sabato 23 ottobre 2010

Non voglio smettere di fumare



NO! Ho detto di no! Non voglio smettere di fumare. Perché dovrei?

Ho tanti difetti lo ammetto. Sono vanesio, iracondo, irrazionale e pigro..terribilmente pigro. Sono intimamente nomade. Ho provato ad avere una casa...è andata decisamente male...infatti da mesi vago di casa in casa di paese in paese...amici, colleghi, alberghi...qualche gentile fanciulla...ma fermo no...una sola cosa non abbandono mai..forse perché lei non abbandona me...la sigaretta!

Mi manca solo di smettere di fumare...amo le mie sigarette...e non sono morigerato...mai. Se compro 2 pacchetti ne fumo due...se ne compro 4 ne fumo quattro. In fondo non riesco proprio a vedermi senza. Scrivo. Mi pagano per farlo. E io, nella mia vanità amo la mia figura che si incastra tra la scrivania e la finestra alla luce del portatile e della brace della mia camel. Gialle sì gialle signorina non me le dia blu. No non fumo light. O fumi o non fumi. Pacchetto morbido per favore...

Sono decisamente schiavo della mia immagine decadente. Fumo tanto, bevo tanto. Sono scorretto in macchina. Detesto i vegetariani e le femministe post moderne mi fanno morire dal ridere. Per fortuna il mio razzismo mi tiene lontane queste maestrine frustrate vestite da freak degli anni '70!

Che come minimo mangiano macrobiotico e mi guardano male mentre addento la mia succulenta, maschilista, occidentalissima e scorretta carne! Non mi sopportano quando storco il naso di fronte al distillato di bambù e chiedo grappa di barolo...barricata per favore. E no il decaffeinato no. E nemmeno al ginseng. Nero, ristretto ed in vetro. Corretto sambuca senza zucchero.

E dopo...lei...la mia sigaretta! Ogni tanto, perché sono infedele di natura sia con le idee che con le donne, mi concedo un piccolo tradimento...Montecristo. Ma le sigarette a differenza delle persone non si lamentano. Sanno che tornerò da loro. Sanno che non posso guidare leggere e scrivere senza di loro. Magari anche le persone e le ideologie fossero laiche come le sigarette. Ma purtroppo siamo precipitati nel fondamentalismo ambientalista, salutista..politicamente corretto. Fumare fa male,bere ti ucciderà, l'inquinamento riscalda il pianeta...bah sono 4 anni che parlano del nino e io mi muoio di freddo. Odio il freddo. In inverno fumo di più. Mi scalda. Mi piace l'idea del fuoco. Non un fuoco distruttore ma alchemico. Un fuoco che cambia e trasforma. E quindi fumo..piccoli castelli di cenere così fragili da durare pochi istanti dalle forme così improbabili da aiutare la fantasia. E come tutti coloro che di fantasia ci vivono...detesto quando provano a fermarmi. Sono un uomo impulsivo e sfacciatamente intelligente. Odio le costrizioni. Non si fuma nei bar. Maledetti. Cerco solo bar e ristoranti dove posso fumare. Non si fuma sui treni. Figurati. E se mi viene un'idea interessante per un articolo mentre sono seduto a rompermi costretto a dividere il mio spazio con dei perfetti imbecilli che vorrei uccidere? Senza sigaretta l'idea non la fisso. E i miei istinti omicidi rischiano di andare fuori controllo. Vado al bagno mi chiudo dentro e fumo! Per ora non mi hanno mai beccato. L'aereo quello sì che è un problema. In quel caso mi drogo prima e ci bevo sopra...dormo. Ecco se dormo riesco a non fumare. Ma mi è capitato di svegliarmi nella notte perché avevo sognato un'intervista ed ho dovuto accendermi una sigaretta!

Sono tanti, troppi i momenti in cui chi ha fumato nella vita non può non sentirne la mancanza...non credete agli ex fumatori...invidiosi! Deboli. Pavidi schiavi dello scientismo. Lo scienziato che scoprì il legame tra fumo di sigaretta e cancro non aveva ovviamente mai fumato una sigaretta in vita sua...lo ha stroncato un tumore al polmone! Vi sono momenti che devono essere scanditi dal tempo della sigaretta. Come evitare di seguire il fumo che corre sul suo corpo nudo...dopo?

Una boccata e il fumo scorre dalle spalle fin sulla schiena..un'altra e le avvolge i fianchi...tutto questo a patto che sia fumatrice anche lei. Fumatori boicottate le non fumatrici e se proprio vi innamorate di una non fumatrice avete solo due scelte: guarite in fretta dal temporaneo stato d'infermità mentale che vi ha colpito e scaricatela, oppure iniziatela al fumo! Certo iniziarla al fumo sarebbe decisamente meglio ed anche più altruista nei confronti di noi altri fumatori. Iniziandola, infatti, il giorno in cui lei, inevitabilmente, vi tradirà o vi scaricherà, nel caso in cui qualcuno di noi dovesse incontrare la suddetta risulterebbe più sopportabile! Ma non cedete...non mollate...morirete comunque un giorno smettete di pensarvi immortali. Il fumo ci riavvicina alla nostra caducità alla nostra mortalità...al senso tragico ed intimo della storia. Ci ricorda la nostra umanità.

lunedì 20 settembre 2010

…incontrare Gramsci a Wieliczka....






