...il titolo di una vecchia canzone...piccole dimenticate storie da raccontare...un modo per condividere viaggi e spazi di riflessione con cadenza casuale e da latitudini differenti...climi...colori..persone che in qualche modo incontro e che mi raccontano...io riporto...fotografo ricordo e quindi quello che leggerete è sempre e solo..ignobilmente colpa mia....
lunedì 24 gennaio 2011
Febbre e catamarano!
Oddio in realtà è finita ma questo non è così importante...quando sono malato mi vengono in mente tutte le cose che potrei fare se fossi in forze...il fatto che tutte quelle cose non le abbia fatte prima e che quasi sicuramente non le farò neppure dopo non è poi così rilevante...
Nel frattempo riguardo vecchi film e navigo un po' su internet. Mi organizzo il prossimo viaggio che sto per fare...a patto che questa maledettissima influenza mi passi...e penso al raggiungimento di due sogni. Sì due perché visto che sono malato penso in grande! La fine della tesi e la prossima pubblicazione del libro, sogno numero 1. Non è poco insomma dopo anni di ricerca vederlo su di uno scaffale è una soddisfazione enorme...se poi qualcuno prima o poi si degnasse anche di leggerlo questo sì che sarebbe davvero fantascienza! In Italia ci sono più scrittori che lettori quindi temo che a parte una ristretta cerchia di amici il sogno numero 1 rimarrà semplicemente quello di vederlo pubblicato magari da una buona e famosa casa editrice...ecco questo sì sarebbe un sogno!
Sogno numero 2: mi compro la barca. Sì sì me la compro. Abbandono definitivamente il marxismo e mi compro la barca...oddio no sto diventando come D'Alema...ok allora mi compro la barca e non abbandono il marxismo! Ho trovato, all'ancora ridotto in condizioni pietose, nel porto di Bari un vecchio Caicco turco...meraviglioso...certo è completamente da rimettere a posto, i mogani saranno da scrostare a fondo ma vuoi mettere la soddisfazione. È da quando ho 12 anni che sogno di avere una barca e di viverci sopra! Alla faccia dell'età che avanza dei reumatismi e dell'umidità...voglio vivere su una barca! Tra tutti i mezzi di trasporto la barca è quella che preferisco: l'aereo vola secondo leggi fisiche ignote per lo più anche a chi li costruisce...il treno necessita di rotaie ed ha quindi percorsi prefissati, ve la ricordate Buffalo Bill di De Gregori? Tra bufalo e locomotiva? Appunto quello! L'automobile è noiosa e si passa solitamente più tempo nel traffico di agglomerati umani inconsulti...la motocicletta sì...quella mi piace ma dove li metto i miei libri? E tutte le mie cose dalle quali difficilmente riesco a separarmi? No no la barca! Libero...al vento...ecco sì ancora meglio che il caicco che necessità del carburante...la barca a vela. Piccola precisazione nautica. Un caicco può veleggiare ma è un coso talmente grande e pesante che veleggia solo se c'è la bora. Ed è lento. Motivo per cui molto spesso va a motore. Quindi nafta quindi civiltà...no no. A vela è deciso. Oddio quanto mi piacerebbe un brigantino! Ma in quel caso avrei bisogno di un equipaggio. No troppa gente. Qualcosa di manovrabile anche da solo e possibilmente di veloce. Ci sono un catamarano. Bello il catamarano! È un'animale ibrido non fende le onde...ci vola sopra a pelo d'acqua. Ha un pescaggio minimo quindi si può addentrare anche in calette con poca acqua...ed è soprattutto veloce! Ne ho visto uno meraviglioso in vendita...ormeggiato a Danzica! Ecco magari è un po' fuori mano...e poi come lo riporto in Italia? Che scemo che sono...a vela ovviamente! Ecco cosa amo del mare non ci sono barriere enormi serve solo tempo. Io in fondo lavoro con il tempo. Con il passato che cerco di ricucire con il presente. Faticosamente con i pochi arnesi di cui disponiamo...archivi, documenti, fotografie, racconti...ma soprattutto disponiamo di noi stessi, della nostra supposta capacità critica. Un giorno uno degli storici che più amo mi disse: un bravo storico per fare il suo mestiere ha bisogno di una matita, un foglio di carta e di tempo per rimettere in discussione tutto ciò che si sa su di un determinato argomento! Io tempo ne ho...sono bloccato in un letto con l'influenza. Anche se volessi fare altre cose non potrei...ho la febbre e non posso uscire...ed allora navigo tra le onde delle pagine che ho scritto tra quelle che scriverò su di un catamarano che vola sull'acqua e sul tempo, con le vele della mia immaginazione completamente spiegate verso porti nuovi e mare aperto.
mercoledì 15 dicembre 2010
...povera ideologia...
