...ma se la terra è una specie di palla che gira nello spazio perché le chiamiamo hostess di terra? Perché non volano? Ma se l'intera umanità in qualche modo sta volando dove sta il senso di una hostess di terra? E perché hanno le gonne più lunghe e sono mediamente un poco più bassine delle hostess di cielo? Bah razzismi aerei che non comprendo. Non comprendo neppure gli altri di razzismi...oddio qualche razzismo lo capisco. Non amo i cani. E nonostante tutto loro adorano me! Chiariamoci non ho niente contro uno specifico cane...mi risulta insopportabile la razza canina nel suo essersi lasciata ammaestrare. Mi piace di più l'opportunismo felino...più vicino ad Hobbes che a Locke. Sicuramente Locke aveva un cane e si beava, nella sua antropologia positiva, della convinzione che la povera bestia gli stesse vicino per puro affetto incondizionato. Non vedeva, Locke, la dominazione che era stata socialmente iscritta nel cane. Il gatto, Hobbes sicuramente aveva un gatto...chissà forse una gatta di nome Leviathan (per chi non lo ricordasse il Leviathan è un principio femminile...), è differente. Il gatto sta con te perché gli conviene e non lo nasconde. Il gatto non è succube. Sceglie che è molto più comodo stare con te che andare a caccia. Ma almeno non lo nasconde. Forse le hostess di terra, per consolarsi di dover indossare gonne più lunghe e di rimanere senza ali...adottano i cani...le hostess dell'aria si librano leggere con gonne corte ed ammiccanti ed a casa, nei molteplici luoghi a cui non appartengono, hanno un gatto.
In fondo appartenere ad un luogo è difficile. Necessità fedeltà anche nella sofferenza. La quotidiana lotta con il confine può risultare stremante. Il cane con la sua docile fedeltà con il suo stoico attaccamento al padrone ci aiuta a rimanere intrappolati dentro un confine e ad un padrone. Ad uno solo. Anche quando questo lo tratta male lo picchia lo affama...niente lui rimane lì. Forse a volte morde. Ma non uccide e soprattutto non se ne va. Non scompare nella notte, non rompe la gabbia non cerca di reinventarsi un territorio senza confini.
Anche il gatto ha bisogno di confini ma io non sono uno zoologo od un etologo questo non è un paper scientifico e quindi mi piace descrivere un gatto immaginario ed immaginifico capace di rompere i confini territoriali...di globalizzarsi. Il gatto è globale il cane è locale. Niente da fare. Il cane nel suo localismo subisce il ricatto quotidiano. Ma rimane lì, forse, culla sogni di riformismo. Forse pensa che rimanendo e mostrando dedizione ed affetto il padrone prima o poi gli dimostrerà un segno tangibile del suo infinito amore...gli darà una qualche ricompensa. Il cane, da questo punto di vista,è coraggioso fino al limite dello stoicismo. Il gatto è un'individualista codardo. Non ingaggia lotte titaniche. Semplicemente se ne va. Si infila nel bagaglio a mano della cameriera dell'aria e sguscia via al primo scalo. Dubai? Singapore? Non gli interessa realmente. Non sentirà, l'individualista codardo, le lacrime della cameriera dell'aria che pensava di essere la sua padrona. Il gatto non ha padroni. Non ha vincoli e non ha un branco. Questa la grande differenza. Il gatto sta bene da solo. Il cane da solo muore. Ecco perché sopporta. È nella sua natura non può vivere fuori dal branco e per questo è pronto ad accettare qualsiasi ricatto qualsiasi sofferenza pur di sopravvivere pur di avere un branco anche se non è lui il capo. Non è solo. La hostess di terra non abbandonerebbe mai il suo cane ma soprattutto lui non vivrebbe senza di lei...branco territorio famiglia Stato e società...indissolubili legami con un territorio con una comunità che ti opprime fino ad ucciderti ma senza la quale il cane non può vivere. Destino crudele.
La cameriera dell'aria non ha una vera casa. Sua patria è il mondo intero. La cameriera dell'aria non ha radici vere non ha una famiglia. Ha molti amanti e nessun vero legame. L'hostess dell'aria fugge il paradigma della spazialità terrestre. Immersa nell'elemento aereo che distrugge il confine come concetto vive individualità assolute fatte di pezzi di comunità differenti alle quali partecipa ma delle quali non è partecipe. Ecco il perché della diversa lunghezza delle gonne... Elemento attrattivo primordiale le gambe delle cameriere sono più o meno coperte a seconda del ruolo sociale e spaziale da esse ricoperto. Eh la hostess di terra le copre le gambe. Le vuoi davvero vedere? Sei sicuro? Vai assedio di terra. Guerra di trincea. Stai li e conquistatelo il diritto a vederle le gambe. Ma sappi che dopo se anche uscirai vincitore dallo scontro la terra non ti perdona. Non è il mare aperto e tanto meno il cielo. La terra ha dei confini. La terra da frutti se la coltivi e la curi con costanza. La terra ti imprigiona in un paradigma stanziale che vuole attenzione e cura. La terra va difesa. La terra vuole eserciti stanziali che guardino che nessuno si infili di soppiatto sotto l'orlo della gonna che sarà anche lunga ma che prima o poi ha una fine. Perché la terra è finta. È finitudine concreta e concettuale. È poca e va conquistata. Come il diritto a guardare le gambe della hostess...
La cameriera dell'aria ha gonne corte. Vola leggera e libera. Non vede il confine lo attraversa senza accorgersene. Spazza via quelle linee fatte di sudore e sangue con la leggerezza del tuono.
Volteggia sui mari inconsapevole di antiche linee che segnavano amicizie e rancori, non si preoccupa delle tempeste che scandivano la vita in mare né delle carestie che squassavano le terre e che spingevano gli uomini come greggi impazzite a muoversi senza un senso verso terre più fertili...laddove loro, gli uomini, trovavano solo confini guardati da eserciti, orli di gonne lunghe guardati da mariti gelosi, là la cameriera dell'aria porta una ventata di frivolezza..una gonna corta che non ha bisogno di essere difesa. Una gonna corta che si offre per brevi intervalli di tempo a chiunque le piaccia. Non per scarsa virtù. Come il gatto la cameriera dell'aria fa ciò che è nella sua natura di creatura senza confine. Rifugge le regole sociali della terra perché non le appartengono. Non è anticonformismo. Si può andare contro la norma quando si vive la comunità e nella comunità che la norma l'ha, in qualunque modo, decisa. La cameriera dell'aria appartiene ad una comunità differente con norme differenti. Anzi con una quasi assenza di norme...laddove nei cieli le norme le crea un equilibrio diverso tra spazi. Ed ancora lo spazio tempo mio caro Albert, si curva si piega si avvolge su se stesso e noi ci rimaniamo schiacciati dentro e tentiamo di dare, ad ogni costo, a questo piccolo accidente quantistico un senso. Forse la gatta-cameriera dell'aria, senza regole e senza spazi comuni è il nuovo Leviathan...io per ora le guardo le gambe...in attesa di spazi collettivi di branchi e di comunità mi appoggio allo schienale dell'aereo che mi riporta a casa...una casa immaginaria ovviamente e godo del solo spettacolo che la nostra padrona dell'aere ci offre...