...una miniera di sale...ad una ventina di km da Cracovia...una miniera antica...qui scavavano il sale già nel tredicesimo secolo...e dal sale la ricchezza della vicina città museo...Cracovia!

Bellissima...un po' troppo elegante nelle sue vie del centro nella sua cattedrale che affaccia sulla piazza del mercato...la più grande d'Europa...eh già ancora il mercato...non lontano dal ghetto ebraico...rimasto intatto ed estremamente vivo...cercate Ariel ampia locanda dove tutto è kocher... anche il vino! Provate Bertvhkovyna (o qualcosa del genere)...è una zuppa che assomiglia al gulash, ma secondo me più buono...chi lo sa forse i “gentili” che andavano a mangiare nel ghetto pagavano in sale...in fondo il loro salario da qualche parte dovevano pur spenderlo...e magari dopo aver lavorato nella miniera qualche volta si spingevano fin qui...sì perché gli scavatori di sale di Wieliczka non erano schiavi...ne sottopagati..anzi la guida mi dice che fin dal quindicesimo secolo erano tra i lavoratori meglio pagati di tutto il regno e che, chiaramente, andavano molto fieri sia del loro salario che della loro professionalità. Una professione dura...pericolosa...ma anche estremamente affascinante in questa sfida costante con la natura che scatena contro di te tutte le sue armi peggiori...il freddo, il buio...l'acqua che da un momento all'altro non solo poteva sommergerti...ma essendo il sale dannatamente solubile trovare l'acqua voleva dire quasi sicuramente restare schiacciati sotto un crollo...ed infine il più terribile dei nemici...il fuoco! Sì perché il sale è solubile quanto il metano è infiammabile...e qui di sacche gassose di metano ce n'erano tante! Ora se la torcia elettrica ha risolto questo problema, quella classica che illuminava con il fuoco qualche piccolo rischio lo presentava...nelle cronache del diciottesimo secolo troviamo un incendio che si è protratto per circa nove mesi...per spegnerlo i minatori hanno fatto crollare una parete di circa trenta metri per togliere ossigeno alle fiamme...

Forse è stata proprio questa sfida tanto terribile e colorata delle paure più ancestrali dell'uomo a far sì che i minatori di Wieliczka sviluppassero due degli aspetti che mi hanno quasi fatto intravedere la sagoma del mio sardo preferito...anche la Sardegna terra di miniera in fondo...tra i cunicoli di questo luogo assolutamente meraviglioso: la ricerca di dio e l'affermazione attraverso l'arte del amore dell'uomo per la propria capacità di dominare ciò che dio gli ha dato...Le pareti...le grotte dell'intera miniera sono ricoperte di sculture di sale...ce ne sono centinaia...nelle sale più grandi...alcune grandi quanto un campo di calcio per intenderci...hanno scavato nel sale una chiesa...con altare colonne...ed una riproduzione dell'ultima cena...70 cm di profondità ed una prospettiva fenomenale..

tutto scolpito dai minatori di Wieliczka! A riprova che in ogni uomo c'è un intellettuale...ed un grande artista...erano fieri del loro lavoro del loro saper fare della conoscenza che gli permetteva di sopravvivere in un ambiente così estremo. Ed allora quell'ambiente quelle sfida diviene il simbolo del tuo ingegno ed ogni colpo di scalpello dato fuori dall'orario di lavoro aggiungeva a quel lavoro il gusto della conquista, dell'addomesticamento di una belva feroce...aggiungeva alla dignità...la bellezza! Quella testimonianza del tuo passaggio che non solo colpisce ma che affascina...ed in questo caso strabilia...che ti fa capire che a tutte le latitudini gli uomini sentono le stesse necessità..spesso coltivano gli stessi sogni...e di quanto questo sia vero non solo a prescindere dalle distanze fisiche ma a volte anche di quelle temporali....la miniera è rimasta aperta fino al 1964...l'ultima scultura all'interno della cattedrale è del 1963! Fino all'ultimo i minatori hanno sentito l'esigenza..la necessità di continuare il loro lento e parallelo lavoro in onore della bellezza...

Una bellezza che ha assunto tante volte le forme di un Cristo morente...di una Maria in lacrime...figure a sfondo religioso che ci parlano di una cultura....ok...lo sappiamo tutti i polacchi sono testardamente cattolici..il comunismo..il regime...il papa polacco che tuonava contro la dittatura nel suo paese ed avallava senza problemi quelle di metà del resto del mondo (eh Mons. Pio Laghi....che gioca a tennis con Videla non si dimentica così come la repressione della teologia della liberazione...). Ma non è solo quello....anche, sicuramente. Ma non solo. Ancora la guida, non sollecitata, ci dice...sì i polacchi sono cattolici e quando fai un lavoro così pericoloso in dio ci credi un po' di più....ed allora la cultura popolare ed il ruolo degli intellettuali...e dove caspita erano gli intellettuali polacchi di sinistra ? Ah già...deportati...e spesso mandati a morire nella patria del socialismo ecco ma il regime non costruiva cultura? No..cioè sì...c'era l'educazione gratuita per tutti...le scuole...ma non c'era la cultura...c'era la propaganda! Attenzione non che qui difetti la cultura...i teatri e la musica di ogni genere...dal classicissimo (e un po' palloso) Chopin... fino alle avanguardie, dalle università alle scuole di alta specializzazione come il Collegio d'Europa che ha una delle sue due sedi in Polonia...no quello che è mancato è stata la critica...la possibilità/capacità di mettere in discussione in modo libero...quindi senza critica poca cultura...