Inoltrandomi un poco nei meandri dello splendido mestiere che in qualche modo pratico mi sono poi soffermato a pensare che le categorie del pensiero sono storiche e quindi anche quello di ideologia...insomma Marx critica l'ideologia perché si sta scagliando contro l'idealismo tedesco...non poco. Gramsci la rivaluta perché cerca un legame nazionale..una via d'uscita dallo schematismo leninista...ancora non poco.
Oggi al governo del mio paese è stato riconfermato un uomo che i giornali definiscono in modo sempre e comunque apocalittico e messianico...santo salvatore...demone e incarnazione del male...
Entrambe queste affermazioni sono ideologiche. Ed entrambe ricordano la lotta di Marx contro il pensiero totalizzante ed un poco messianico dell'idealismo tedesco. Per carità nessuno immagini neppure lontanamente di paragonare Cicchitto a Hegel o Bersani a Marx...Temo che nessuno dei suddetti viventi abbia letto, o compreso nemmeno in parte, alcuno dei suddetti morti...altrimenti vivremo tempi meno bui...Ma la furia con la quale si scagliano l'uno contro l'altro ricorda un poco terribili tenzoni dottrinarie e dogmatiche. La cosa divertente dei dogmi e che spesso le lotte più feroci avvengono non tanto tra dogmatismi differenti, come in questo caso potrebbe apparire, ma per la conquista al legittimo utilizzo dello stesso dogma. Non scazzerete mai con nessun altro al mondo con la stessa cattiveria come contro la vostra ex-moglie!
Ed ecco apparire l'ideologia. Quella hegeliana...quella che lotta ferocemente per accaparrarsi la paternità dell'ultimo brandello di pensiero dominante. Come in tutte le migliori coppie quando si dividono...non ti è mai piaciuta la teiera finta cinese ma lotteresti alla morte per toglierla all'altro! Se poi la teiera finto cinese è l'unica cosa che è rimasta lo scontro è mortale...ed in un mondo travolto dal pensiero debole...quello del post in cui siamo tutti oltre da non ricordarci più da dove veniamo e dove eravamo diretti, semplicemente proiettati in un presente costante..la teiera finto cinese diviene l'unico totem al quale votare tutti i n ostri desideri. Eccolo lì il totem...il pensiero liberale...un'ennesima ideologia.
Io sono più liberale di te. Non è vero la divisione dei poteri io la rispetto e tu no! Ma io sono mosso dall'amor di patria che ha animato il risorgimento! Il risorgimento tu nemmeno sai cos'è l'idea di Nazione tu che sei alleato con i secessionisti! Fantastici. Si sbranano alla difesa di una cultura, quella liberale, che teoricamente, non appartiene a nessuno dei due schieramenti. Ma la teoria è idealismo. Qui siamo piombati nel post-ideologico. Tutto fa brodo. In nome del senso dell'assoluto e dell'apocalittico tutto è giustificabile. Anche la lotta per la teiera finto cinese. Sarà una schifezza ma è l'ultimo brandello di sistema di pensiero. Cristo è morto. Il comunismo ha fallito. Siamo tutti liberali! L'aspetto tragico di tutta la faccenda non è tanto l'affannarsi di entrambe queste accozzaglie di patetici imbecilli per conquistare la bandierina del perfetto liberale quanto il fatto che mentre lottano per un'ideologia si scagliano contro un piccolo movimento di disperazione sociale ed economica accusandolo di essere ideologico! Ma quale ideologia?