...il titolo di una vecchia canzone...piccole dimenticate storie da raccontare...un modo per condividere viaggi e spazi di riflessione con cadenza casuale e da latitudini differenti...climi...colori..persone che in qualche modo incontro e che mi raccontano...io riporto...fotografo ricordo e quindi quello che leggerete è sempre e solo..ignobilmente colpa mia....
venerdì 25 novembre 2011
giovedì 24 novembre 2011
La rivoluzione e le gambe delle cameriere (1 parte)
L'idea portante è quella che ha a che fare con la storia. Ho sempre amato le storie e, di conseguenza, ho deciso di fare lo storico...non potendo fare la storia almeno la racconto. Qualcuno ha detto che chi racconta la storia la fa. Non mi ricordo chi e dato che questo non è un articolo scientifico non andrò a cercare la citazione...Ma dicevo la storia. Tutto ciò che riguarda l'umanità è storia ossia studio del passato. Eh sì perché dato che il presente è inafferrabile (Einstein) ed i futuri sono multipli e possibili (Heisenberg) non ci rimane che il passato. Un passato che si scrive e si declina al presente. Un presente che era futuro di un passato e che, di conseguenza è presente a noi ma non a se stesso perché potrebbe essere multiplo senza renderci schizofrenici...forse...in tutto questo mentre aspetto in questo eterno presente che sembra non avere fine mi interrogavo sulla mancanza di prospettive future. Perché dovrebbe averne? Come è possibile in un mondo di futuri possibili pensare ad una prospettiva unica? Non lo è. Questo è vero in realtà anche per il passato. Se applichiamo la quantistica ed il concetto di spazio tempo (sempre il buon Albert) al passato fare gli storici non ha senso. Ho meglio non ce l'ha se vuoi fare lo storico lineare. Lo spazio tempo si può curvare ma in quanto curvatura lo spazio tempo non conosce prima e dopo. Quindi fai la storia di che? Per questo motivo la storia, per assurdo, è scienza del futuribile...quindi la storia scrivendo di passati possibili pre-invera scenari possibili di futuro ma se proviamo a giocare un poco con l'equazione d'onda e con il paradosso del gatto si Schroedinger se Paul Kennedy avesse scritto un finale differente del suo Ascesa e Declino delle grandi potenze nell'oramai lontano 1987 forse gli USA sarebbero crollati e l'URSS avrebbe vinto la guerra fredda...
Tutto questo non mi porterà molto lontano forse solo più vicino al prossimo reparto di psichiatria ma facciamo finta di tornare alla sola piega spazio temporale di cui abbiamo conoscenza e, blandamente, coscienza. L'unica cosa che l'applicazione della fisica quantistica applicata alla storia umana ci dice è che la storia non ha un verso. Sembra una cosa banale l'hanno già detto altri, poi fatico sempre a ricordare chi, ma comunque la storia umana, intesa come susseguirsi di eventi sociali, non ha un verso. Basta con i marxismi di stampo cattolico aristotelico platonici...non andiamo verso alcun futuro radioso...non andiamo cioè ci muoviamo questo è sicuro non nego le dinamiche ma che queste abbiano una direzione che sia possibile vettorializzarle questa è pura fantascienza. Quindi assodato che non vi è una direzione bisogna un attimo de-costruire qualche millennio di cultura occidentale che si è cullata nella pia illusione di andare da qualche parte...se la buttiamo in politica poi progressismo e conservatorismo sono concetti che sfiorano le favole per bambini...non che giustizia sociale e difesa del privilegio non abbiano senso ce lo hanno eccome, anzi, in un presente storico privo di direzioni ne hanno più di prima. Col cavolo che aspetto la salvezza di dio o il momento del collasso del capitalismo per spingere l'umanità verso il suo fine di costruzione della città di dio in terra o peggio ancora della sua scalata ad un cielo dal soffitto basso.
Eh no. Vogliamo il pane ed anche le rose. Qui e subito per quanto questo subito possa avere un senso. Diciamo che il messianesimo è un poco datato..anche quello marxista. Povero Marx secondo me lui mica voleva fare tutto sto casino...non so perché ma ultimamente me lo immagino seduto in un pub londinese a scrutare le gambe delle cameriere, sempre troppo coperte ai suoi tempi, ed a pensare a futuri possibili dove le cameriere portano minigonne e, quindi, le gambe le puoi vedere liberamente, dove la birra è a buon mercato dove un pasto caldo non si rifiuta a nessuno e si può amabilmente corteggiare la suddetta cameriera senza rischiare che questa si aspetti anelli di fidanzamento. Che poi magari l'anello di fidanzamento lo doneresti anche volentieri alla suddetta cameriera...ma anche a molte altre...parrucchiere, filosofe, astronaute..chi se ne frega... Comunque il buon Karl ultimamente me lo immagino sempre più umano e sempre meno preso con la rivoluzione. Sempre più impegnato a sbarcare il lunario che non a teorizzare..o ancora meglio a teorizzare pur di sbarcare il lunario. Mah sarà che lo faccio anche io che sono sicuramente più scemo di Marx quindi perché lui no? E mi piacciono le gambe delle cameriere. Chi lo sa se la cameriera che mi sta servendo un caffè orribile, come tutti i caffè in Spagna, saprà che la storia umana non ha una direzione? E si sarà accorta che le guardavo le gambe? Non credo. Sono sicuro di essere stato discreto. Che vuol dire, secondo il principio di esclusione di Pauli lei sicuramente lo aveva capito da tempo che la storia umana non ha una direzione. Ripeto non che sia statica semplicemente dobbiamo toglierci dalla testa che vada da qualche parte. Liberarci del finalismo potrebbe essere un fine...o una sorta di meta fine. Se ci riuscissimo potremmo addirittura pensare che questo futuribile passato che chiamiamo presente abbia un senso. Potremmo addirittura provare a dargli un ordine. Non perché ce ne sia davvero bisogno, il chaos in fondo lo chiamiamo teoria..più di così, ma perché in fondo ci aiuta. Ci fa avere meno paura. Sì perché poi aveva ragione Hobbes non c'è niente da fare. Il mio vicino lo detesto ed è vicino perché insieme ci difendiamo meglio da colui che è lontano. E perché ci sta lontano? Avrà forse qualcosa da nascondere? Sarà dunque pericoloso...oddio vicino stammi più vicino colui che era lontano si sta avvicinando ed io mi sento minacciato...ok vicino colui che era lontano si è allontanato dopo essersi avvicinato ed ora scopro, o mio vicino, che scrutandoti così da vicino...non mi piaci per niente...quasi quasi ti uccido. Così potrò seppellirti qui vicino.
Tutto questo non mi porterà molto lontano forse solo più vicino al prossimo reparto di psichiatria ma facciamo finta di tornare alla sola piega spazio temporale di cui abbiamo conoscenza e, blandamente, coscienza. L'unica cosa che l'applicazione della fisica quantistica applicata alla storia umana ci dice è che la storia non ha un verso. Sembra una cosa banale l'hanno già detto altri, poi fatico sempre a ricordare chi, ma comunque la storia umana, intesa come susseguirsi di eventi sociali, non ha un verso. Basta con i marxismi di stampo cattolico aristotelico platonici...non andiamo verso alcun futuro radioso...non andiamo cioè ci muoviamo questo è sicuro non nego le dinamiche ma che queste abbiano una direzione che sia possibile vettorializzarle questa è pura fantascienza. Quindi assodato che non vi è una direzione bisogna un attimo de-costruire qualche millennio di cultura occidentale che si è cullata nella pia illusione di andare da qualche parte...se la buttiamo in politica poi progressismo e conservatorismo sono concetti che sfiorano le favole per bambini...non che giustizia sociale e difesa del privilegio non abbiano senso ce lo hanno eccome, anzi, in un presente storico privo di direzioni ne hanno più di prima. Col cavolo che aspetto la salvezza di dio o il momento del collasso del capitalismo per spingere l'umanità verso il suo fine di costruzione della città di dio in terra o peggio ancora della sua scalata ad un cielo dal soffitto basso.