Eh già la cultura nel frattempo, quella critica, la faceva la chiesa...e forse i nostri minatori chela loro cultura non solo la coltivavano ma la esprimevano al loro meglio...attraverso la loro creatività la loro arte...ed il loro lavoro...ed allora esco dalla miniera...risalgo in macchina...guido nella campagna polacca verso Auschwitz-Birkenau... stacco con un morso un pezzo di pretzel (una specie di pane con il sesamo e non ho capito cos'altro a forma di ciambella...)vado a visitare i campi di concentramento al confine con la Repubblica Ceca che non è distante da qui...intanto penso...alla fatica ed al piacere...alla storia contraddittoria di questi posti... alle case matte ed al ruolo degli intellettuali organici...alle sculture...alle culture...

martedì 14 settembre 2010

Varsavia...Pirolli...





in realtà si chiamano pierogi...sono una specialità culinaria polacca...somigliano un po' ai ravioli...insomma una pasta...più o meno...non è definibile in modo preciso...intanto perché ce ne sono molti tipi differenti...cucinati alla russa...con le verdure o con la carne...di fatto un incontro tra sapori e tradizioni differenti...ogni pirollo una sua storia...ogni ripieno una scoperta che va accompagnata dalla consapevolezza che siamo a Varsavia che rappresenta in sé l'incontro tra culture differenti...purtroppo qui spesso l'incontro si è fatto scontro...anche feroce...

Storia ricca e tragica quella di questa città...dove ad uno dei più grandi ghetti ebraici del mondo fino allo scatenarsi della barbarie nazista si accompagnano le periferie fatte di casermoni sovietici....dove alla cultura ebraica che tanto ha influenzato l'umorismo un po' nero dei polacchi, si mischia l'amore per i caffè in stile propriamente mittle europeo ed il legame con Parigi dove tanti intellettuali polacchi hanno trovato rifugio....

Lo spirito intimo di questa gente, in questa lunga e forse interminabile transizione verso non si sa cosa, sta tutta nella capacità di teatralizzazione degli eventi....e così un incidente aereo che ha stroncato una parte importante dei gruppi dirigenti del paese diviene uno scontro mortale tra ultra cattolici anti-russi, complottisti che ergono croci e le difendono a colpi di maratone di rosario...ed un ragazzo che nel corso di una manifestazione imbastisce un funereo doppio senso tra il nome del defunto presidente ed una marca di birra...chiedendo a gran voce che gli venga servita una Lech (nome di battesimo del suddetto e famosa marca di birra) ben fredda...! Ancora oggi a sei mesi da quell'incidente gli ultra ortodossi si ritrovano dinnanzi al palazzo presidenziale per pregare e lanciare slogan contro il presidente neoliberista, ultraeuropeista e soprattutto schiavo di Mosca! Sì perché non vi è nulla da fare...qui l'antagonista principe rimane la Russia...così vicina in termini sia geografici che culturali eppure percepita come un pericolo costante...come un vicino di casa troppo potente e con rinnovate mire espansionistiche...i treni della sola linea metropolitana di Varsavia che corre lungo la riva sinistra della Vistola sono quelli di San Pietroburgo ancora con i colori della bandiera russa post 1991...

In Polonia non diciamo mai che va tutto bene...al massimo diciamo che non va troppo male...sai dire che tutto andava bene era sospetto ai tempi del regime sovietico...allora meglio tenere un profilo basso...magari il padre della compagna di classe di tua figlia potrebbe denunciarti alla polizia politica...così mi raccontano il periodo del socialismo reale...consci di essere stati dominati da un potere straniero che nei racconti delle persone che lo hanno vissuto mi fa pensare sempre di più al più classico dei colonialismi di cui noi occidentali siamo stati maestri per qualche secolo.