Ideologia vuole dire sistema di pensiero. Oggi non ne abbiamo alcuno per questo lottiamo alla morte per i brandelli di quello rimasto. Il presidente del consiglio è un santo? Non scherziamo. É un mostro divoratore di bambini? Per carità. È molto più semplicemente un uomo ultra-ideologico. Nel senso che osserva divertito la lotta da un punto di vista che è oltre l'ideologia senza abbandonarne mai la retorica. Lui è un ideologo pragmatico della gestione del surreale. Incarna alla perfezione non tanto il superamento delle ideologia quanto il suo processo di spettacolarizzazione...E ne trae profitto. Ma non profitto personale. O almeno non solo. Ne trae un profitto ideologico. Crea intorno a sé un dibattito infinito quasi fosse quello sulla duplice natura del Cristo. Non è solo una questione di ego smisurato. Si tratta di cultura di sistema di pensiero. E non di un pensiero debole ma fortissimo. Ha sostituito alle raffinatezze del dibattito teorico un semi attualismo televisivo. Nutre di potenze smisurate i propri adepti e condanna a disfatte eterne i suoi avversari. Ammansisce e punisce eternamente. Nell'atto infinito che la sua mediatica onnipresenza gli permette si prende cura del suo gregge. In questo è divino. Vi è poi l'aspetto terreno. Ed anche in quello la sua potenza in atto perpetuo si manifesta in appetiti irrefrenabili. Il materialismo non lo spaventa perché lo ha sussunto in un edonismo sfrenato che fa il paio con la sua divinità. Come può l'ultra-ideologo pragmatico frenarsi? La sua stessa natura lo rende impensabile. Ed allora osserva, deus ex-machina di un Universo senza ideologia, il trionfo della propria. E questo trionfo necessita come ogni religione che si rispetti di tributi materiali e simbolici. Quelli simbolici sono fatti di sberleffo continuo alla sacralità del prima. Costituzione, diritti, regole basilari del viverre civile mal si sposano al suo moto perpetuo di atto puro. Ed ecco perché il richiamo continuo alle regole dell'ideologia liberale non solo sono inutili ma in fondo non fanno altro che annoiarlo. Le regole discendono dalla capacità di incarnarne la legittimità. É intrinseco alla regola. E scavalcarle, ignorarle mutarle fa parte di quel potere legittimo che non può essere scalzato dalla regola stessa. Lo diceva un grande teorico del diritto: l'unica legittimità vera la esercita chi può sospendere la legittimità perché la incarna: Carl Schmitt. Il fatto che questo principio sia servito per giustificare l'esercizio del potere da parte del nazismo mi sembra, a questo punto, tragicamente superfluo...
Dunque trovo bizzarro vedere esponenti della sinistra storica di questo paese arrampicarsi sulle scivolose chine di un'ideologia che non gli appartiene per contrastare una ultra-ideologia. Poveri. Non ce la faranno mai. Non solo perché non gli appartiene. No oramai gli appartiene. Ma perché stanno contrapponendo un brandello di liberalismo formale dietro cui si cela solo il pensiero debole...debolissimo. Se sei debolissimo di solito perdi...se poi l'avversario è molto forte la sconfitta non è solo certa ma si rivela, come abbiamo visto, molto dolorosa.
Insomma l'ideologia è morta...proprio adesso che ce ne sarebbe così tanto bisogno....
sabato 27 novembre 2010
Gigi...la maglia di lana..
Anche la linea politica migliore diventa mediocre se gestita da dirigenti mediocri...questo diceva Secchia molti anni fa. Qui non si tratta di capire se i dirigenti sono mediocri ma almeno capire se una linea ce l'hanno. E mi pare proprio di no. E non solo sulla formazione e la ricerca. Eccolo di nuovo il senso di solitudine teorica e politica che mi attanaglia...senza un pensiero forte lasciati in balia del mercato tutto diviene merce...anche il pensiero...senza una riflessione sui modelli possibili di società tutto viene lasciato ad un caos primordiale ad una lotta singola ed individuale...singoli o soggetti poco cambia. Ecco la necessità del tetto della visibilità mediatica..laddove esisti per pochi minuti perché sei disposto ad urlare la tua disperazione dalla cima di una gru o dalla torre di Pisa.
Un soggetto...non più un collettivo, un attore, una classe. Nulla di tutto ciò. Ed è allora che il freddo si fa più pungente. Non salirò su alcun tetto...vado a mettermi la maglia di lana...e spero che Gigi si buschi un bel raffreddore...magari un paio di giorni a letto potrebbero anche fargli bene...
Cento di questi giorni un cazzo...
Sono un padrone terribile per me stesso. Non mi concedo quasi nulla mi critico ferocemente. Ed ho, molto spesso, ragione nel farlo. Ecco il giorno del mio compleanno questa mia tendenza si accentua. In realtà la tendenza parte almeno una settimana prima. Quel giorno esplode. Mi ritrovo a fare immancabili elenchi delle cose che avrei voluto fare e non ho fatto di cose che avrei dovuto finire e non ho finito...lavori, progetti, sogni, viaggi, aspettative...un disastro assoluto.