Eh no. Vogliamo il pane ed anche le rose. Qui e subito per quanto questo subito possa avere un senso. Diciamo che il messianesimo è un poco datato..anche quello marxista. Povero Marx secondo me lui mica voleva fare tutto sto casino...non so perché ma ultimamente me lo immagino seduto in un pub londinese a scrutare le gambe delle cameriere, sempre troppo coperte ai suoi tempi, ed a pensare a futuri possibili dove le cameriere portano minigonne e, quindi, le gambe le puoi vedere liberamente, dove la birra è a buon mercato dove un pasto caldo non si rifiuta a nessuno e si può amabilmente corteggiare la suddetta cameriera senza rischiare che questa si aspetti anelli di fidanzamento. Che poi magari l'anello di fidanzamento lo doneresti anche volentieri alla suddetta cameriera...ma anche a molte altre...parrucchiere, filosofe, astronaute..chi se ne frega... Comunque il buon Karl ultimamente me lo immagino sempre più umano e sempre meno preso con la rivoluzione. Sempre più impegnato a sbarcare il lunario che non a teorizzare..o ancora meglio a teorizzare pur di sbarcare il lunario. Mah sarà che lo faccio anche io che sono sicuramente più scemo di Marx quindi perché lui no? E mi piacciono le gambe delle cameriere. Chi lo sa se la cameriera che mi sta servendo un caffè orribile, come tutti i caffè in Spagna, saprà che la storia umana non ha una direzione? E si sarà accorta che le guardavo le gambe? Non credo. Sono sicuro di essere stato discreto. Che vuol dire, secondo il principio di esclusione di Pauli lei sicuramente lo aveva capito da tempo che la storia umana non ha una direzione. Ripeto non che sia statica semplicemente dobbiamo toglierci dalla testa che vada da qualche parte. Liberarci del finalismo potrebbe essere un fine...o una sorta di meta fine. Se ci riuscissimo potremmo addirittura pensare che questo futuribile passato che chiamiamo presente abbia un senso. Potremmo addirittura provare a dargli un ordine. Non perché ce ne sia davvero bisogno, il chaos in fondo lo chiamiamo teoria..più di così, ma perché in fondo ci aiuta. Ci fa avere meno paura. Sì perché poi aveva ragione Hobbes non c'è niente da fare. Il mio vicino lo detesto ed è vicino perché insieme ci difendiamo meglio da colui che è lontano. E perché ci sta lontano? Avrà forse qualcosa da nascondere? Sarà dunque pericoloso...oddio vicino stammi più vicino colui che era lontano si sta avvicinando ed io mi sento minacciato...ok vicino colui che era lontano si è allontanato dopo essersi avvicinato ed ora scopro, o mio vicino, che scrutandoti così da vicino...non mi piaci per niente...quasi quasi ti uccido. Così potrò seppellirti qui vicino.
romanticismi
ebbene sì a modo mio ma sono romantico. Io lo sostengo da sempre ma non so perché questa mia affermazione ha sempre riscosso scarso successo. Anche tra le persone che mi conoscono bene sono davvero poche, forse nessuna, quelle che userebbe questo aggettivo un po' desueto per descrivermi. Eppure io mi ci sento e testardamente, la testardaggine è invece un difetto unanimemente riconosciutomi da chiunque, continuo a pensarmi come un uomo romantico. Non mi vedrete mai sciogliermi in lacrime per un film o per una canzone, non porto i fiori alle donne, nemmeno a quelle che amo, non mi è mai passato per la testa,almeno da quando ho raggiunto l'età della ragione, di mettermi a scrivere poesie o ballate in nome di disperati ed impossibile amori perduti o ritrovati... cerco di essere un amico presente e cerco di dare alla mia presenza una certa fattività...no la pacca sulla spalla no...e nemmeno le coccole...hai un problema e vieni da me? Ok allora accetti che io ti aiuti a risolverlo o ancora meglio per entrambi te lo risolvo io e tu statti zitto che mi distrai dalla missione che mi hai affidato! Non c'è niente da fare sono rimasto un soldatino...nell'anima. Un piccolo gesuita della rivoluzione socialista come avrebbe detto Schmitt parto alla riscossa ho quasi 40 anni ed ancora parto alla riscossa per qualsiasi causa mi sembri giusta...a costo di accorgermi dopo innumerevoli sbattimenti che tanto giusta non era...Però mi piace mi fa sentire, a mio modo, romantico. Cos'è infatti il romanticismo in fondo? Oddio lo sconquasso e la tempesta...si traduceva così mi pare lo sturm und drang... cioè il sentirsi investiti profondamente da un sentimento che ti travolge e ti domina...oddio ecco io magari non tocco quelle vette di alienazione idealistica hegeliana che mi paiono disumanizzanti ma vivo dei sentimenti. Ecco rivendico la presenza di una mia parte sentimentale. Che poi questa si articoli attraverso percorsi tutti suoi, questo è un problema diverso..anzi essendo la mia parte sentimentale oserei dire che sono affari miei. Sì perché la tempesta, lo sturm, ognuno se la sceglie o, forse, non se la sceglie nessuno e te la ritrovi..ti ci ritrovi catapultato dentro. Fa parte di te ancor prima che tu ti renda conto che c'è. Fa parte della tua storia di quello che intimamente sei.
Ero seduto ad una conferenza. Tre giorni di conferenza sul fascismo ed il neofascismo...in particolare sulla Falange spagnola...a Zaragoza. Non una brutta città ma per intenderci nemmeno un posto in cui sarei venuto senza un impegno di qualche tipo...3 giorni di parole, relazioni sociali pseudo obbligate ed alcuni sprazzi di allegria vera perché con gli spagnoli in un modo od in un altro si finisce sempre ad ingurgitare immense quantità di alcolici...anche con gli sconosciuti ma questo è un altro post...Alle 8 di sera alla fine del 2 giorno sei stremato. L'oceano di parole in una lingua che comunque non è la tua in un aula dall'acustica oscena e distrutto dai fumi della sera precedente, non ti ricordi più nemmeno come ti chiami.
Eri li seduta e tremavi. Leggevi la presentazione che avevo davanti e le tue mani tremavano. Ho alzato lo sguardo da quello che stavo leggendo perché il tuo accento basco suonava particolarmente fastidioso e pensavo che quello di cui stavi parlando fosse di una banalità tale da poter urtare qusi tutto il mio essere...poi ti ho guardata. Giovanissima. Magra, direi quasi ossuta, nervosa. Eri emozionata...il mio amico Pablo, da tutti riconosciuto come uomo romantico e sensibile, mi dice che è evidente..sei alla tua prima conferenza...sei nervosa capita a tutti di avere paura alla prima presentazione..ed a me vengono in mente le prime volte che ho parlato in pubblico...una paura indicibile ma anche un poco di arroganza data dal mio incurabile egocentrismo istrionico...ti ascolto ti guardo, incrocio lo sguardo del moderatore che dovrebbe dirti che stai sforando con il tempo e lo gelo...su non metterti a fare il cretino tieni a freno la smania di potere o esercitala in un altro momento...poi mi volto alla mia destra ci sono due persone...mezza età...vestiti semplici, tesissimi, lui quasi suda, lei ti guarda fiera...mamma e papà. Sono venuti a sentirti ad accompagnarti. Forse nei tempi che ci siamo abituati a vivere saremmo portati a pensare, così in prima battuta, che la loro presenza fosse inadeguata che sei una persona adulta e non hai bisogno del supporto dei tuoi genitori...però non eri sola. Avevi paura, come tutti noi, e non eri sola. Loro erano contenti e fieri. Conosco quei visi. Classe operaia. La figlia che per la prima volta presenta il suo progetto di dottorato ad una conferenza importante. Ecco ti pensavo stanotte mentre tornavo in albergo. E mi piace pensare ai complimenti che ti avrà fatto tua madre, ai silenzi di tuo padre mentre guida verso casa quei silenzi tipici dei padri che non te lo dicono mai che sei stato bravo perché loro che hanno lavorato tutta la vita non ti possono trattare troppo bene..ma lo fanno per te...però tu non lo hai visto, e forse non lo vedrai mia, stringersi le mani forte per l'emozione mentre parlavi..tu tremavi dalla paura e lui che avrebbe fatto di tutto per aiutarti, per sollevare quel peso dalle tue spalle...e forse stremata dalla fatica della presentazione non hai visto come applaudivano quelle stesse mani alla fine...
Ti pensavo stanotte mentre tornavo in albergo. Domani presenterò il mio articolo. So già che è piaciuto, ma per circa 5 secondi prima di cominciare a parlare mentre accenderò il microfono avrò un poco di paura...