Forse proprio i cinquanta anni di chiusura politica ed economica del mondo socialista hanno permesso alla Russia di passare così rapidamente da un enorme paese di contadini analfabeti alla seconda potenza militare del mondo...chissà...ma non è questa la sede per riflessioni storiografiche troppo profonde...stavamo parlano di pirolli...e di come qui si viva questa strana atmosfera un po' decadente di un paese sempre diviso tra nostalgia ed innovazione...di come l'idraulico polacco che attraversava la frontiera nella seconda metà degli anni '90 sia diventato il simbolo di quel processo d'integrazione in un'Europa di cui i polacchi si sentono parte da sempre...ma allo stesso tempo non si sentono legittimati a sedere allo stesso tavolo dei potenti tedeschi che insieme alla Russia rappresentano l'altro polo...l'altra grande nazione che per secoli ha minacciato il paese di estinzione...forse per questo in pochi sanno che l'idraulico polacco aveva un dottorato in linguistica comparata...e anche quelli che lo sanno non vi attribuiscono grande importanza...questa è la nuova Varsavia...questa è la città che voleva superare il grigiore del socialismo reale di slancio...tuffandosi nel capitalismo più sfrenato...qui il mito della città che non dorme mai è ancora reale...qui la gente lavora di domenica...di sera...di notte...qui i salari sono bassi...e la gente ha un tasso di scolarizzazione alto...ed ecco arrivare le multinazionali, le banche, le grosse catene occidentali che pian piano non solo si insediano...ma comprano...e comprando cambiano...qui lo stipendio medio si aggira intorno ai 900 euro ma le case costano circa 3000 euro al mq! Ed allora eccolo riaffiorare lo spirito polacco di melanconica nostalgia..ed alcuni cominciano a dire che tutto questo mercato in fondo non è così bello come gli era stato detto...che entrare nell'euro adesso sarebbe una sciagura per l'economia nazionale che certo tira a livelli di tigre asiatica ma che ha costi umani enormi...e soprattutto sta facendo perdere molto di quel senso di appartenenza che si era sviluppato durante la lotta contro il regime...insomma nessuno gli aveva detto che capitalismo vuol dire individualismo e che gli aspetti comunitari della loro cultura, tanto importanti per un popolo che ha sofferto svariate invasioni negli ultimi 100 anni, mal si conciliano con lo spirito d'impresa...

Nel frattempo la domenica pomeriggio gli intellettuali di Varsavia si ritrovano nei caffè della città vecchia, interamente ricostruita dopo la guerra, mentre i giovani girellano per Praga, quartiere sul lato destro della Vistola, dove ancora sono visibili i buchi dei proiettili tedeschi della rivolta del '44, scendendo dal castello e tenendo il Palazzo della Scienza, immenso regalo di Stalin alla città, come riferimento ci si imbatte in un piccolo cimitero dove trovano posto, insieme, i resti degli antifascisti uccisi durante e dopo la rivolta stessa, e quelli, tra gli altri, di una giovane donna uccisa dalla NKVD nel 1968...ecco quest'immagine dice molto...non spiega...ma ci racconta di un popolo schiacciato tra due mondi...di un esperimento...di un ponte...tra fascinazioni cultura europee e russe...nel frattempo cammino lungo la Vistola...mi infilo in una taverna...tira vento fa freddo...una tazza di Jurek...zuppa di lievito con salsiccetta...uovo...patate...e sa dio cos'altro...buonissima...

Prendo un taxi...qui le arterie principali sono enormi...ma anche molto congestionate...pare che il traffico sia diventato un vero e proprio incubo per i cittadini di Varsavia...ah tra l'altro nessuno sa quanti caspita sono i residenti perché nell'ansia di liberarsi dalle ferree regole che vigevano durante il socialismo reale...qui non è necessario registrarsi...compri una scheda telefonica nei chioschi e nessuno ti chiede un documento... 3 milioni...5 milioni chiedo...quanti siete? Nessuno mi sa rispondere con precisione...nel frattempo il taxi corre veloce lungo quelle che a me sembrano autostrade e mi sfrecciano di fianco enormi...lunghi agglomerati di case squadrate...arrivo nella residenziale periferia di Varsavia...un enorme grattacielo de Le Generali mi stranisce..poi vedo un negozio che vende Kabanosi (splendide salsicette affumicate veramente imperdibili...) e sono di nuovo a Varsavia...una città che forse non sa ancora dov'è...