La mattina di 19 anni fa mio padre mi svegliò, mi guardò per qualche secondo e mi disse: bravo oggi diventi maggiorenne...alla tua età Mozart aveva già scritto le sue opere più importanti...tu che cazzo hai fatto? Ignoravo ed ignoro se ciò sia vero. Non me lo ricordo a che età Mozart ha scritto le sue opere più importanti...io di certo a 18 anni non scrivevo che inimmaginabili deliri post esistenzialisti da buon cultore di Nicola Abbagnano! Eh l'approccio con Althusser sarebbe arrivato anni più tardi...e quindi le parole di mio padre mi colpirono in qualche modo
Non vivo più con i miei genitori, che nonostante tutto amo molto ( e vedendoli molto poco la cosa si fa più semplice), non dormo più nel divano letto della sala...ma ogni anno mi chiedo: ma quest'anno che cazzo ho fatto? Il saldo a volte è positivo per carità..ma nonostante questo difficilmente riesco a sentirmi soddisfatto. Mi sembra quasi che manchi un pezzo. Come se fossi sempre sul punto di comprendere di fare ma poi mi rendo conto di aver sbagliato i tempi. Sono in ritardo o, raramente, troppo in anticipo. Ed oggi all'alba dei miei 37 anni fatico a trovare un obiettivo, una posizione di partenza. Sono precario sia sul lavoro che nella via affettiva. Qualche anno fa mi ero messo in testa di diventare padre..fortunatamente l'immatura saggezza della mia compagna di allora me lo ha impedito..oggi la ringrazio per questo. Anche se un po' mi manca il non aver compiuto quel gesto di seminale follia che forse mi avrebbe cambiato la vita. Sto finendo un dottorato in Storia. Ok non è un figlio ma è un libro. Qualche sera fa il mio supervisor mi ha detto che lui ha scritto un libro in meno per ogni figlio che ha fatto...ne ha fatti 6! Non so se fosse una giustificazione alla sua poca prolificità accademica...io sto a zero figli ma quasi due libri! Nel frattempo fingo di non annoiarmi troppo delle persone che mi fanno gli auguri e penso al prossimo libro. Sto cercando di trasferirmi all'estero. Forse in Germania. Forse tornerò in Francia. Pianificare traslochi il giorno del mio compleanno mi aiuta. Penso che in fondo fino a che mi muovo ho una direzione...ok non è un obiettivo ma è una direzione. Così come pensare al prossimo libro mi da l'energia necessaria per finire di scrivere questo. E poi, soprattutto oggi, mi da la scusa per non pensare all'elenco delle cose che non sono riuscito a fare. Tornerà l'elenco. Di solito torna verso Natale. In quel caso lo affogo nel cenone che essendo la mia una casa terrona è un rituale lungo e doloroso ma che , almeno, obnubila la mente. Nel frattempo cullo l'idea del prossimo libro e comincio a rimpiangere quello che sto finendo...come un papà che si rende conto di essere stato troppo distratto guardo la mai creatura che comincia a camminare...prende vita autonoma...mi disconosce...odio il mio compleanno
sabato 23 ottobre 2010
Non voglio smettere di fumare
NO! Ho detto di no! Non voglio smettere di fumare. Perché dovrei?
Ho tanti difetti lo ammetto. Sono vanesio, iracondo, irrazionale e pigro..terribilmente pigro. Sono intimamente nomade. Ho provato ad avere una casa...è andata decisamente male...infatti da mesi vago di casa in casa di paese in paese...amici, colleghi, alberghi...qualche gentile fanciulla...ma fermo no...una sola cosa non abbandono mai..forse perché lei non abbandona me...la sigaretta!
Mi manca solo di smettere di fumare...amo le mie sigarette...e non sono morigerato...mai. Se compro 2 pacchetti ne fumo due...se ne compro 4 ne fumo quattro. In fondo non riesco proprio a vedermi senza. Scrivo. Mi pagano per farlo. E io, nella mia vanità amo la mia figura che si incastra tra la scrivania e la finestra alla luce del portatile e della brace della mia camel. Gialle sì gialle signorina non me le dia blu. No non fumo light. O fumi o non fumi. Pacchetto morbido per favore...
Sono decisamente schiavo della mia immagine decadente. Fumo tanto, bevo tanto. Sono scorretto in macchina. Detesto i vegetariani e le femministe post moderne mi fanno morire dal ridere. Per fortuna il mio razzismo mi tiene lontane queste maestrine frustrate vestite da freak degli anni '70!