Ero seduto ad una conferenza. Tre giorni di conferenza sul fascismo ed il neofascismo...in particolare sulla Falange spagnola...a Zaragoza. Non una brutta città ma per intenderci nemmeno un posto in cui sarei venuto senza un impegno di qualche tipo...3 giorni di parole, relazioni sociali pseudo obbligate ed alcuni sprazzi di allegria vera perché con gli spagnoli in un modo od in un altro si finisce sempre ad ingurgitare immense quantità di alcolici...anche con gli sconosciuti ma questo è un altro post...Alle 8 di sera alla fine del 2 giorno sei stremato. L'oceano di parole in una lingua che comunque non è la tua in un aula dall'acustica oscena e distrutto dai fumi della sera precedente, non ti ricordi più nemmeno come ti chiami.
Eri li seduta e tremavi. Leggevi la presentazione che avevo davanti e le tue mani tremavano. Ho alzato lo sguardo da quello che stavo leggendo perché il tuo accento basco suonava particolarmente fastidioso e pensavo che quello di cui stavi parlando fosse di una banalità tale da poter urtare qusi tutto il mio essere...poi ti ho guardata. Giovanissima. Magra, direi quasi ossuta, nervosa. Eri emozionata...il mio amico Pablo, da tutti riconosciuto come uomo romantico e sensibile, mi dice che è evidente..sei alla tua prima conferenza...sei nervosa capita a tutti di avere paura alla prima presentazione..ed a me vengono in mente le prime volte che ho parlato in pubblico...una paura indicibile ma anche un poco di arroganza data dal mio incurabile egocentrismo istrionico...ti ascolto ti guardo, incrocio lo sguardo del moderatore che dovrebbe dirti che stai sforando con il tempo e lo gelo...su non metterti a fare il cretino tieni a freno la smania di potere o esercitala in un altro momento...poi mi volto alla mia destra ci sono due persone...mezza età...vestiti semplici, tesissimi, lui quasi suda, lei ti guarda fiera...mamma e papà. Sono venuti a sentirti ad accompagnarti. Forse nei tempi che ci siamo abituati a vivere saremmo portati a pensare, così in prima battuta, che la loro presenza fosse inadeguata che sei una persona adulta e non hai bisogno del supporto dei tuoi genitori...però non eri sola. Avevi paura, come tutti noi, e non eri sola. Loro erano contenti e fieri. Conosco quei visi. Classe operaia. La figlia che per la prima volta presenta il suo progetto di dottorato ad una conferenza importante. Ecco ti pensavo stanotte mentre tornavo in albergo. E mi piace pensare ai complimenti che ti avrà fatto tua madre, ai silenzi di tuo padre mentre guida verso casa quei silenzi tipici dei padri che non te lo dicono mai che sei stato bravo perché loro che hanno lavorato tutta la vita non ti possono trattare troppo bene..ma lo fanno per te...però tu non lo hai visto, e forse non lo vedrai mia, stringersi le mani forte per l'emozione mentre parlavi..tu tremavi dalla paura e lui che avrebbe fatto di tutto per aiutarti, per sollevare quel peso dalle tue spalle...e forse stremata dalla fatica della presentazione non hai visto come applaudivano quelle stesse mani alla fine...
Ti pensavo stanotte mentre tornavo in albergo. Domani presenterò il mio articolo. So già che è piaciuto, ma per circa 5 secondi prima di cominciare a parlare mentre accenderò il microfono avrò un poco di paura...
domenica 30 ottobre 2011
Strane voglie
Attanagliati da strane voglie....
..come quando ti svegli nella notte ed hai una sete bestia...eppure non hai mangiato nulla di strano la temperatura è normale ma tu ti senti come in mezzo al deserto. Così mi sembrano le chiacchiere in libertà di molti dei nostri politici sulla possibile, a questo punto direi quasi auspicata, rinascita del terrorismo di sinistra. Avevo giurato a me stesso che mai avrei scritto su questo blog di lavoro...eppure. La stupidità, la banalità ed al tempo stesso la pericolosità con la quale vengono trattati questi argomenti mi fa talmente arrabbiare che stavolta faccio un'eccezione a me stesso.
Andiamo con ordine. Biagi e D'Antona. Uccisi barbaramente entrambi. Nuove Brigate Rosse. Pare pazzesco ma purtroppo c'è stato qualcuno che nel 21 secolo ha realmente pensato ci fosse spazio in Italia per la lotta armata. Erano pochi. Per fortuna sì. In realtà il loro essere stati così pochi e così isolati, in una configurazione che ricordava più quella di una setta che non quella di un'organizzazione politica ha reso la loro cattura più difficile e non più semplice. E questo con buona pace delle montagne di inesattezze scritte sull'operato degli investigatori. Erano pochi e fortunatamente non si sono riprodotti per molte ragioni. Soprattutto per una. Le Br e chiunque abbia letto un libro qualsiasi anche quelli più scarsi lo sa, erano un fenomeno di fabbrica. Di grande fabbrica legate al tramonto del fordismo. Ma qui il tramonto è finito da un pezzo. Siamo in piena notte. Economicamente, politicamente e culturalmente.
Le Br? Ma state scherzando? Ogni volta che qualcuno prova a chiedermelo, sapendo delle mie ricerche sul soggetto, rispondo così.
Non per timidezza. Ma perché quel fenomeno non è possibile neppure pensarlo. A questo punto, in modo assolutamente logico i nomi, le facce, il terribile massacro perpetrato ai danni di due innocenti torna. Torna con tutta la sua forza. E Biagi e D'Antona? Ok cerco di dirlo in modo chiaro e rispettoso della memoria di queste due persone: vittime di un residuato che era talmente residuale che nessuno credeva più potesse esistere. Cerchiamo di essere chiari gli omicidi dei due poveri giuslavoristi stanno alle Br degli anni '70 e dei primi '80 come un omicidio commesso da un fanatico, o come in questo caso da un gruppo di fanatici, in nome della centralità della terra nell'Universo. Oggi ci sono molti più rischi di fanatismo e di terrorismo religioso di quanti non ve ne siano di terrorismo politico di estrema sinistra. Quindi cerchiamo di mettercelo in testa...le Br o qualunque altra formazione organizzata in maniera verticista e piramidale che persegua la rivoluzione socialista con le armi, allo stato attuale, in Italia non esiste e non può esistere. Il fatto che questo paese non sia riuscito per questioni politiche culturali e generazionali a chiudere i conti con gli anni di piombo è un altro problema...non abbiamo chiuso quelli con il fascismo..figuriamoci.
E per quale motivo ad ogni crisi sociale o all'aggravarsi scalare di questo lunga notte, che ancora qualcuno spaccia per un crepuscolo un poco più scuro del solito, un ministro, un politico, uno qualunque appartenente a qualsiasi schieramento parlamentare tira in ballo le Br?