mercoledì 25 agosto 2010

...mutande

Il mio amico vende mutande: non solo ovviamente ma principalmente mutande,intimo uomo donna, costumi, qualche vestito. È l'attività di famiglia la zia ha una merceria, bellissima,molto vicino alla vecchia piazza del paese dove i miei nonni hanno venduto vino e braciole di cavallo per una vita; lei, la zia del mio amico, è una donna minuta, dolce e piena di paure accoglie sempre tutti con un sorriso e spesso si vergogna a farsi pagare...non è mai diventata ricca ma tutti qui la amano. Intanto il mio amico s'ingegna, si scervella, si sforza di portare avanti al meglio quello che ha:informatizza il piccolo magazzino delle merci e tutte le estati da qualche anno a questa parte affitta un secondo negozio in una località di mare, sì perchè da circa dieci anni a questa parte il mondo si è accorto che il nostro piccolo paese è stato dotato di uno dei più bei litorali del pianeta; io spero se lo dimentichino in fretta ma il mio amico è contento, vende i costumi che non sono poi molto diversi dalle mutande solo un po' più appariscenti per nascondere un intimo pudore...pantaloncino a colori sgargianti per dimenticare di essere in mutande di fronte a centinaia di sconosciuti...certo a quel punto le vacanze, il refrigerio di un bagno al mare quando fuori ci sono 40 gradi all'ombra, stendersi a rilassarsi al sole tutto è divenuto un ricordo ma gli affari vanno meglio..perchè sono arrivati i turisti....quelli veri! Non noi emigranti di ritorno dalle grandi città del nord dove i nostri padri andarono a cercare fortuna..e dove spesso trovarono solo sfruttamento ed insulti...no noi non siamo mai stati considerati dei veri turisti...ed a ragione. Si tornava e si torna a trovare i parenti e gli amici d'infanzia...si passavano estati stipati in venti dentro case di campagna adatte al massimo ad accogliere 6 0 7 persone...noi non spendevamo...noi le mutande ce le portavamo da casa...adesso invece sono arrivati gli stranieri...non i semplici forestieri...non il figlio dell'emigrato in svizzera che torna con automobili improbabili...no sono arrivati i turisti veri! E loro sì che comprano....di tutto...anche le mutande come se nei loro paesi non ce ne fossero più...la colite da divorzio del mio amico...migliora...ed anche quella voglia che ogni tanto ti prende a queste latitudini di mollare tutto ed andare via...di dimenticare i piccoli contrattempi quotidiani che ti impediscono di progettare una vita normale. Certo ti toccca elargire un poco del tuo denaro a imprenditori del settore assicurativo locale ma in fondo lo fanno tutti! Non chiamatelo pizzo per carità...trattasi dell'equivalente meridionale dell'elemosina islamica, si aiuta la comunità: lo Stato in fondo noi non ce lo abbiamo avuto mai...c'è stata sempre la comunità, lo Stato in fondo non c'è neppure adesso..quindi,non chiamatela mafia. A parte che quella è solo siciliana e qui non siamo in Sicilia, e poi stiamo parlando di mutande ed anche i mafiosi, i camorristi e quant'altro...le mutande le portano...non cominciamo a mitizzare attributi virili incontenibili..ve lo giuro portano le mutande...taglia extra small.
E nel frattempo il mio amico continua la sua vita..tranquilla...con piccoli drammi quatidiani che a tutti capitano come quello di avere una mamma che, lavora con te e questo è forse un primo piccolo dramma...ma è pure un po' distratta...cade da una scala e si rompe un polso....nessuno si azzardi a dirle che forse aver tentato di scendere dalla scala dalla parte senza i gradini è sintomo di stanchezza...prima di tutto la suddetta mamma del Sud ti ucciderebbe..lei non è stanca mai! Poi se ammettesse di essere un po' provata si aprirebbero disquisizioni infinite sulla mole di lavoro, lo sfruttamento, l'autosfruttamento...l'assicurazione da pagare ogni mese a lor signori....che quado ci hai provato a non pagarla...ti è sparita la macchina nuova...e ti ha preso fuoco la cucina di casa...autocombustione...e la macchina se n'è nadata da sola perchè era depressa...quindi silenzio non si parla di stanchezza la stanchezza al sud non te la puoi permettere...altro che Laga Nord e fannulloni...qui nessuno ha bassa produttività...qui nessuno evade le tasse..le pagano solo ad un'altra agenzia...qui per riposarsi un po' ci si fa assumere in fabbrica...
Nel frattempo la mamma è in ospedale..e subito si prospettano due problemi: i doppi turni al negozio..e l'operazione della malcapitata...eh sì perché la frattura è scomposta ha detto il dottore...bisogna operarla...ora se il primo problema è risolvibile evitando di dormire per una quindicina di giorni..il secondo presenta come sempre aspetti più complessi legati al sistema di rappresentanza dei sistemi democrartici che democratici non sono...legati alla creazione di agenti sul territorio che intercettano la policy...che reinterpretano le direttive nazionali che calano nelle realtà locali le problematiche del federalismo fiscale e sanitario...insomma c'è da chiedere in ginocchio al senatore del colleggio che interceda presso il primario dell'ospedale affinchè, pagnado una lauta mancia, il chirurgo di turno, l'anestesista, la caposala, l'infermiera professionale ed il portantino, operino la malcapitata il prima possibile e nel frattempo si ricordino di darle un antidolorifico...
A questo punto però sorgono altri due problemi...se il senatore onorevole si accontenterà del voto dell'intera famiglia per le prossime 5 generazioni in cambio di una sua telefonata al primario, che per inciso è suo cugino, la lauta mancia di cui sopra va passata all'intera catena di comando che deve svolgere la delicatissima opera...cioè dal chirurgo che speriamo le operi il polso giusto fino al portantino che altimenti potrebbe portarla chissà dove....il mio amico mi guarda un po' stanco...deve vendere ancora tante mutande...

martedì 6 luglio 2010

...Nanterre...