Che come minimo mangiano macrobiotico e mi guardano male mentre addento la mia succulenta, maschilista, occidentalissima e scorretta carne! Non mi sopportano quando storco il naso di fronte al distillato di bambù e chiedo grappa di barolo...barricata per favore. E no il decaffeinato no. E nemmeno al ginseng. Nero, ristretto ed in vetro. Corretto sambuca senza zucchero.
E dopo...lei...la mia sigaretta! Ogni tanto, perché sono infedele di natura sia con le idee che con le donne, mi concedo un piccolo tradimento...Montecristo. Ma le sigarette a differenza delle persone non si lamentano. Sanno che tornerò da loro. Sanno che non posso guidare leggere e scrivere senza di loro. Magari anche le persone e le ideologie fossero laiche come le sigarette. Ma purtroppo siamo precipitati nel fondamentalismo ambientalista, salutista..politicamente corretto. Fumare fa male,bere ti ucciderà, l'inquinamento riscalda il pianeta...bah sono 4 anni che parlano del nino e io mi muoio di freddo. Odio il freddo. In inverno fumo di più. Mi scalda. Mi piace l'idea del fuoco. Non un fuoco distruttore ma alchemico. Un fuoco che cambia e trasforma. E quindi fumo..piccoli castelli di cenere così fragili da durare pochi istanti dalle forme così improbabili da aiutare la fantasia. E come tutti coloro che di fantasia ci vivono...detesto quando provano a fermarmi. Sono un uomo impulsivo e sfacciatamente intelligente. Odio le costrizioni. Non si fuma nei bar. Maledetti. Cerco solo bar e ristoranti dove posso fumare. Non si fuma sui treni. Figurati. E se mi viene un'idea interessante per un articolo mentre sono seduto a rompermi costretto a dividere il mio spazio con dei perfetti imbecilli che vorrei uccidere? Senza sigaretta l'idea non la fisso. E i miei istinti omicidi rischiano di andare fuori controllo. Vado al bagno mi chiudo dentro e fumo! Per ora non mi hanno mai beccato. L'aereo quello sì che è un problema. In quel caso mi drogo prima e ci bevo sopra...dormo. Ecco se dormo riesco a non fumare. Ma mi è capitato di svegliarmi nella notte perché avevo sognato un'intervista ed ho dovuto accendermi una sigaretta!
Sono tanti, troppi i momenti in cui chi ha fumato nella vita non può non sentirne la mancanza...non credete agli ex fumatori...invidiosi! Deboli. Pavidi schiavi dello scientismo. Lo scienziato che scoprì il legame tra fumo di sigaretta e cancro non aveva ovviamente mai fumato una sigaretta in vita sua...lo ha stroncato un tumore al polmone! Vi sono momenti che devono essere scanditi dal tempo della sigaretta. Come evitare di seguire il fumo che corre sul suo corpo nudo...dopo?
Una boccata e il fumo scorre dalle spalle fin sulla schiena..un'altra e le avvolge i fianchi...tutto questo a patto che sia fumatrice anche lei. Fumatori boicottate le non fumatrici e se proprio vi innamorate di una non fumatrice avete solo due scelte: guarite in fretta dal temporaneo stato d'infermità mentale che vi ha colpito e scaricatela, oppure iniziatela al fumo! Certo iniziarla al fumo sarebbe decisamente meglio ed anche più altruista nei confronti di noi altri fumatori. Iniziandola, infatti, il giorno in cui lei, inevitabilmente, vi tradirà o vi scaricherà, nel caso in cui qualcuno di noi dovesse incontrare la suddetta risulterebbe più sopportabile! Ma non cedete...non mollate...morirete comunque un giorno smettete di pensarvi immortali. Il fumo ci riavvicina alla nostra caducità alla nostra mortalità...al senso tragico ed intimo della storia. Ci ricorda la nostra umanità.
lunedì 20 settembre 2010
…incontrare Gramsci a Wieliczka....
...una miniera di sale...ad una ventina di km da Cracovia...una miniera antica...qui scavavano il sale già nel tredicesimo secolo...e dal sale la ricchezza della vicina città museo...Cracovia!