Fin qui, infatti la banalità, la risposta semplice, il fantasma che spaventa i bambini...se non mangi tutto il minestrone chiamo le Br! Notissimo l'estremismo salutista degli pseudo rivoluzionari nostrani...Insomma le Br vanno sempre bene per tutte le stagioni. E lo spettro della stella a cinque punte funziona talmente bene che ogni volta che c'è da far passare una manovra che devasta la vita, la carne e il sangue, dei poveri bisogna soffiare, come con un mantice, un po' di aria nuova sotto quel vecchio lenzuolo....Attenzione non scioperate, si comincia così poi arrivano i terroristi. Stessa equazione demenziale del si parte dalla canna si arriva all'eroina. Dietro la banalità e la stupidità di chi non riesce nemmeno a ricordarsi tutta l'imbecillità di Veltroni che cancellando pervicacemente la sinistra dal parlamento ha privato le piazze di una sponda istituzionale, adesso si vuole semplicemente privare le piazze del diritto ad esserci, c'è quindi anche dell'altro. Si chiama pericolosità da pensiero unico. Assenza di critica che inesorabilmente porta verso non la rivoluzione ma la decadenza..la putrescenza. Le rivoluzioni le fanno le società giovani e dinamiche in grado di esprimere un livello teorico oltre che pratico che metta in discussione, con un progetto alternativo, lo stato di cose presente. Ma davvero pensiamo ancora che illuminismo e rivoluzione francese non c'entrassero un cazzo l'una con l'altra? Qui non vi è alcun lume...non vi è in verità neppure alcun oscurantismo. Non vi è nulla da oscurare. Le Br? Volevano, usando la violenza come strumento principe, cambiare l'Italia come primo tassello per far saltare l'ordine capitalistico mondiale! Si frantumavano le parti basse in letture ostinate di libri di cui i nostri giovani non conoscono neppure l'esistenza. Attenzione nessuno ne faccia degli eroi per carità! Attendere un uomo nell'androne di casa sua e sparargli è uno degli atti più vigliacchi e meno rivoluzionari che possano venirmi in mente. Ma cerchiamo di fare le debite proporzioni. Se proviamo a comparare le due società, quella degli anni '70 e quella odierna, le differenze sono talmente gigantesche che sembrano passati 100 anni mica 40! Questo lo sa anche la vostra mamma. Non bisogna essere Ministri o intellettuali a in qualche ateneo per capire che tra la rabbia sociale esplosiva che ha colpito in Inghilterra e che, in sedicesimi, si è riversata per le strade di Roma, ed un'organizzazione strutturata con un progetto politico rivoluzionario c'è una differenza imponderabile. Talmente grande che il solo riproporre questa equazione mi fa riflettere sulla stupidità dei nostri eroi che sfidano a pieno petto la terribile minaccia delle Br immaginarie. Poi però penso che vi è spesso un lato un poco più subdolo nella natura umana che spesso prende il sopravvento, Hobbes ha lasciato in me troppi segni, in un mondo anomico senza nemico quanto è bello avere lo spauracchio da agitare...e se lo si agita gli si da realtà e sostanza, talmente tanta sostanza che lo si potrebbe anche credere reale e cominciare ad...usarlo... Mi piace pensare che nessuno potrebbe mai essere tanto folle da pensare una cosa del genere o peggio ancora da attuarla...poi mi ricordo che tra poche settimane sarà di nuovo il 12 dicembre...
..come quando ti svegli nella notte ed hai una sete bestia...eppure non hai mangiato nulla di strano la temperatura è normale ma tu ti senti come in mezzo al deserto. Così mi sembrano le chiacchiere in libertà di molti dei nostri politici sulla possibile, a questo punto direi quasi auspicata, rinascita del terrorismo di sinistra. Avevo giurato a me stesso che mai avrei scritto su questo blog di lavoro...eppure. La stupidità, la banalità ed al tempo stesso la pericolosità con la quale vengono trattati questi argomenti mi fa talmente arrabbiare che stavolta faccio un'eccezione a me stesso.
Andiamo con ordine. Biagi e D'Antona. Uccisi barbaramente entrambi. Nuove Brigate Rosse. Pare pazzesco ma purtroppo c'è stato qualcuno che nel 21 secolo ha realmente pensato ci fosse spazio in Italia per la lotta armata. Erano pochi. Per fortuna sì. In realtà il loro essere stati così pochi e così isolati, in una configurazione che ricordava più quella di una setta che non quella di un'organizzazione politica ha reso la loro cattura più difficile e non più semplice. E questo con buona pace delle montagne di inesattezze scritte sull'operato degli investigatori. Erano pochi e fortunatamente non si sono riprodotti per molte ragioni. Soprattutto per una. Le Br e chiunque abbia letto un libro qualsiasi anche quelli più scarsi lo sa, erano un fenomeno di fabbrica. Di grande fabbrica legate al tramonto del fordismo. Ma qui il tramonto è finito da un pezzo. Siamo in piena notte. Economicamente, politicamente e culturalmente.
Le Br? Ma state scherzando? Ogni volta che qualcuno prova a chiedermelo, sapendo delle mie ricerche sul soggetto, rispondo così.
Non per timidezza. Ma perché quel fenomeno non è possibile neppure pensarlo. A questo punto, in modo assolutamente logico i nomi, le facce, il terribile massacro perpetrato ai danni di due innocenti torna. Torna con tutta la sua forza. E Biagi e D'Antona? Ok cerco di dirlo in modo chiaro e rispettoso della memoria di queste due persone: vittime di un residuato che era talmente residuale che nessuno credeva più potesse esistere. Cerchiamo di essere chiari gli omicidi dei due poveri giuslavoristi stanno alle Br degli anni '70 e dei primi '80 come un omicidio commesso da un fanatico, o come in questo caso da un gruppo di fanatici, in nome della centralità della terra nell'Universo. Oggi ci sono molti più rischi di fanatismo e di terrorismo religioso di quanti non ve ne siano di terrorismo politico di estrema sinistra. Quindi cerchiamo di mettercelo in testa...le Br o qualunque altra formazione organizzata in maniera verticista e piramidale che persegua la rivoluzione socialista con le armi, allo stato attuale, in Italia non esiste e non può esistere. Il fatto che questo paese non sia riuscito per questioni politiche culturali e generazionali a chiudere i conti con gli anni di piombo è un altro problema...non abbiamo chiuso quelli con il fascismo..figuriamoci.
E per quale motivo ad ogni crisi sociale o all'aggravarsi scalare di questo lunga notte, che ancora qualcuno spaccia per un crepuscolo un poco più scuro del solito, un ministro, un politico, uno qualunque appartenente a qualsiasi schieramento parlamentare tira in ballo le Br?
Fin qui, infatti la banalità, la risposta semplice, il fantasma che spaventa i bambini...se non mangi tutto il minestrone chiamo le Br! Notissimo l'estremismo salutista degli pseudo rivoluzionari nostrani...Insomma le Br vanno sempre bene per tutte le stagioni. E lo spettro della stella a cinque punte funziona talmente bene che ogni volta che c'è da far passare una manovra che devasta la vita, la carne e il sangue, dei poveri bisogna soffiare, come con un mantice, un po' di aria nuova sotto quel vecchio lenzuolo....Attenzione non scioperate, si comincia così poi arrivano i terroristi. Stessa equazione demenziale del si parte dalla canna si arriva all'eroina. Dietro la banalità e la stupidità di chi non riesce nemmeno a ricordarsi tutta l'imbecillità di Veltroni che cancellando pervicacemente la sinistra dal parlamento ha privato le piazze di una sponda istituzionale, adesso si vuole semplicemente privare le piazze del diritto ad esserci, c'è quindi anche dell'altro. Si chiama pericolosità da pensiero unico. Assenza di critica che inesorabilmente porta verso non la rivoluzione ma la decadenza..la putrescenza. Le rivoluzioni le fanno le società giovani e dinamiche in grado di esprimere un livello teorico oltre che pratico che metta in discussione, con un progetto alternativo, lo stato di cose presente. Ma davvero pensiamo ancora che illuminismo e rivoluzione francese non c'entrassero un cazzo l'una con l'altra? Qui non vi è alcun lume...non vi è in verità neppure alcun oscurantismo. Non vi è nulla da oscurare. Le Br? Volevano, usando la violenza come strumento principe, cambiare l'Italia come primo tassello per far saltare l'ordine capitalistico mondiale! Si frantumavano le parti basse in letture ostinate di libri di cui i nostri giovani non conoscono neppure l'esistenza. Attenzione nessuno ne faccia degli eroi per carità! Attendere un uomo nell'androne di casa sua e sparargli è uno degli atti più vigliacchi e meno rivoluzionari che possano venirmi in mente. Ma cerchiamo di fare le debite proporzioni. Se proviamo a comparare le due società, quella degli anni '70 e quella odierna, le differenze sono talmente gigantesche che sembrano passati 100 anni mica 40! Questo lo sa anche la vostra mamma. Non bisogna essere Ministri o intellettuali a in qualche ateneo per capire che tra la rabbia sociale esplosiva che ha colpito in Inghilterra e che, in sedicesimi, si è riversata per le strade di Roma, ed un'organizzazione strutturata con un progetto politico rivoluzionario c'è una differenza imponderabile. Talmente grande che il solo riproporre questa equazione mi fa riflettere sulla stupidità dei nostri eroi che sfidano a pieno petto la terribile minaccia delle Br immaginarie. Poi però penso che vi è spesso un lato un poco più subdolo nella natura umana che spesso prende il sopravvento, Hobbes ha lasciato in me troppi segni, in un mondo anomico senza nemico quanto è bello avere lo spauracchio da agitare...e se lo si agita gli si da realtà e sostanza, talmente tanta sostanza che lo si potrebbe anche credere reale e cominciare ad...usarlo... Mi piace pensare che nessuno potrebbe mai essere tanto folle da pensare una cosa del genere o peggio ancora da attuarla...poi mi ricordo che tra poche settimane sarà di nuovo il 12 dicembre...