Nanterre...per alcuni di voi, forse, questo nome ha ancora un suo potere evocativo...forse....o forse lo ha perso...il maggio francese in fondo è così lontano...
Mi è capitato di venire spesso a Nanterre in questi ultimi anni...BDIC! Fondamentalmente un archivio del '900 molte cose sui gruppi che hanno dato vita a quella nouvelle vague della sinistra francese degli anni '70....una nouvelle vague che più la studio meno mi sembra nouvelle..nemmeno per quegli anni...ma soprattutto mi appare sempre meno di sinistra...bah la definizione di sinsitra è sempre stata molto complicata anche quando esisteva nelle dinamiche reali...figuriamoci oggi...in compenso Nanterre è sempre qui...e fa schifo. No davvero io provo, camminando per i vialetti della facoltà dove hanno sapientemente incastonato quattro alberelli tristi tra colate di asfalto, ad immaginarmi il movimento del maggio...e tutto quello che rieco a percepire è una rabbia profonda verso quello che mi circonda. La avvertivano anche allora...anzi allora di più...oggi almeno le baraccopoli non ci sono quasi più....nascoste dietro il piano di urbanizzazione sovietica che ha investito Parigi ed i suoi sobborghi più poveri negli anni '60 e '70...la baraccopoli non si vede....ma il confine si vede...e chiaramente...si avverte quando lungo la RER linea A si oltrepassa la fermata Charles de Gaulle...è allora che succede. Attenzione non succede solo in questa particolare tratta succede in tutta la città..ad un certo punto si abbandona la Ville lumiere, che dio gliele fulmini quelle cazzo di lucine, e si entra nella metropoli...multietnica...mah veramente mica tanto multi...è multi fino a Charles de Gaulle...poi l'unico pallido sono io...Ed è allora che cominci a comprendere il confine...un confine che non è solo fatto di colori differenti ma di idioma che si trasforma...come se si entrasse in una realtà separata...un ghetto che come tutti i ghetti ha le sue regole ed i suoi linguaggi...ed allora anche la lingua cambia ed il francese dall'insopportabile accento parigino muta in un argò incomprensibile a chi non è cresciuto qui...ma non qui a Parigi...qui! Dopo giorni..settimane passate a prendere lo stesso treno...8e57 del mattino dalla Gare de Lyon e 6e04 del pomeriggio per tornare indietro..cominci a riconoscere le facce...e loro riconoscono te...e lo avverti e lo avverti esattamente quando oltrepassi il confine. Ed allora in qualche modo, forse per la mia storia personale...forse per un imponderabile razzismo che ci è stato inoculato fin dall'infanzia dalle nostre spocchiose ed euro-centriche culture...qualcosa cambia...anche in me. L'ambiente circostante ci condiziona...in un posto orrendo alcune paure ancestrali riemergono...salta il patto sociale lo stramaledetto compromesso hobbesiano, in cui non ho mai creduto granché, svanisce sotto un'impercettibile pressione ambientale. Cambiano i colori...la lingua...i suoni e gli odori...sei fisicamente catapultato nel ghetto...poi il treno riemerge dal lungo budello nel quale ha corso...e ci sei dentro...tutto intorno a te parla di confine...di margine...di possibilità di esclusione. L'inclusione in realtà mi ha sempre destato un certo disgusto...ma mi rendo conto ogni volta che mi trovo nelle periferie delle città che posso provarlo quel disgusto solo e soltanto perché in qualche modo io da quell'esclusione sono riuscito, forse solo per un po' di tempo, a fuggire. Quando ci torno mi rendo conto che quell'esclusione quel ghetto mi fa semplicemente schifo...esteticamente ed intimamente...rappresenta il passato che mi sono lasciato alle spalle ed allo stesso tempo una condizione di appartenenza che non mi abbandonerà mai...ed allora a questo stimolo rispondo nel solo modo che conosco...la postura del corpo cambia...i muscoli si tendono a mostrare un poco di più i tanti anni di battaglie...la borsa che solitamente porto a tracolla per comodità la lascio scivolare su di una sola spalla...gesto intimo di sfida...la camminata cambia e si fa più tracotante...vesto la faccia cattiva...non me ne rendo conto subito...rimango in quello stato per ore...sono di nuovo vicino alla mia, provvisoria, casa di Bastille quando mi vedo riflesso in una vetrina....tronfio e un po' ridicolo...rido...ok riesco a ridere di me stesso...riesco ancora a sentirmi ridicolo. Domani 8e57....poi attraverserò i vialetti tristi andata...poi di nuovo slalom tra alberelli un po' rinsecchiti che cercano di farsi spazio tra il cemento...6e04...forse vestirò ancora la faccia cattiva...io solo per altre due settimane...molti altri ce li hanno condannati a vita e chissà forse non riescono più a sentirsi ridicoli...come me