Bellissima...un po' troppo elegante nelle sue vie del centro nella sua cattedrale che affaccia sulla piazza del mercato...la più grande d'Europa...eh già ancora il mercato...non lontano dal ghetto ebraico...rimasto intatto ed estremamente vivo...cercate Ariel ampia locanda dove tutto è kocher... anche il vino! Provate Bertvhkovyna (o qualcosa del genere)...è una zuppa che assomiglia al gulash, ma secondo me più buono...chi lo sa forse i “gentili” che andavano a mangiare nel ghetto pagavano in sale...in fondo il loro salario da qualche parte dovevano pur spenderlo...e magari dopo aver lavorato nella miniera qualche volta si spingevano fin qui...sì perché gli scavatori di sale di Wieliczka non erano schiavi...ne sottopagati..anzi la guida mi dice che fin dal quindicesimo secolo erano tra i lavoratori meglio pagati di tutto il regno e che, chiaramente, andavano molto fieri sia del loro salario che della loro professionalità. Una professione dura...pericolosa...ma anche estremamente affascinante in questa sfida costante con la natura che scatena contro di te tutte le sue armi peggiori...il freddo, il buio...l'acqua che da un momento all'altro non solo poteva sommergerti...ma essendo il sale dannatamente solubile trovare l'acqua voleva dire quasi sicuramente restare schiacciati sotto un crollo...ed infine il più terribile dei nemici...il fuoco! Sì perché il sale è solubile quanto il metano è infiammabile...e qui di sacche gassose di metano ce n'erano tante! Ora se la torcia elettrica ha risolto questo problema, quella classica che illuminava con il fuoco qualche piccolo rischio lo presentava...nelle cronache del diciottesimo secolo troviamo un incendio che si è protratto per circa nove mesi...per spegnerlo i minatori hanno fatto crollare una parete di circa trenta metri per togliere ossigeno alle fiamme...
Forse è stata proprio questa sfida tanto terribile e colorata delle paure più ancestrali dell'uomo a far sì che i minatori di Wieliczka sviluppassero due degli aspetti che mi hanno quasi fatto intravedere la sagoma del mio sardo preferito...anche la Sardegna terra di miniera in fondo...tra i cunicoli di questo luogo assolutamente meraviglioso: la ricerca di dio e l'affermazione attraverso l'arte del amore dell'uomo per la propria capacità di dominare ciò che dio gli ha dato...Le pareti...le grotte dell'intera miniera sono ricoperte di sculture di sale...ce ne sono centinaia...nelle sale più grandi...alcune grandi quanto un campo di calcio per intenderci...hanno scavato nel sale una chiesa...con altare colonne...ed una riproduzione dell'ultima cena...70 cm di profondità ed una prospettiva fenomenale..
tutto scolpito dai minatori di Wieliczka! A riprova che in ogni uomo c'è un intellettuale...ed un grande artista...erano fieri del loro lavoro del loro saper fare della conoscenza che gli permetteva di sopravvivere in un ambiente così estremo. Ed allora quell'ambiente quelle sfida diviene il simbolo del tuo ingegno ed ogni colpo di scalpello dato fuori dall'orario di lavoro aggiungeva a quel lavoro il gusto della conquista, dell'addomesticamento di una belva feroce...aggiungeva alla dignità...la bellezza! Quella testimonianza del tuo passaggio che non solo colpisce ma che affascina...ed in questo caso strabilia...che ti fa capire che a tutte le latitudini gli uomini sentono le stesse necessità..spesso coltivano gli stessi sogni...e di quanto questo sia vero non solo a prescindere dalle distanze fisiche ma a volte anche di quelle temporali....la miniera è rimasta aperta fino al 1964...l'ultima scultura all'interno della cattedrale è del 1963! Fino all'ultimo i minatori hanno sentito l'esigenza..la necessità di continuare il loro lento e parallelo lavoro in onore della bellezza...
Una bellezza che ha assunto tante volte le forme di un Cristo morente...di una Maria in lacrime...figure a sfondo religioso che ci parlano di una cultura....ok...lo sappiamo tutti i polacchi sono testardamente cattolici..il comunismo..il regime...il papa polacco che tuonava contro la dittatura nel suo paese ed avallava senza problemi quelle di metà del resto del mondo (eh Mons. Pio Laghi....che gioca a tennis con Videla non si dimentica così come la repressione della teologia della liberazione...). Ma non è solo quello....anche, sicuramente. Ma non solo. Ancora la guida, non sollecitata, ci dice...sì i polacchi sono cattolici e quando fai un lavoro così pericoloso in dio ci credi un po' di più....ed allora la cultura popolare ed il ruolo degli intellettuali...e dove caspita erano gli intellettuali polacchi di sinistra ? Ah già...deportati...e spesso mandati a morire nella patria del socialismo ecco ma il regime non costruiva cultura? No..cioè sì...c'era l'educazione gratuita per tutti...le scuole...ma non c'era la cultura...c'era la propaganda! Attenzione non che qui difetti la cultura...i teatri e la musica di ogni genere...dal classicissimo (e un po' palloso) Chopin... fino alle avanguardie, dalle università alle scuole di alta specializzazione come il Collegio d'Europa che ha una delle sue due sedi in Polonia...no quello che è mancato è stata la critica...la possibilità/capacità di mettere in discussione in modo libero...quindi senza critica poca cultura...