venerdì 30 settembre 2011
prospettive e ruoli
Ecco lo sapevo che sarebbe arrivato questo momento. Fino ad ora me l'ero cavata piuttosto bene. Ma ora la cosa si fa un poco più complessa. C'è un momento nella vita in cui cominci a sentire che la tua età, quella anagrafica ha un suo valore intrinseco...non fa niente cosa tu faccia per negarla. Lei è lì. Puoi cercare di dimenticarla ma prima o poi, prendendo strade diverse, ti raggiunge. A volte ti sbatte in faccia le tue debolezze così ferocemente che ti risvegli in un letto d'ospedale con un medico che ti guarda sconsolato e ti spiega che no in quel modo non puoi continuare...altre volte, invece, ti accarezza una ruga o ti fa scorgere un po' di bianco nella barba e te lo fa percepire non solo come vezzo che speri ti doni un poco di fascino, ma come inarrestabile avanzare del tempo. Altre volte ancora, come stasera, ti lascia a bocca aperta..così senza rimedio, in un attimo ti atterra dolcemente con la notizia che la tua migliore amica è incinta! Devo dire che fino ad oggi me l'ero cavata piuttosto bene...i miei amici che domine iddio me li preservi così come sono hanno attraversato quasi tutte le fasi immaginabili del marxismo e, quindi, sono sempre stati piuttosto aperti e libertari...ecco perché ero riuscito ad avvicinarmi ai 40 senza mai scontrarmi realmente con questo problema. O meglio mi ci sono scontrato anni fa...ma quella era una idea mia...quando ho scoperto che era solo mia ci ho messo una pietra sopra e via dritto...qui la situazione è differente.
Quando una tua idea si rivela una inimmaginabile idiozia da tutti i punti di vista ti guardi allo specchio ti dai dell'imbecille ed archivi la cosa...puoi raccontarti che magari un giorno ritirerai fuori dal cassetto il progetto...lo sai che non è così, come il romanzo di fantascienza che vorrei scrivere da circa dieci anni...ad un tratto però devi reagire. Sì perché di fronte alla felicità incontrollabile della mia amica mi sono prima lasciato trascinare un poco dall'emotività, poi mentre guidavo per tornare a casa, in una casa che è relativamente casa mia ma insomma vabbeh...riflettevo sulla mia reale voglia/capacità di fare il padre. Ok potrei dire che ci ho pensato a lungo prima di addivenire a decisione sofferta...no niente...brivido freddo lungo la schiena! Incapacità assoluta di prefigurare scenario dominato da pannolini, strepiti notturni, una casa stabile nella quale non si fuma perché al piccolo fa male...fanciulla che sclera con depressione pre-durante-post parto! Fuggirei senza lasciare tracce lo so! Mi sono disabituato ai rompimenti di palle...sono diventato intollerante a qualunque tipo di aggiustamento. Fossi dell'altro sesso mi si potrebbe tranquillamente definire una vecchia zitella! Speravo che il tempo ed un poco di cultura raffazzonata qua e la mi avrebbero ammorbidito. Macché sono sempre peggio. Sono belli i cuccioli dell'uomo. Inizialmente poi inevitabilmente divengono un massivo tonnellaggio a beneficio delle parti basse...piangono e non sai perché e speri che comincino a parlare presto. Poi cominciano a parlare e non la finiscono più...
Bisognerebbe inventare delle strutture specializzate dove mollarli quando non resisti più. Asili si chiamano ah sì..peccato che costino un sacco di soldi e quindi nelle migliore delle ipotesi si finisce a cercare aiuto dai nonni che, svuotati dalla responsabilità genitoriale, riversano sui nipoti le stesse stronzate che mandano la maggior parte di voi (io non ci credo) dallo psicanalista...al cubo!
Quindi in capo a pochi anni ti ritrovi di fronte ad uno scenario quanto mai bizzarro...hai un piccolo indemoniato che ti somiglia (se tutto è andato bene...), corre per casa tua distruggendo tutto quello che gli capita a tiro e che ha le stesse nevrosi di tua madre e di quella dell'altro partner! Però non riesco a non essere felice per la mia amica. Davvero lo sono. Scaccio un poco del realismo che mi porto sempre dietro e penso che, in fondo, questo bambino (lei è convinta che sarà un maschietto) la riempie di gioia ancora prima di esistere e, in quanto portatore di una tale gioia, non può essere che qualcosa di bello. Dunque appurato che debbo essere felice per questa meravigliosa piccola sciagura, mi interrogo sul mio ruolo. Fino ad ora, a causa di nomadismo incallito, non sono mai stato particolarmente vicino ai figli (ripeto per fortuna pochi) dei miei amici. Sono sempre stato svagato. Questa volta, invece, a causa di forze maggiori sono inchiodato a Milano per qualche mese (questa città comunque continua a non piacermi) quindi, mi dico, voglio giocare un ruolo più attivo. In fondo alcune cose le so fare. Racconto storie..oddio forse come fiaba della buona notte la descrizione dettagliata dell'assedio di Stalingrado non è gran ché ma in fondo fino a che non può lamentarsi...cos'altro so fare...cucino ecco quella è una cosa che mi riesce discretamente..uhmm il futuro padre è cuoco..no direi di no...vabbeh gli racconterò delle storie e gli regalerò qualche libro insomma potrei fare..lo zio!
Quando una tua idea si rivela una inimmaginabile idiozia da tutti i punti di vista ti guardi allo specchio ti dai dell'imbecille ed archivi la cosa...puoi raccontarti che magari un giorno ritirerai fuori dal cassetto il progetto...lo sai che non è così, come il romanzo di fantascienza che vorrei scrivere da circa dieci anni...ad un tratto però devi reagire. Sì perché di fronte alla felicità incontrollabile della mia amica mi sono prima lasciato trascinare un poco dall'emotività, poi mentre guidavo per tornare a casa, in una casa che è relativamente casa mia ma insomma vabbeh...riflettevo sulla mia reale voglia/capacità di fare il padre. Ok potrei dire che ci ho pensato a lungo prima di addivenire a decisione sofferta...no niente...brivido freddo lungo la schiena! Incapacità assoluta di prefigurare scenario dominato da pannolini, strepiti notturni, una casa stabile nella quale non si fuma perché al piccolo fa male...fanciulla che sclera con depressione pre-durante-post parto! Fuggirei senza lasciare tracce lo so! Mi sono disabituato ai rompimenti di palle...sono diventato intollerante a qualunque tipo di aggiustamento. Fossi dell'altro sesso mi si potrebbe tranquillamente definire una vecchia zitella! Speravo che il tempo ed un poco di cultura raffazzonata qua e la mi avrebbero ammorbidito. Macché sono sempre peggio. Sono belli i cuccioli dell'uomo. Inizialmente poi inevitabilmente divengono un massivo tonnellaggio a beneficio delle parti basse...piangono e non sai perché e speri che comincino a parlare presto. Poi cominciano a parlare e non la finiscono più...