sabato 26 giugno 2010

cioccolato rivoluzionario


...e venne il turno del "re guerriero"...il Ghana! Ragazzi il Ghana che batte gli Stati Uniti è più di una partita di calcio...chi nel calcio ha sempre e solo visto il calcio io non l'ho mai capito! Come quando Maradona segnò di mano agli inglesi pochi anni dopo la vicenda delle Malvinas...godimento post-coloniale allo stato puro! Ah tra l'altro di fronte alle coste delle Malvinas pare abbiano scoperto giacimenti sottomarini di petrolio...il golfo del Messico non insegna....mah...meglio parlare di calcio! Il Ghana batte gli USA! Nessuna analisi sociologica a partire dai cognomi dei giocatori a stelle e strisce...anche se fossero tutti figli di immigrati poveri non me ne frega un cazzo...erano lì a rappresentare gli Stati Uniti con tanto di ex presidente maniaco a bordo campo...e hanno perso! E hanno perso contro un paese africano! Ok il reddito pro-capite del Ghana è buono se confrontato a quello di altre realtà del continente ma rimane, ovviamente, un paese povero. Ovviamente? E perchè ovviamente? Ok io del Ghana, mi scuseranno gli amici ghanesi o amanti del luogo non ne so davvero nulla...ma basta una velocissima ricerca e si scopre che è il secondo produttore di cacao del mondo ha enormi miniere d'oro e giacimenti di bauxite...non ho mai capito cosa sia ed a cosa serva esattamente la bauxite ma deve essere qualcosa di un qualche valore..impact factor...la citano tutti a qualche cosa dovrà pure servire...A me non sembra un paese povero...allora continuo a cercare piccole notizie di un luogo di cui davvero non so nulla...mi dico dopo l'indipendenza ci sarà stato un qualche dittatore sanguinario...no nessun dittatore sanguinario....bah un conflitto etnico dilaniante...cerco ancora e credo di esserci andato vicino quando scopro che in Ghana sono presenti circa 100 popoli differenti ( a me la parola etnia mi da il voltastomaco...) con 47 lingua a parte l'inglese che è lingua ufficiale, che le regioni del Nord del paese sono molto più povere di quelle del Sud (per un terrone come me quasi una rivicinta...) che il cattolicesimo si è mischiato, come in molte altre aree del mondo con credenze pre-esisteenti, ed ai miei occhi altrettanto bizzarre, dando vita a molti culti sincretici differenti....eccoli gli ingredienti ci sono tutti....il Ghana sarebbe un paese potenzialmente ricco ma è stato devastato e quindi impoverito da una terribile guerra civile a sfondo etnico religioso....ed invece nulla! Nemmeno una guerra civile...pur nella diversità si integrano...si rispettano pur tra mille difficoltà ed il paese non ha mai vissuto scenari tragici come spesso è accaduto ed accade in altri luoghi dell'Africa e non solo. Ecco che in questo momento quell'ovviamente sfuma...diviene sempre meno ovvio...perchè il Ghana è un paese povero? Non lo so. Lo immagino. Non voglio aggrapparmi a categorie che forse risulterebbero troppo superficiali come l'imperialismo od il neocolonialismo...poi però mi soffermo su alcuni dati. Che belli i numeri..a volte sono tremendamente rassicuranti..non spiegano tutto soprattutto non sostituiscono lo sforzo del ragionamento ed anzi a volte lo confondono e ti possono portare su di una cattiva strada...però continuo a trovarli un ottimo punto di partenza soprattutto quando non ne ho altri...ed allora scopriamo che il Ghana importa soprattutto derrate alimentari....cibo! Ma come non è il secondo produttore di cacao del mondo? Insomma qualcosa ci cresce e deve crescere anche rigogliosamente...ma allora perchè non spiantano un poco di cacao e non piantano grano...o patate...o qualunque altra cosa li sfami? Ok noi vedremmo salire il prezzo della Nutella di qualche centesimo (a me nemmeno piace...ma su questo prima o poi farò una riflessione a parte..) e forse qualcuno si salverà dall'obesità....ah tra l'altro il popolo più obeso del mondo sono gli statunitensi....ed allora mi sorge un dubbio... un dubbio atroce...li hanno gabbati...ritorno alla partita e penso ai ragazzi ghanesi che dopo 118 minuti riuscivano ancora a correre mentre gli statunitensi non erano in grado di farlo nemmeno nel primo tempo! Avevano un piano! Aha! Maledetti hanno piantato tutto quel cacao e lo hanno epsortato in qunatità industriali ad un prezzo stracciato autocondannandosi a rimanere poveri per fiaccare il demonio capitalistico dall'interno...dal profondo...dalla sua pancia! Sono quasi convinto che sia così...cerco ancora e scopro che il primo presidente del Ghana (nome impronunciabile...) schiera negli anni '60 il paese con i non-allineati di Nasser e di Tito! un comunista ...ecco tutto si spiega...anni di complotto altro che paese povero...non fatevi ingannare dall'aspettativa di vita che è intorno ai 59 anni...non sono poveri..sono dei suicide bomber armati di colesterolo e di diabete...un cioccolatino dopo l'altro uno snack iper calorico alla volta stanno fiaccando il nemico e pur di farlo sono disposti a morire! Degli eroi! O dei terroristi..direi visto le armi usate, un terrorismo biologico...il peggiore...! Ed esattamente come nell'altra guerra contro il terrorismo anche questa i ragazzoni nord americani l'hanno perduta...intanto torneranno a casa ad abboffarsi di cioccolato ghaniano..senza saperlo...e noi continueremo a tifare Ghana sapendo che dietro i guerrieri d'Africa c'è molto di più..forse non c'è nessun piano...sicuramente c'è una guerra per questo c'è bisogno di un "re guerriero"....

mercoledì 16 giugno 2010

...stanze del tempo...