Eh già la cultura nel frattempo, quella critica, la faceva la chiesa...e forse i nostri minatori chela loro cultura non solo la coltivavano ma la esprimevano al loro meglio...attraverso la loro creatività la loro arte...ed il loro lavoro...ed allora esco dalla miniera...risalgo in macchina...guido nella campagna polacca verso Auschwitz-Birkenau... stacco con un morso un pezzo di pretzel (una specie di pane con il sesamo e non ho capito cos'altro a forma di ciambella...)vado a visitare i campi di concentramento al confine con la Repubblica Ceca che non è distante da qui...intanto penso...alla fatica ed al piacere...alla storia contraddittoria di questi posti... alle case matte ed al ruolo degli intellettuali organici...alle sculture...alle culture...
martedì 14 settembre 2010
Varsavia...Pirolli...
in realtà si chiamano pierogi...sono una specialità culinaria polacca...somigliano un po' ai ravioli...insomma una pasta...più o meno...non è definibile in modo preciso...intanto perché ce ne sono molti tipi differenti...cucinati alla russa...con le verdure o con la carne...di fatto un incontro tra sapori e tradizioni differenti...ogni pirollo una sua storia...ogni ripieno una scoperta che va accompagnata dalla consapevolezza che siamo a Varsavia che rappresenta in sé l'incontro tra culture differenti...purtroppo qui spesso l'incontro si è fatto scontro...anche feroce...
Storia ricca e tragica quella di questa città...dove ad uno dei più grandi ghetti ebraici del mondo fino allo scatenarsi della barbarie nazista si accompagnano le periferie fatte di casermoni sovietici....dove alla cultura ebraica che tanto ha influenzato l'umorismo un po' nero dei polacchi, si mischia l'amore per i caffè in stile propriamente mittle europeo ed il legame con Parigi dove tanti intellettuali polacchi hanno trovato rifugio....
Lo spirito intimo di questa gente, in questa lunga e forse interminabile transizione verso non si sa cosa, sta tutta nella capacità di teatralizzazione degli eventi....e così un incidente aereo che ha stroncato una parte importante dei gruppi dirigenti del paese diviene uno scontro mortale tra ultra cattolici anti-russi, complottisti che ergono croci e le difendono a colpi di maratone di rosario...ed un ragazzo che nel corso di una manifestazione imbastisce un funereo doppio senso tra il nome del defunto presidente ed una marca di birra...chiedendo a gran voce che gli venga servita una Lech (nome di battesimo del suddetto e famosa marca di birra) ben fredda...! Ancora oggi a sei mesi da quell'incidente gli ultra ortodossi si ritrovano dinnanzi al palazzo presidenziale per pregare e lanciare slogan contro il presidente neoliberista, ultraeuropeista e soprattutto schiavo di Mosca! Sì perché non vi è nulla da fare...qui l'antagonista principe rimane la Russia...così vicina in termini sia geografici che culturali eppure percepita come un pericolo costante...come un vicino di casa troppo potente e con rinnovate mire espansionistiche...i treni della sola linea metropolitana di Varsavia che corre lungo la riva sinistra della Vistola sono quelli di San Pietroburgo ancora con i colori della bandiera russa post 1991...
In Polonia non diciamo mai che va tutto bene...al massimo diciamo che non va troppo male...sai dire che tutto andava bene era sospetto ai tempi del regime sovietico...allora meglio tenere un profilo basso...magari il padre della compagna di classe di tua figlia potrebbe denunciarti alla polizia politica...così mi raccontano il periodo del socialismo reale...consci di essere stati dominati da un potere straniero che nei racconti delle persone che lo hanno vissuto mi fa pensare sempre di più al più classico dei colonialismi di cui noi occidentali siamo stati maestri per qualche secolo.