Bisognerebbe inventare delle strutture specializzate dove mollarli quando non resisti più. Asili si chiamano ah sì..peccato che costino un sacco di soldi e quindi nelle migliore delle ipotesi si finisce a cercare aiuto dai nonni che, svuotati dalla responsabilità genitoriale, riversano sui nipoti le stesse stronzate che mandano la maggior parte di voi (io non ci credo) dallo psicanalista...al cubo!
Quindi in capo a pochi anni ti ritrovi di fronte ad uno scenario quanto mai bizzarro...hai un piccolo indemoniato che ti somiglia (se tutto è andato bene...), corre per casa tua distruggendo tutto quello che gli capita a tiro e che ha le stesse nevrosi di tua madre e di quella dell'altro partner! Però non riesco a non essere felice per la mia amica. Davvero lo sono. Scaccio un poco del realismo che mi porto sempre dietro e penso che, in fondo, questo bambino (lei è convinta che sarà un maschietto) la riempie di gioia ancora prima di esistere e, in quanto portatore di una tale gioia, non può essere che qualcosa di bello. Dunque appurato che debbo essere felice per questa meravigliosa piccola sciagura, mi interrogo sul mio ruolo. Fino ad ora, a causa di nomadismo incallito, non sono mai stato particolarmente vicino ai figli (ripeto per fortuna pochi) dei miei amici. Sono sempre stato svagato. Questa volta, invece, a causa di forze maggiori sono inchiodato a Milano per qualche mese (questa città comunque continua a non piacermi) quindi, mi dico, voglio giocare un ruolo più attivo. In fondo alcune cose le so fare. Racconto storie..oddio forse come fiaba della buona notte la descrizione dettagliata dell'assedio di Stalingrado non è gran ché ma in fondo fino a che non può lamentarsi...cos'altro so fare...cucino ecco quella è una cosa che mi riesce discretamente..uhmm il futuro padre è cuoco..no direi di no...vabbeh gli racconterò delle storie e gli regalerò qualche libro insomma potrei fare..lo zio!
lunedì 25 luglio 2011
Sofia. Splendide asfissie
Sofia è una bella città. Austera. Mi sarei aspettato una architettura un poco più orientaleggiante ma, a parte per le cupole delle chiese, non è rimasto molto. Il centro è un bel miscuglio di cupole, appunto, ma anche di razionalismo mittle europeo e di qualche, troppi, interventi sovietici. Più si va verso la periferia più i casermoni in stile socialismo reale hanno la meglio. Molto verde. Parchi giardini ovunque. Era anche meglio prima, poi, dopo la caduta del muro,la città è esplosa in termini numerici. Abbandonate le campagne la gente si è riversata nella capitale in cerca di un lavoro migliore che, molto spesso, non ha trovato. Nuovi abitanti nuove costruzioni. Senza un piano preciso a volte e, quindi, soprattutto nelle periferie i risultati sono piuttosto desolanti...soprattutto perché la mania di costruire case nuove non è andata di pari passo con la ristrutturazione delle vecchie che, di conseguenza, cadono a pezzi. Molte cose in Bulgaria cadono a pezzi. Letteralmente. Fascino decadente? No non hanno i soldi. Il bilancio bulgaro è in ordine, essendosi privatizzati anche l'anima non hanno spesa pubblica, quindi bilancio ok. L'Europa ringrazia. La stessa Europa che li ha guidati, sotto la supervisione di FMI e Banca Mondiale, verso il capitalismo. Bene. Il risultato è quello che alcuni qui chiamano il silenzioso sterminio del popolo bulgaro. La Bulgaria ha perso più di un milione di abitanti in 20 anni. Non fanno figli perché sono poveri ed i vecchi muoiono. A fronte dell'aumento di abitanti di Sofia ci sono decine di villaggi fantasma, e centinaia pronti a diventarlo nel giro di pochi anni. Ettari ed ettari di terra abbandonata. Fabbriche chiuse ad ogni angolo. Non sono state smantellate ma semplicemente abbandonate lì. In alcune ci sono ancora i macchinari arrugginiti. La gente neppure li ruba più. Un tempo la Bulgaria era un forte esportatore di prodotti agricoli. Ora li importa da paesi più ricchi. È il capitalismo, gli hanno detto. È una rapina, cominciano a pensare in molti. Dunque c'è stato già qualcuno che ha detto che le due cose sono molto simili...ma la storia è cinica. A volte si ripete ma mai con lo stesso copione. In compenso a Sofia troverete molti locali notturni di ogni genere ma soprattutto tantissimi Casinò. Non puoi girare un angolo che non trovi un bugigattolo che non sia stato trasformato in casinò. Sale da gioco di ogni tipo dove la gente va a tentare la fortuna. Del resto se altro non hai...del resto è legale. Qui, come in altri paesi dell'ex blocco socialista, quasi tutto è legale. Usciti da anni di follia hanno privatizzato e legalizzato quasi tutto, armi, prostituzione, gioco d'azzardo..ah le armi sì. Qui molti le portano. È normale. Durante la transizione, come in altri luoghi sapevano da dove volevano andarsene ma non dove sarebbero finiti, il tasso di criminalità è schizzato alle stelle ed allora la legge ti permette di comprare e portarti in giro quasi qualsiasi tipo di arma da fuoco. Ed a loro piace. Oddio non a tutti ma a molti. Ed allora non è inusuale che una riunione di lavoro finisca al poligono di tiro dove tra una bira ed una sigaretta, perché qui paese di grande cultura fumi dove ti pare, spari. Ed ovviamente mi ci hanno trascinato...per fortuna qualche piccolo ricordo su come si fa mi era rimasto. In alternativa ci sono i locali di lap dance anche quelli molto popolari che fino ad ora sono riuscito ad evitare...il mio machismo si esplica in forme differenti, la prostituzione quella davvero non la sopporto...ovviamente anche quella è legale. Così come è legale, oggi, arrivare fino al confine serbo. Un tempo non lo era. Per muoverti avevi bisogno di permessi speciali soprattutto per avvicinarti ai confini. Controlli, controlli ed ancora controlli. Oggi no oggi vai liberamente dove vuoi. Già peccato che non sia rimasto molto. Arriviamo quindi molto vicino al confine con la Serbia, altra area di grande fascino storico...difficile contare le battaglie combattute su queste montagne per il controllo di queste valli. Luoghi ricchissimi. Buona terra, tanta acqua. Un vero paradiso. Peccato che oggi non ci voglia stare più nessuno. La terra non vale nulla. Ci fermiamo a bere qualcosa in una specie di market-baretto nel villaggio natale del nonno di un amico. Subito si attacca a parlare con gli avventori. In realtà un avventore. Parla un poco di inglese. Gli dico che il paesino è molto bello anche se cadente e lui mi offre di comprare la casa di fianco alla sua: 2 case in realtà più qualche migliaio di metri di terra per 3500 euro! Sai qui non c'è nessuno io ho 42 anni e sono il più giovane degli 80 abitanti....un tempo prima della democrazia erano 800! Ma ora la gente si sposta verso la città..verso Sofia sperando in qualcosa di meglio. Oddio io mi guardo intorno ed ai miei occhi trovare qualcosa di meglio pare quasi impossibile. Ma la morte per asfissia europea dell'agricoltura bulgara ha avuto questo meraviglioso risultato. La fuga verso il nulla. Verso un nulla piuttosto disperato visto che le statistiche mettono la Bulgaria tra i primi tre posti in Europa per numero di suicidi! Alcune delle persone che ho incontrato qui, soprattutto quelli con un livello di educazione elevato, e qui come in tutti i paesi ex-comunisti sono molte, mi parlano di questa asfissia di questa sensazione di essere in trappola in una bolla statica. Sensazione parzialmente a me conosciuta, ma davvero la comparazione è improponibile. Non penso di essere nato e cresciuto in una società libera ed aperta. Anzi. L'idea del nemico ci fa accettare molte limitazioni alla nostra libertà teoricamente pensata ma poi, appunto, difficilmente agita. Ma qui è diverso. Qui si è passati dal controllo del socialismo reale che ingabbiava il corpo e che tentava le coscienze, alla gabbia della libertà fittizia che promette e non mantiene mai. Che ti fa sospirare, ad ogni passo un futuro differente, te lo fa anelare anche quando sai che non sarai mai in grado di raggiungerlo. Non posso giudicare cosa sia peggio. Io il socialismo reale non l'ho vissuto. Ma la rabbia dei miei nuovi amici bulgari mi fa pensare che questi due sistemi di dominio non siano, in fondo in fondo, poi così diversi...forse i due nemici si sono studiati per così tanto tempo che hanno finito per essere molto più simili di quanto non immaginassero.
lunedì 18 luglio 2011
L'insalata, grazie no!