...sì ogni tanto le cose m'inseguono...anche mentre tenti di dimenticarle...mesi spesi a rincorrere una fissazione...così solo per il gusto di abbandonarla...solo per poterti dire...non ne ho bisogno...sono un po' più libero...ma non funziona così...la vita e soprattutto le storie ti rincorrono...anzi meglio si acquattano in agguato negli angoli più assurdi...dove non te lo aspetti...quando ti senti sicuro e sereno ti colpiscono e ti lasciamo tramortito...si beano a quel punto del tuo stordimento...
Avevo tempo da perdere questa sera...dopo tanto...bello avere del tempo da perdere mi fa apprezzare un po' di più quello che spendo facendo cose...fino a quando riesco ad annoiarmi riesco a sentire la voglia di fare qualcosa di nuovo...per fortuna mi annoio molto in fretta...così stasera dopo un ora di assoluto nulla...mi aggiravo per la casa dove da anni ho una stanza in affitto...a volte...mai la stessa stanza...ma sempre la stessa casa in una strada secondaria di un posto che non esiste...il luogo è veramente assurdo...i personaggi che nel tempo si sono susseguiti hanno sempre lasciato indietro qualcosa....nessuno è mai riuscito davvero a traslocare completamente da questa vacchia casa con i mobili anni '50...un po' come se alla fine ognuno di noi con le sue storie diverse avesse voluto lasciare dietro di sè un segno...chi ha dimenticato un vecchio pc...una coperta...di tutto...e tutto è finito ammonticchiato nello stanzino...che meraviglia lo stanzino! La porta non si apre quasi più da quanta roba ci è stata infilata dentro....ho sempre pensato che il tutto fosse stato semplicemente buttato lì a caso...ma non è così...nel mio ciondolare annoiato in mutande non ho resistito ed ho aperto..a fatica..lo stanzino e mi sono ritrovato in una dimensione archeologica...in quello che sembrava il caos più assoluto c'era un ordine...una specie di archeologia dello stanzino....una camera dei ricordi di tutte le vite che sono passate di qui...c'è una coperta di cotone rosso che ho comprato io all'Ikea due anni fa e che credevo di avere perso...era sotto una maglietta degli Iron Maiden dell' ex fidanzato serbo della coinquilina belga...sotto la coperta..di fianco ad una valigia chiusa con un codice che nessuno sa...c'è un vecchio case...un computer..con una tastiera in cirillico...mi sforzo..ripenso...Anja! Viveva qui...russa...lavora a Bruxelles alla Commissione...ha sposato un tipo che adesso lavora in Korea...ma lui è balcanico...ma nato in Canada...ma insieme a lei c'era un'amica italiana...fa l'archeologa medievale...in Giordania...rido...chissà cosa penserebbe lei..archeologa vera di questo mio perdermi negli strati geologici dello stanzino...scavo ancora..ma con meticolosità e pazienza...due doti di cui ho sempre difettato...ma provo una sorta di rispetto per le cose..per le vite..per i ricordi...c'è un dizionario...italiano-francese sembra vecchiotto, lo apro...1989! Wow chissà chi viveva qui in quell'anno...un francese mi dico...ma poi mi perdo a pensare che potrebbe essere stato un francofono qualsiasi...o una francofona...un italiano che stava studiando il francese? Sì..anche...in effetti...e poi in un angolo...del pavimento, quindi secondo la mia datazione approssimativa del reperto fine anni' 70 inizi anni '80...lei! Ho un tremore...la guardo ma non oso toccarla. Esco dallo stanzino un attimo...vado a bere...acqua...devo rimanere lucido...solo acqua! Torno indietro e prima di rientrare vengo assalito da una sensazione strana...come se al mio ritorno lei dovesse essere scomparsa e mi sento allo stesso tempo, sollevato e impaurito... io penso anche che a volte le cose abbiano un loro destino e si nascondano e poi si riaffaccino alla luce per motivi affatto chiari...intanto lei è smepre lì. So che è lei ...come un amante che non vedi da anni..poi la scorgi una sera tra la nebbia seduta alla stazione...che fai la vai salutare? Alla fine entro. Lei è ancora lì. Non avrebbe potuto essere diversamente penso...ma prima di prenderla in mano per accertarmene definitivamente la mia mente vaga per una ventina di secondi almeno....venti secondi di fronte ad un oggetto inanimato non sono pochi...mi convinco che non è proprio lei...poi spero...e se fosse? Non è possibile ma se almeno fosse lo stesso modello? Come interpretare? Alla fine ce la faccio..la prendo...sta in una mano...la ruoto lentamente i suoi rilievi mi carezzano le dita...senza sporcarle...non più...solo un po' di polvere...la tocco quasi mi ricordasse un seno...un seno cibernetico...come quando slacci per la prima volta il reggiseno della tua compagna di classe...e cerchi di farle capire che lo hai già fatto...che non sei del tutto imbranato e che nooo mica è la prima volta che slacci un reggiseno...see sei un uomo navigato...solitamente loro, le donne, che di reggiseni ne slacceranno sempre più di noi uomini, ci sostengono...fanno di tutto per venire incontro alla fragilità della nostra mascolinità..e anche se siamo degli incapaci totali..fingono...a volte noi capiamo che fingono...ma siamo talmente frastornati dalla loro irreale bellezza che ci va bene così...intanto io sono sempre nello stanzino con il mio piccolo seno cibernetico tra le mani..una seconda direi...oramai la rotazione è completa...lo guardo in tutta la sua perfezione ed il rilievo della scritta che lo identifica mi abbaglia...I.B.M. Una testina rotante I.B.M.!!! La rimiro... la sento tra le dita...per me è smepre così...ho bisogno di andare nei posti di cui leggo e di cui scrivo...cammino..tocco. Soprattutto tocco. Anche adesso tocco...e toccando immagino e penso...e stanotte penso che anche quando vuoi sfuggire le cose...quelle veramente importanti ti vengono a cercare...quando meno te lo aspetti...