spesso prende il sopravvento, Hobbes ha lasciato in me troppi segni, in un mondo anomico senza nemico quanto è bello avere lo spauracchio da agitare...e se lo si agita gli si da realtà e sostanza, talmente tanta sostanza che lo si potrebbe anche credere reale e cominciare ad...usarlo... Mi piace pensare che nessuno potrebbe mai essere tanto folle da pensare una cosa del genere o peggio ancora da attuarla...poi mi ricordo che tra poche settimane sarà di nuovo il 12 dicembre...

venerdì 30 settembre 2011

prospettive e ruoli

Ecco lo sapevo che sarebbe arrivato questo momento. Fino ad ora me l'ero cavata piuttosto bene. Ma ora la cosa si fa un poco più complessa. C'è un momento nella vita in cui cominci a sentire che la tua età, quella anagrafica ha un suo valore intrinseco...non fa niente cosa tu faccia per negarla. Lei è lì. Puoi cercare di dimenticarla ma prima o poi, prendendo strade diverse, ti raggiunge. A volte ti sbatte in faccia le tue debolezze così ferocemente che ti risvegli in un letto d'ospedale con un medico che ti guarda sconsolato e ti spiega che no in quel modo non puoi continuare...altre volte, invece, ti accarezza una ruga o ti fa scorgere un po' di bianco nella barba e te lo fa percepire non solo come vezzo che speri ti doni un poco di fascino, ma come inarrestabile avanzare del tempo. Altre volte ancora, come stasera, ti lascia a bocca aperta..così senza rimedio, in un attimo ti atterra dolcemente con la notizia che la tua migliore amica è incinta! Devo dire che fino ad oggi me l'ero cavata piuttosto bene...i miei amici che domine iddio me li preservi così come sono hanno attraversato quasi tutte le fasi immaginabili del marxismo e, quindi, sono sempre stati piuttosto aperti e libertari...ecco perché ero riuscito ad avvicinarmi ai 40 senza mai scontrarmi realmente con questo problema. O meglio mi ci sono scontrato anni fa...ma quella era una idea mia...quando ho scoperto che era solo mia ci ho messo una pietra sopra e via dritto...qui la situazione è differente.
Quando una tua idea si rivela una inimmaginabile idiozia da tutti i punti di vista ti guardi allo specchio ti dai dell'imbecille ed archivi la cosa...puoi raccontarti che magari un giorno ritirerai fuori dal cassetto il progetto...lo sai che non è così, come il romanzo di fantascienza che vorrei scrivere da circa dieci anni...ad un tratto però devi reagire. Sì perché di fronte alla felicità incontrollabile della mia amica mi sono prima lasciato trascinare un poco dall'emotività, poi mentre guidavo per tornare a casa, in una casa che è relativamente casa mia ma insomma vabbeh...riflettevo sulla mia reale voglia/capacità di fare il padre. Ok potrei dire che ci ho pensato a lungo prima di addivenire a decisione sofferta...no niente...brivido freddo lungo la schiena! Incapacità assoluta di prefigurare scenario dominato da pannolini, strepiti notturni, una casa stabile nella quale non si fuma perché al piccolo fa male...fanciulla che sclera con depressione pre-durante-post parto! Fuggirei senza lasciare tracce lo so! Mi sono disabituato ai rompimenti di palle...sono diventato intollerante a qualunque tipo di aggiustamento. Fossi dell'altro sesso mi si potrebbe tranquillamente definire una vecchia zitella! Speravo che il tempo ed un poco di cultura raffazzonata qua e la mi avrebbero ammorbidito. Macché sono sempre peggio. Sono belli i cuccioli dell'uomo. Inizialmente poi inevitabilmente divengono un massivo tonnellaggio a beneficio delle parti basse...piangono e non sai perché e speri che comincino a parlare presto. Poi cominciano a parlare e non la finiscono più...
Bisognerebbe inventare delle strutture specializzate dove mollarli quando non resisti più. Asili si chiamano ah sì..peccato che costino un sacco di soldi e quindi nelle migliore delle ipotesi si finisce a cercare aiuto dai nonni che, svuotati dalla responsabilità genitoriale, riversano sui nipoti le stesse stronzate che mandano la maggior parte di voi (io non ci credo) dallo psicanalista...al cubo!
Quindi in capo a pochi anni ti ritrovi di fronte ad uno scenario quanto mai bizzarro...hai un piccolo indemoniato che ti somiglia (se tutto è andato bene...), corre per casa tua distruggendo tutto quello che gli capita a tiro e che ha le stesse nevrosi di tua madre e di quella dell'altro partner! Però non riesco a non essere felice per la mia amica. Davvero lo sono. Scaccio un poco del realismo che mi porto sempre dietro e penso che, in fondo, questo bambino (lei è convinta che sarà un maschietto) la riempie di gioia ancora prima di esistere e, in quanto portatore di una tale gioia, non può essere che qualcosa di bello. Dunque appurato che debbo essere felice per questa meravigliosa piccola sciagura, mi interrogo sul mio ruolo. Fino ad ora, a causa di nomadismo incallito, non sono mai stato particolarmente vicino ai figli (ripeto per fortuna pochi) dei miei amici. Sono sempre stato svagato. Questa volta, invece, a causa di forze maggiori sono inchiodato a Milano per qualche mese (questa città comunque continua a non piacermi) quindi, mi dico, voglio giocare un ruolo più attivo. In fondo alcune cose le so fare. Racconto storie..oddio forse come fiaba della buona notte la descrizione dettagliata dell'assedio di Stalingrado non è gran ché ma in fondo fino a che non può lamentarsi...cos'altro so fare...cucino ecco quella è una cosa che mi riesce discretamente..uhmm il futuro padre è cuoco..no direi di no...vabbeh gli racconterò delle storie e gli regalerò qualche libro insomma potrei fare..lo zio!