No non è un post contro il vegetarianismo...sebbene ce ne sarebbe gran bisogno. Partiamo con alcune piccole coordinate...sono nel sud della Bulgaria, al confine con la Macedonia e la Grecia.
Sono a cena con amici del mio amico che mi ospita qui. Arriva l'insalata. Qui la usano sia all'inizio che alla fine del pasto un misto di pomodori, feta, cetrioli cipolle..buona. Uno di loro dice: no io l'insalata non la mangio, sai devo guidare...! A quel punto non capisco. Va bene, sono nel profondo dei Balcani e, quindi, cerco di non stupirmi di quelle piccole differenze che rendono il viaggiare così bello...ma questa proprio non la comprendo e dunque chiedo: la risposta è semplice loro l'insalata la usano per accompagnare la rakia (grappa fondamentalmente) ed allora il quadro si chiarisce...qui bevono come dei matti. In realtà non è solo il bere ma come dice il mio amico, sai noi qui siamo degli estremisti...in tutto! Mangiamo tanto per accompagnare il bere...il nostro ciclo digestivo è senza sosta. Ecco diciamo che si vede. Sono molte le persone che incontri per strada che hanno dei chiari problemi di”abbondanza”. La Bulgaria fa pochi figli e quei pochi li ammazza di cibo. Buono per carità ma non proprio leggerissimo...passiamo dalla zuppa di trippa di maiale ai coccoli con cioccolato! Il tutto sempre accompagnato da molto alcool....birra,che qui in onore alle radici turche si chiama bira e non pivo, al vino (ne hanno di molto buoni) alla famosa e famigerata rakia, passando per diverse tonalità di slivovitze e ouzo..insomma i Balcani al quadrato! Serbia, Grecia, Turchia...qui tutto si è incontrato almeno una volta..spesso si è scontrato...terra di guerre da sempre..contro tutti! A questo aggiungiamo la lingua...ok allora il cirillico lo hanno inventato loro, che dio li stramaledica,e qualunque altra cosa possano dirne russi e serbi è falsa. Il cirillico nasce qui...magari ci fosse pure morto! Non si capisce una mazza...io ho anche cercato di studiarlo un poco ma con risultati davvero imbarazzanti...parlicchio un poco di lingue slave e quindi credevo di potermela cavare ed invece no. Perché l'influenza dei turchi che qui ci sono stati per qualche secoluccio si fa sentire eccome. Per quasi ogni parola slava ne esiste un corrispondente turco...simile, nel significato, ma ovviamente non identico. Le traduzioni non possono essere mai accurate e le sfumature si sprecano. Loro ovviamente comprendono queste sfumature essendoci nati dentro..per noi è una tragedia. Al di la del fatto che io ancora sono fermo a capire i cartelli stradali quindi, almeno per ora, delle sfumature me ne fotto! Ed è pensando a questa contraddizione che rifletto mentre guido verso il confine con la Macedonia. No non ci volevo andare...ho letto male ed ho sconfinato...ma dicevo terra di grande bellezza e di grandi contraddizioni. Automobili nuove e carretti trainati da cavalli e asini in mezzo alla strada. Ah e non c'è modo di farli spostare. Sono trainati da muli mica per niente. Di solito sono guidati da vecchi o da ragazzi molto giovani, quasi tutti gitani che qui sono circa il 10% della popolazione. Vivono in aree specifiche delle città e dei villaggi, in pratica dei ghetti, quando non in mezzo al nulla che qui straborda...sì perché lasciata Sofia la Bulgaria è un susseguirsi di agglomerati minuscoli e di tante montagne..e campi dove oltre ai carretti incontri tranquillamente trattori sovietici e anziani con i falcetti. Una modernità antica, insomma, frutto di una transizione schizofrenica che ha svenduto il paese ai privati, spesso stranieri spesso affiliati alle diverse ramificazioni della mafia russa o balcanica, ed ha lasciato al potere molto del sottobosco che proveniva dalla dittatura sovietica. Ed allora le statue di Dimitrov sono state abbattute ma le élite del paese sono rimaste le stesse..si sono solo trasformate in falchi del capitalismo più sfrenato. Piccolo esempio...ci siamo spostati da Sofia verso il sud per incontrare alcuni vecchi amici del mio amico e per finire in una specie di festa zigana..una sagra di paese. Uno di questi amici è uno dei cuochi più famosi della Bulgaria viene qui a fare la stagione e guadagna ben...500 lev al mese! Ah ma lui è fortunato...fa un solo lavoro qui tutti...dzwa robota! 2 lavori se no non campi...sai con 300 lev al mese da due lavori quando l'affitto è di circa 120 lev...i conti sono facili. Senza contare che la transizione gli ha azzerato il sistema sanitario per cui le cure te le devi pagare! Un lev vale circa 50 centesimi per intenderci. Chiaramente non solo la sanità tutto è stato privatizzato, le fabbriche sono state chiuse, la Bulgaria è, di fatto, senza un'economia nazionale, non si produce più molto anzi quasi nulla. Uno dei business più floridi è comprare macchine usate dall'Italia aggiustarle e rivenderle in mezzo est Europa e medio oriente...ma i mercati più importanti erano Iraq e Afghanistan...non gli ha detto culo ecco!
Per inciso i nuovi mercati sono Siria e Iran, diciamo anche che un po' se la cercano...
Ma quindi come funziona il paese domando...vendono energia! Centrali nucleari al confine nord e tanta energia idroelettrica. Montagne, fiumi, energia! Di fiumi e di acqua qui ce n'è tanta..tante acque minerali, tante acque termali che quasi sono una disperazione...scavi nel cortile di casa e trovi acqua termale! Ogni paesino ha la sua fonte in ogni paesino vicino alla fonte c'è un monastero ogni acqua fa qualche caspita di miracolo. Saliamo a visitare il monastero più antico qui..ed uno dei più antichi del mondo...Rila. Sembra un forte poi mi rendo conto che è un forte. Qui arrivavano i turchi a ondate e, quindi, dovevi difenderti. A Rila è stata salvata la lingua, la cultura di metà dei Balcani mentre l'altra metà veniva annichilita dall'impero austriaco. Grande misticismo misto ad un poco di spirito d'impresa. I monaci vendono focaccine dolci, pane, acqua minerale dalla fonte un po' miracolosa ed acqua santa..insomma la Chiesa ortodossa non sta male...anzi. In compenso mi rendo conto di una cosa...in cima ai monti trovi i monasteri ortodossi ed a valle i minareti. Sì perchè i turchi ponevano l'assedio e nel frattempo, assediando assediando, a valle convertivano. Oddio un po' con la parola un bel po' con la spada, ma convertivano ed i musulmani in Bulgaria ci sono ancora. Mi prefiguro scenari bosniaci...no per ora no. Bevono. Sono musulmani atipici. Le donne lavorano e gli uomini di norma stanno al bar ad ubriacarsi. Io nel frattempo continuo questo piccolo viaggio bulgaro e torno a Sofia dove devo incontrare la commissione nazionale per la de-secretazione degli archivi della polizia dei tempi del regime comunista...guidiamo verso la città pian piano il paesaggio cambia...non moltissimo in realtà ma di questo ne parliamo alla prossima...stasera apro una bottiglia di Rakia....
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