Forse proprio i cinquanta anni di chiusura politica ed economica del mondo socialista hanno permesso alla Russia di passare così rapidamente da un enorme paese di contadini analfabeti alla seconda potenza militare del mondo...chissà...ma non è questa la sede per riflessioni storiografiche troppo profonde...stavamo parlano di pirolli...e di come qui si viva questa strana atmosfera un po' decadente di un paese sempre diviso tra nostalgia ed innovazione...di come l'idraulico polacco che attraversava la frontiera nella seconda metà degli anni '90 sia diventato il simbolo di quel processo d'integrazione in un'Europa di cui i polacchi si sentono parte da sempre...ma allo stesso tempo non si sentono legittimati a sedere allo stesso tavolo dei potenti tedeschi che insieme alla Russia rappresentano l'altro polo...l'altra grande nazione che per secoli ha minacciato il paese di estinzione...forse per questo in pochi sanno che l'idraulico polacco aveva un dottorato in linguistica comparata...e anche quelli che lo sanno non vi attribuiscono grande importanza...questa è la nuova Varsavia...questa è la città che voleva superare il grigiore del socialismo reale di slancio...tuffandosi nel capitalismo più sfrenato...qui il mito della città che non dorme mai è ancora reale...qui la gente lavora di domenica...di sera...di notte...qui i salari sono bassi...e la gente ha un tasso di scolarizzazione alto...ed ecco arrivare le multinazionali, le banche, le grosse catene occidentali che pian piano non solo si insediano...ma comprano...e comprando cambiano...qui lo stipendio medio si aggira intorno ai 900 euro ma le case costano circa 3000 euro al mq! Ed allora eccolo riaffiorare lo spirito polacco di melanconica nostalgia..ed alcuni cominciano a dire che tutto questo mercato in fondo non è così bello come gli era stato detto...che entrare nell'euro adesso sarebbe una sciagura per l'economia nazionale che certo tira a livelli di tigre asiatica ma che ha costi umani enormi...e soprattutto sta facendo perdere molto di quel senso di appartenenza che si era sviluppato durante la lotta contro il regime...insomma nessuno gli aveva detto che capitalismo vuol dire individualismo e che gli aspetti comunitari della loro cultura, tanto importanti per un popolo che ha sofferto svariate invasioni negli ultimi 100 anni, mal si conciliano con lo spirito d'impresa...
Nel frattempo la domenica pomeriggio gli intellettuali di Varsavia si ritrovano nei caffè della città vecchia, interamente ricostruita dopo la guerra, mentre i giovani girellano per Praga, quartiere sul lato destro della Vistola, dove ancora sono visibili i buchi dei proiettili tedeschi della rivolta del '44, scendendo dal castello e tenendo il Palazzo della Scienza, immenso regalo di Stalin alla città, come riferimento ci si imbatte in un piccolo cimitero dove trovano posto, insieme, i resti degli antifascisti uccisi durante e dopo la rivolta stessa, e quelli, tra gli altri, di una giovane donna uccisa dalla NKVD nel 1968...ecco quest'immagine dice molto...non spiega...ma ci racconta di un popolo schiacciato tra due mondi...di un esperimento...di un ponte...tra fascinazioni cultura europee e russe...nel frattempo cammino lungo la Vistola...mi infilo in una taverna...tira vento fa freddo...una tazza di Jurek...zuppa di lievito con salsiccetta...uovo...patate...e sa dio cos'altro...buonissima...
Prendo un taxi...qui le arterie principali sono enormi...ma anche molto congestionate...pare che il traffico sia diventato un vero e proprio incubo per i cittadini di Varsavia...ah tra l'altro nessuno sa quanti caspita sono i residenti perché nell'ansia di liberarsi dalle ferree regole che vigevano durante il socialismo reale...qui non è necessario registrarsi...compri una scheda telefonica nei chioschi e nessuno ti chiede un documento... 3 milioni...5 milioni chiedo...quanti siete? Nessuno mi sa rispondere con precisione...nel frattempo il taxi corre veloce lungo quelle che a me sembrano autostrade e mi sfrecciano di fianco enormi...lunghi agglomerati di case squadrate...arrivo nella residenziale periferia di Varsavia...un enorme grattacielo de Le Generali mi stranisce..poi vedo un negozio che vende Kabanosi (splendide salsicette affumicate veramente imperdibili...) e sono di nuovo a Varsavia...una città che forse non sa ancora dov'è...